La vergogna del Pronto soccorso di Avezzano

“Al freddo, con la pioggia e la disponibilità di solo 5 sedie”: la dura denuncia sulle condizioni in cui i parenti dei pazienti sono costretti ad attendere, per ore e anche di notte, all’esterno del Pronto soccorso di Avezzano. Foto esclusive

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Cambiano i direttori generali, cambiano i direttori sanitari, cambiano gli ingressi, cambiano le postazioni… ciò che non cambia mai è la situazione di profonda inciviltà in cui i parenti delle persone condotte nel pronto soccorso di Avezzano vengono intrattenuti.

Al freddo, con la pioggia e la disponibilità di cinque, esattamente cinque, sedie su cui sedersi ma, comunque rigorosamente all’aperto così da poter temprare i fisici e le menti!

È una vergogna! Una vergogna raddoppiata è triplicata se si considera che, se hai un santo in paradiso, forse ti viene visitato il parente malato con un po’ più di celerità e, anziché attendere 24/36 ore al freddo, sotto la pioggia e/o magari non adeguatamente equipaggiato per trascorrere la notte, nella umida Marsica, all’aperto, magari nella descritta situazione ci passi solo 3/4 ore!

Ho viaggiato molto, anche in paesi per così dire sottosviluppati ma, in tutta franchezza, quello che da qualche anno vedo al pronto soccorso di Avezzano non è paragonabile ad alcuna situazione disagiata vissuta in tali paesi.

Noi non siamo un popolo civile e men che meno chi ci governa può considerarsi orgoglioso di governare!

Fossi in loro mi vergognerei di governare simili situazioni (e non ho detto “in simili”!) e non dico altro!

Mi domando cosa scriverebbe la stampa se i testimoni da sentire in tribunale venissero invitati ad attendere sul marciapiede di via Corradini, sotto un gazebo di 1,5 mt per 1,5 mt, al freddo e sotto la pioggia, in attesa di essere chiamati a rendere la testimonianza!

Avvocato Paola Attili

Print Friendly, PDF & Email