Luco dei Marsi – Pesca illegale nel Fucino: Forestali sorprendono 3 bracconieri

Strano ma vero: c'è ancora chi pesca nei canali del Fucino. Nel Canale collettore centrale, confine tra i comuni di Avezzano e Luco dei Marsi, carabineri forestali sorprendono pescatori di frodo che utilizzavano reti illegali a tramaglio poste di traverso nel canale. Liberate decine di pesci

A facilitare la pesca illegale anche la siccità che ha causato l’abbassamento del livello dell’acqua nei canali del Fucino, con la conseguente concentrazione dei pesci superstiti in questo tratto finale del canale collettore centrale. I “bracconieri ittici” sono sfuggiti alla rete dei forestali e si sono dati alla fuga, sequestrata l’attrezzatura da pesca illegale e liberate decine di pesci.

COMUNICATO STAMPA

Bracconaggio ittico: Carabinieri Forestali sorprendono tre bracconieri nel Fucino che si danno alla fuga.

Luco dei Marsi (AQ) – Alle prime luci dell’alba del 04 agosto 2021, durante normali controlli delle acque interne ai fini della prevenzione e repressione del bracconaggio ittico, i militari della Stazione Carabinieri Forestale di Avezzano (AQ), nel Comune di Luco dei Marsi (AQ), in loc. Fucino, hanno sorpreso tre uomini che pescavano di frodo nel canale collettore centrale, nei pressi della strada 40, con una rete a maglie grandi, larga circa 20 metri e posta come sbarramento del corso d’acqua, immersa per una profondità di due metri.

I militari hanno quindi tolto la rete provvedendo, altresì, a liberare decine di pesci, della famiglia dei ciprinidi, rimasti intrappolati.

L’attrezzo di pesca è stato sottoposto a sequestro amministrativo e messo a disposizione dell’Autorità competente, per il previsto provvedimento di confisca. Il fatto accertato costituisce violazione alla L.R. n° 28/2017 (che disciplina la gestione della fauna ittica e della pesca nelle acque interne) art. 24 c. 8 ed alla Legge n° 154 del 28/07/2016 art. 40 (contrasto del bracconaggio ittico nelle acque interne).

Nei prossimi giorni, proseguiranno i controlli per la repressione di simili azioni di bracconaggio, per la tutela e salvaguardia delle specie ittiche delle acque interne e degli ecosistemi acquatici. Infatti, l’utilizzo di strumenti non autorizzati per la pesca, quali ad esempio reti a tramaglio, fissate o utilizzate a strascico, elettrostorditori, veleni e fertilizzanti agricoli, sono metodi brutali che uccidono qualsiasi essere vivente presente nello specchio d’acqua in cui viene esercitata l’azione di bracconaggio. Un fenomeno ancora, purtroppo, diffuso ma oggetto di costante attenzione da parte dei Carabinieri Forestali.

Regione Carabinieri Forestale “Abruzzo e Molise” – Gruppo di L’Aquila

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