Cam sui carboni ardenti: Tribunale deciderà tra la Befana e Carnevale

Feste natalizie e riti carnevaleschi da passare in apprensione per la nuova governance del Cam e per una lunga schiera di creditori, Comuni soci, cittadini e utenti del servizio. Seguirà poi il periodo di “penitenza disciplinata” della Quaresima.

di Angelo Venti e Claudio Abruzzo

Dal Cam nessun commento. La consegna sarebbe: « Bocche cucite con la stampa».

E’ questo l’esito dell’Udienza collegiale in Camera di Consiglio che si è tenuta oggi al Tribunale civile di Avezzano Sezione fallimentare: per conoscere le sorti del Consorzio Acquedottistico Marsicano – che rischia di affogare in un mare di oltre 100 milioni di euro – bisognerà attendere i primi mesi del 2020. Nell’articolo di ieri CAM – Concordato preventivo: tra i creditori c’è chi dice NO! avevamo anticipato i contenuti dell’Udienza collegiale che si è tenuta oggi. Ecco il resoconto.

Il giudice Caterina Lauro, coadiuvato dai giudici Stanislao Fiduccia e Giuseppe Ferruccio, ha concesso alle parti 30 giorni per il deposito delle memorie difensive e ulteriori 20 giorni per le controdeduzioni. A questi, probabilmente si aggiungerà un periodo al momento non definibile, per la riflessione del giudice prima di emettere la sentenza.

Nel corso dell’udienza di oggi l’avvocato Valerio Di Gravio, in rappresentanza del Cam, ha illustrato gli aspetti tecnico formali della memoria depositata dal consorzio e i requisiti di ammissibilità della proposta di concordato:

Solo in uno scenario di fallimento i crediti potrebbero essere ricompensati in una certa misura, Se il Cam cessasse la sua attività di impresa ci sarebbe una situazione di enorme difficoltà nella riscossione di quei crediti. L’articolo 14 della Legge Madia ha chiarito che anche le società a partecipazione pubblica possono accedere al concordato preventivo“.

Presenti in aula anche i legali di alcuni dei creditori che si sono opposti all’Omologazione del concordato preventivo proposto dal Cam: Banca Sistema, Agenzia delle Entrate e Inps. Afferma l’avv. Alessandro Lanzi, legale di Banca Sistema che vanta un credito di 10,9 milioni di euro:

La legge Madia non ha fatto assolutamente chiarezza. A mio avviso il Cam non può essere definito come imprenditore commerciale sia per l’attività che esercita e sia perché l’esercizio dell’impresa non avviene attraverso criteri economici, visto che proprio per ammissione del Cam la tariffa non permette di coprire i costi d’impresa. D’altronde è stato questo stesso tribunale a sentenziare nel 2013 che il Cam non poteva essere assoggettato a fallimento“.

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