“Il fiume Liri sta bene”: parola di Arta Abruzzo. Ecco il report

Il fiume Liri versa in uno stato complessivamente “buono” dal punto di vista della qualità ambientale: a sostenerlo è ll’Arta Abruzzo nel report pubblicato qualche giorno fa sul sito del Sistema Nazionale Protezione Ambiente.

Il documento segue un monitoraggio di 12 mesi effettuato dall’Arta su alcuni tratti del fiume definiti come significativi: si tratta di 6 stazioni di campionamento con cui sono stati effettuati, in sinergia con l’Arpa Lazio, una serie di prelievi e di analisi tra il mese di luglio 2020 e giugno 2021. L’iniziativa era stata sollecitata dalla deputata del Movimento 5 Stelle Ilaria Fontana, membro della Commissione Ambiente, Lavori Pubblici e Territorio, da tempo interessata alla situazione del Liri.

Le indagini di monitoraggio erano iniziate dopo numerose segnalazioni pervenute al Distretto Provinciale di L’Aquila di Arta Abruzzo nei mesi di maggio e giugno 2020, in cui si denunciava la presenza di schiume nelle acque del Liri, in particolare nel tratto di fiume compreso tra il Comune di Capistrello e il Comune di Balsorano

Secondo la relazione dall’Arta Abruzzo, sarebbe proprio questo tratto di fiume a risultare quello più compromesso dal punto di vista ambientale: la situazione risulta più critica a causa di un inquinamento di origine organica, determinato da pressioni esercitate da insediamenti antropici più consistenti, dalla presenza di aziende agro–zootecniche, da numerose derivazioni a scopo irriguo industriale e idroelettrico e da scarichi di impianti di depurazione di acque reflue.

In particolare, questo tratto fluviale “risente degli apporti provenienti dai canali del Fucino e della presenza di alcuni impianti di depurazione”. Pertanto, in determinati tratti, nelle acque superficiali è stata riscontrata la presenza di schiume persistenti in determinati periodi dell’anno, “di origine domestica e industriale” e di sostanze presenti in moltissimi prodotti di uso quotidiano, come i detergenti e i prodotti per la pulizia, ma anche nei cosmetici e nei farmaci.

Rilevata anche una elevata presenza di Escherichia Coli a valle del depuratore di Capistrello, dell’Emissario di Claudio-Torlonia e del Depuratore di Canistro, legati alla presenza di “scarichi diretti di fognature non depurate, di scarichi mal depurati o mal disinfettati”.

L’Arta conclude comunque che “tutti gli altri parametri analizzati nei campioni prelevati da luglio 2020 a giugno 2021 rilevano concentrazioni prossime al limite di quantificazione” e che quindi per questo motivo sembrerebbero “non destare particolare interesse”.

L’elenco dei parametri ricercati e le rispettive unità di misura sono riportati nella tabella seguente.

QUESTO IL REPORT COMPLETO – Per scaricarlo clicca QUI.

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