L’Armata Brancaleone – Sabotatori centrodestra autoaffondano “Parlamentino sindaci”. Ecco i nomi

Nella guerra alla pandemia, nella Marsica, si continua a perdere tempo in chiacchiere. Spunta ora, dopo la seconda “Adunanza” convocata da Di Pangrazio, un plotone di 10 sindaci che autoaffonda il “Parlamentino dei sindaci marsicani”. Più che diserzione è sabotaggio. Ecco i nomi:

,Settimio Santilli Celano, Cesidio Lobene Trasacco, Mirko Zauri Pescina, Pasqualino di Cristofano Magliano de Marsi, Antonella Buffone Balsorano, Nazzareno Lucci Massa d’Albe, Simone Angelosante sOvindoli, Sara Cicchinelli Civita d’Antino, Gianluca De Angelis Lecce nei Marsi, Angelo di Paolo Canistro.

NOTA DELLA REDAZIONE – Confessiamo che proviamo grande imbarazzo nel dover perdere tempo a riferire di polemiche inutili e stucchevoli. Ma rendono l’idea, purtroppo, del doppio dramma che la Marsica sta vivendo in queste settimane: da un lato la pandemia che ha messo in ginocchio il sistema sanitario e l’ospedale di Avezzano, dall’altra l’incapacità della politica locale nel difendere il territorio da una catastrofe annunciata, che si aggrava di ora in ora. Intanto si sono perse in inutili chiacchiere settimane preziose.

Il sabotaggio del centrodestra

I nomi dei 10 sindaci sopra riportati – da tenere tutti bene a mente a futura memoria – compaiono in calce a un Comunicato stampa inviato ieri sera alle redazioni locali: non alla nostra, naturalmente. Il contenuto del documento è palesemente strumentale e tradisce un doppio obiettivo: impedire la richiesta di commissariamento della Asl 1, minare alla radice l’unità del fronte dei sindaci marsicani. E ci sono riusciti.

A leggere il documento – lo diciamo senza offesa – nutriamo seri dubbi che ad elaborarlo possa essere stato uno dei sindaci firmatari, figuriamoci messi tutti insieme. E’ evidente che lo stesso è frutto di una manina esterna e che è stato poi chiesto loro – obtorto collo – di firmarlo.

Il problema è che, nonostante il dramma in atto, questi sindaci si sono prestati a una operazione del genere, obbedendo supinamente a ordini imposti da altri e – diciamolo pure – fregandosene dei propri stessi concittadini.

Questo ulteriore episodio – malgrado i tentativi generosi di alcuni sindaci perbene – rende ancor più evidente che la politica locale non è in grado di gestire una situazione straordinaria come quella che stiamo vivendo. Se si vuole tentare di organizzare una Linea del Piave che ci difenda dalla pandemia in atto, non resta che trovare o costruire altri strumenti e individuare sul territorio soggetti diversi.

Di Pangrazio si cala le brache, ma Angelosante chiede di più

A poco sono serviti i bizantinismi e le piroette del sindaco di Avezzano, che sul punto già nel Consiglio comunale si era calato le brache, cedendo ai desiderata del centrodestra.

La coalizione di Mario Babbo, puntando il dito contro l’incongruenza tra premesse e conclusioni del documento, aveva giustamente votato contro l’odg, giudicandolo troppo debole e dilazionatorio.

Nell’ultima Adunanza di sabato scorso, a sorpresa, un nutrito gruppo di sindaci ha scavalcato anche il riottoso Di Pangrazio e ha urlato – a chiare lettere – di chiedere il commissariamento dei vertici della Asl 1. Nell’occasione, un risentito Angelosante, ha rinfacciato a Di Pangrazio gli accordi presi e, maldestralmente, ha reso noto che sindaci di centro destra si erano riuniti prima dell’adunanza e deciso di opporsi alla richiesta di commissariamento. Ed è scoppiata la bagarre.

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