Israele bombarda per la quarta volta una scuola dell’Onu: “inchiesta per crimini di guerra”

Dopo il quarto attacco israeliano contro una scuola gestita dall’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, alcuni funzionari delle Nazioni Unite chiedono l’apertura di un’inchiesta per crimini di guerra.

Christopher Gunness, portavoce dell’Unrwa, ha riferito che alle otto di questa mattina è stata attaccata per due volte la scuola di Beit Lahiya: “Quando c’è un attacco diretto contro una scuola dell’Onu in cui si sono rifugiate 1.600 persone e di cui Israele conosce le coordinate e sa chi vi è all’interno – ha dichiarato il portavoce ONU – e quando questo rappresenta l’ultimo di una serie di attacchi diretti o indiretti alle strutture dell’Unrwa, ci deve essere un’inchiesta per stabilire se siano stati commessi dei crimini di guerra“.

Sulla stessa notizia, riportiamo di seguito l’articolo diffuso da infopal.it, (Agenzia stampa  informazione Palestina, Territori palestinesi occupati e Gaza).

CRIMINALI. Bombardata un’altra scuola dell’UNRWA, 13 vittime. Bilancio totale: 1205 morti e 5300 feriti.

Scritto il 2009-01-17

Gaza – Infopal. Nuova strage israeliana contro una scuola delle Nazioni Unite. E’ successo questa mattina, a Beit Lahiya, nel nord della Striscia.

Nella scuola avevano trovato riparo famiglie, cittadini palestinesi sfollati dalle proprie case. Sono rimasti uccisi 13 cittadini, tra cui una madre e suo figlio.

Fonti mediche hanno affermato che questa mattina, 22° giorno di massacri israeliani contro la Striscia, il numero di vittime è salito a 1205, di cui 410 bambini, e a 5300 feriti, di cui 1630 bambini.

Migliaia e migliaia di palestinesi, le cui abitazioni sono state distrutte dai missili israeliani, sono stati sistemati in scuole dell’UNRWA. Tuttavia, l’aviazione dello stato sionista sta prendendo di mira anche queste, braccando la popolazione disperata in ogni luogo possibile.

Ieri sera, è avvenuto l’ennesimo massacro contro famiglie inermi: una mamma e i suoi cinque bambini sono stati uccisi da un attacco aereo che ha preso di mira una casa nel campo profughi al-Breij, al centro della Striscia.

Intere famiglie sono state massacrate, fatte a pezzi, dalle bombe israeliane.

L’aviazione ha bombardato con intensità l’area di ad-Duwar, a Beit Lahiya, provocando incendi in diverse abitazioni.

Sempre ieri sera, gli aerei da guerra israeliani hanno bombard.ato una “casa per le condoglianze” (dove le famiglie ricevono parenti e amici durante i funerali di loro cari), uccidendo 10 cittadini e ferendone diverse decine.

In un altro bombardamento contro un’abitazione di Jabaliya sono state uccise 4 donne. L’artiglieria ha attaccato la moschea Taha.

Questa mattina sono stati bombardati i quartieri di Tel Al-Hawa, Karama e At-Tawam, della città di Gaza. Le navi da guerra hanno sparato contro 4 cittadini del campo profughi di ash-Shati.

Le forze israeliane hanno bombardato diverse aree di Khan Younis, nel sud della Striscia. Testimoni locali hanno riferito che bombe al fosforo sono state lanciate contro la zona di al-Hasayneh, a ovest di an-Nusseirat.

Missili israeliani hanno colpito l’area di al-Mawarej, a Rafah, sempre nel sud. Tre bombe sono cadute sul supermercato di Abu Al-Enen e su case di Al-Barahmeh.

Le forze israeliane hanno, inoltre, bombardato i tunnel che si trovano alla frontiera tra Egitto e Rafah, costringendo centinaia di persone ad abbandonare le proprie case.

Il funerale del ministro dell’Interno Siyam. Migliaia di palestinesi hanno seguito, ieri, a Gaza, il funerale del dirigente di Hamas, Said Siyam, ucciso insieme alla famiglia di suo fratello giovedì scorso.

Nel bombardamento sono morte 14 persone e altre 20 sono rimaste ferite.

Siyam è il secondo dirigente di spicco di Hamas ucciso da Israele dall’inizio dell’operazione “Piombo fuso”, iniziata il 27 dicembre: il 2 gennaio è stato assassinato Nizar Rayan.

Se questo non è terrorismo, allora, come possiamo chiamarlo?

[ TRATTO DA: www.infopal.it ]

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