Lo «Stato d’eccezione» compie 2 anni. Emergenza? “andrà tutto bene”

La prima notizia è che sono passati 2 anni, la seconda è che non è ancora finita. Oggi l’Italia intera entra ufficialmente nel 25° mese di Stato d’emergenza, che proseguirà almeno fino al 31 marzo, per un totale di 1.090 giorni. Ancora prorogabili, ovviamente.

Sono infatti già passati due anni dalla emanazione della Delibera CDM del 31 gennaio 2020 – entrata in vigore l’1 febbraio 2020 con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale n. 26 – con cui il Consiglio dei ministri, “in conseguenza del rischio sanitario connesso alla diffusione del Coronavirus“, dichiara lo Stato di emergenza.

In questa prima Delibera del CdM si parla di soli 6 mesi ma, di proroga in proroga, i mesi sono diventati 26: con il Decreto legge n. 221 del 24 dicembre 2021, infatti, lo Stato di emergenza è stato prorogato fino al 31 marzo 2022.

Quello di oggi è il secondo anniversario di un avvenimento epocale che segna profondamente la vita democratica e l’assetto istituzionale del nostro Paese: un anniversario che a quanto pare politici, istituzioni e media evitano accuratamente di ricordare. E così succede che in una nazione sottoposta da due anni allo Stato di emergenza – e già con un tecnico alla Presidenza del Consiglio dei ministri – si arriva addirittura a proporre come Presidente della Repubblica il Capo dei servizi segreti in carica: un cortocircuito dalle conseguenze devastanti su quel che resta dello stato di diritto e della stessa democrazia.

Ma torniamo a quel 31 gennaio di due anni fa, quando il Consiglio dei ministri, “in conseguenza del rischio sanitario connesso alla diffusione del Coronavirus”, dichiara lo Stato di emergenza per 6 mesi. “Per l’attuazione degli interventi – si legge nella delibera – si provvede con ordinanze, emanate dal Capo del Dipartimento della protezione civile in deroga a ogni disposizione vigente e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, nei limiti delle risorse di cui al comma 3“.

Il Comma 3 fissa le risorse in appena 5 milioni di euro. Risorse che con le Delibere del consiglio dei ministri e le OPCM successive sono poi diventate prima decine di milioni di euro, poi centinaia, infine decine di miliardi di euro.

Miliardi gestiti, in virtù dello Stato di emergenza, in “deroga a ogni disposizione vigente e, va da sé, con un allentamento o addirittura con l’abolizione di ogni forma di controllo.

Le implicazioni che comporta lo “Stato di eccezione” introdotto con la delibera con cui il Consiglio dei ministri istaura a fine gennaio 2020 lo Stato di emergenza furono sottovalutate, se non ignorate, dalle forze politiche e dalla stampa nazionale. La stessa cosa succede poche settimane dopo, quando il 4 marzo 2020, il dipartimento nazionale di protezione civile emana una nota in cui spiega come funziona, in uno Stato di emergenza, la catena di «Comando e controllo»

SITe.it fu tra le pochissime testate a pubblicare integralmente tale delibera del CdM e a creare, già dalle prime settimane, una sezione specifica del sito online che riportava, in calce ad ogni articolo, questa dicitura:

“ATTENZIONE – Le notizie pubblicate in questa sezione speciale dedicata all’Emergenza Coronavirus provengono da fonti ufficiali o comunque da noi controllate. Tuttavia, in considerazione della dichiarazione dello Stato di Emergenza nazionale, della nomina del relativo Commissario e del ricorso alle Ordinanze in deroga alle leggi ordinarie, la nostra testata si occuperà anche degli effetti collaterali derivanti dallo «Stato d’eccezione» così istaurato, compresi quelli sulle libertà civili e personali e sulla tenuta democratica del Paese.
A tale scopo, SITe.it ha riattivato lo staff di collaboratori con cui ha già operato nell’emergenza terremoto del 2009 a L’Aquila e del 2012 in Emilia. Per segnalazioni: redazione@site.it

Tale sezione, che riporta tutti i nostri articoli sull’argomento, elencati in ordine cronologico inverso, è consultabile a questo link:

EMERGENZA CORONIAVIRUS

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