Impavido poliziotto penitenziario avezzanese sventa un’altra rapina – Nardella: “promuoverlo ora al grado superiore”

COMUNICATO STAMPA

Fa parlare ancora di sé G.A. il poliziotto penitenziario di stanza al super carcere di L’Aquila.
Ieri sera, nel mentre si apprestava ad acquistare prodotti farmaceutici in un noto supermercato di Avezzano, notava che qualcosa di drammatico alla cassa stava accadendo.
Resosi conto che si trattava di una rapina a mano armata in atto e dopo un iniziale intervento del cassiere, con un alto senso del dovere, coraggio e capacità operativa si precipitava in soccorso dello stesso rincorrendo dapprima il rapinatore e successivamente, dopo averlo disarmato di un coltello a serramanico, lo bloccava assicurandolo alla giustizia per il mezzo di altri due poliziotti del locale commissariato nel frattempo accorsi.

A darne notizia è Mauro Nardella segreterio generale territoriale UIL PA polizia penitenziaria immediatamente raggiunto al telefono proprio dal coraggioso basco blu e che della UIL né è dirigente. Già in un passato neanche tanto lontano G.A. si è reso autore di un altro audace intervento.
Correva l’anno 2019 quando il 9 aprile G.A. riusciva a bloccare con altrettanto coraggio un altro ladro resosi autore di un furto in un noto negozio di calzature sempre della località marsicana – Sottolinea Nardella Una sensibilità non certo comune quella del basco blu aquilano ed un attaccamento al senso civico fuori dall’ordinario.
Molte volte si parla a sproposito del lavoro svolto dal poliziotto penitenziario.
Un lavoro semisconosciuto e spesso oggetto di clamorosi pregiudizi.
Una professione che proprio per la peculiarità che ha di mettere la sua identità a confronto con criminali di elevato calibro gli consente di maturare un’innata propensione ad agire con un disarmante coraggio soprattutto,
così come ha fatto il quarantanovenne G.A., in questo tipo di situazioni – Continua Nardella L’auspicio ora è che l’Amministrazione di appartenenza gli riconosca il merito e, motivandolo con l’alto senso del dovere, un po’ come è capitato a molti altri colleghi, gli riconosca il merito e solennemente lo promuova al grado superiore -Conclude Nardella-

Mauro Nardella

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