“Lo statico volo d’una rima” di Federico Del Monaco – Una silloge poetica dal sapore contemporaneo

Ancora riscontri molto positivi per l’ultimo e impegnativo lavoro dell’autore Federico Del Monaco: il poeta “Peligno” di origine e “Marso” di adozione.

Sabato, 4 dicembre, nell’intimità del salotto letterario di “Vieni Via con Me” ad Avezzano, si sono accesi di nuovo i riflettori sulla sua poesia con  l’attenta regia di due professioniste, la Dr.ssa Alessandra Prospero e la Prof. Roberta Placida.

Federico Del Monaco ha decantato le sue opere in versi emozionando e scuotendo le coscienze del pubblico presente.

Lo scrittore Federico Del Monaco

La Dr.ssa Alessandra Prospero direttrice del gruppo editoriale “Daimon Edizioni”, che ha pubblicato la Silloge, sottolinea che la poesia nasce per essere rivolta alla moltitudine più della prosa ed ha approfondito il discorso dell’oralità: la poesia quale primo registro comunicativo dell’uomo. Federico nasce per essere un modello “aedo”, non c’è poeta senza oralità, la poesia nasce orale e Federico del Monaco decanta con il proprio tono, le pause, la profondità, anche con le proprie inflessioni. In questa maniera la parola è vera e l’autore si mostra con il suo trasporto emotivo ed i propri sentimenti. 

La Professoressa Roberta Placida sottolinea quanto sia abile il poeta Del Monaco a “raccontare una storia con la poesia”. Le sue parole, infatti, racchiudono passati di certa realtà e non affatto banali. Federico Del Monaco, tra gli altri temi che affronta, enuncia l’amore universale e lui stesso asserisce: “Il poeta che si misura con l’amore ha tra le mani uno strumento potente”.

Federico Del Monaco con l’editrice Alessandra Prospero e Roberta Placida

Del Monaco ha ricevuto, in questi mesi, diverse segnalazioni nei concorsi letterari di poesia su territorio nazionale e lo scorso novembre è uscito vittorioso all’Abruzzo Horror Literary Contest – III edizione, nella sezione racconti, con “Il succhia anime”. La motivazione è stata la seguente: Per essere riuscito a incastonare la cristallizzata poesia di Pierre-Auguste Renoir e di Aline Charigot ne “La colazione dei canottieri” in un racconto avvincente e pienamente rispondente al genere, costruito con estrema maestria linguistica sulla figura di un “succhia anime” a cui è impedito di partecipare al maestoso ciclo di vita e morte.

Da sempre la penna è sua compagna, inizia a scrivere a tredici anni, spaziando tra fantascienza, fantasy e horror. Con la crescita intellettuale si introduce nei meandri della poesia dalla quale si sente avvolto e attraverso essa riesce ad esprimersi. 

Leggendo la “Parola di Federico Del Monaco”, nome con il quale si presenta nel mondo dei social, traspare il desiderio di uguaglianza, integrità, amore, pace e giustizia. Si incontrano versi contrassegnati dall’incanto ma ci si scontra con frasi ruggenti e spigolose costruite per mostrare la gioia di desiderare e la difficoltà di approdare alle mete attese attraverso percorsi necessari che guidano all’estasi.

Copertina del libro

L’immagine di copertina studiata dall’autore Del Monaco è accattivante e profondamente ludica: l’uomo di oggi e il bambino, dal quale è progredito, con il transitorio di esperienze, espedienti, progetti, strutturazioni e destrutturazioni che comportano la crescita spirituale ed intellettuale, spinte e retrocessioni che portano l’uomo, il poeta, a spogliarsi, per mettersi a nudo, per mostrare la soavità e la fatica.

Dai suoi versi “Ero con la mia penna e non ero quindi solo” si intuisce quanto sia importante la scrittura per Federico Del Monaco e questo traspare leggendo la quarta di copertina:

“Se dopo il sacro rito non riuscirete a farne a meno, se il demone vi spingerà più su di ogni cielo celeste, se passione, amore, mania cercheranno di agire per voi, fatevi esorcizzare. Se anche questa cura sarà vana e proprio non riuscirete a smettere, altro non potete fare che andare avanti. Vorrà dire che la scrittura è più forte di voi, di ogni tentativo atto a sottrarla. Percepitene l’importanza, onorate il gesto, siate onesti con voi stessi. Solo in questo caso smettete di desistere. Ma siate scrittori veri”.

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