Svista, fuoco amico o tiro di sponda? Inchiesta Capistrello: archiviato esposto contro SITe.it

di Angelo Venti e Claudio Abruzzo

Partiamo subito con la buona notizia: il Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo archivia – e non poteva essere altrimenti – un esposto contro un articolo di SITe.it. Quella meno bella è che ad attivare il procedimento nei nostri confronti è stato un nostro collega, con motivazioni tutt’ora incomprensibili.

Il procedimento, discusso il 4 marzo scorso dal collegio di disciplina riunitosi all’Aquila, era stato attivato da una “Richiesta di accertamenti” avanzata dal giornalista del quotidiano regionale Il Centro Roberto Raschiatore, inviata si attraverso una mail personale, ma utilizzata per ragioni di servizio e gestita da “Il Centro Spa”.

Nella mail – spedita al Presidente dell’Odg Abruzzo il 6 dicembre 2018 alle ore 17.28 – Raschiatore segnala il nostro articolo Inchiesta di Capistrello: le cose che non si dicono, pubblicato 12 giorni prima – e precisamente il 24 novembre 2018 – su site.it, a firma di Claudio Abruzzo, Franco Massimo Botticchio e Angelo Venti.

Il tenore dell’esposto, francamente, ci lascia interdetti e ancor di più duole che a presentarlo sia stato un collega. E’ Raschiatore e non altri che infatti chiede se sono ravvisabili contenuti deontologicamente scorretti e – puntando il dito su alcuni passaggi che riguardavano in realtà Procura e il maggiore dei carabinieri Commandé – così si lamenta:

« l’autore dell’articolo apparso su Site.it si domanda perché la Procura non abbia svolto indagini per arrivare a individuare l’autore della fuga di notizie. Supposizioni fantasiose che a mio avviso danneggiano la professionalità del sottoscritto, visto che per un giornalista è deontologicamente scorretta la rivelazione delle fonti ».

Interpretazione suggestiva, ma fuorviante. Ora, dalla lettura dell’articolo su cui, ripetiamo, Raschiatore e “Il Centro” hanno avuto ben 12 giorni di tempo per riflettere, si evince tutt’altro. In particolare, nei passaggi dell’inchiesta in cui gli inquirenti parlano di Talpe in procura, Fughe di notizie e addirittura di Stampa asservita, così è scritto:

« Se il giornalista ha il diritto dovere di procurare, verificare e pubblicare notizie rilevanti e anche quello di proteggere la fonte mantenendone segreta l’identità, gli inquirenti, al contrario, sono vincolati dalla legge – almeno questo – a mantenere il segreto sulle indagini in corso. Come per il caso precedente, anche qui si rileva che nell’Ordinanza del Gip non vi è cenno ad alcun approfondimento sulle circostanze prospettate e che – per inciso – riguardano proprio l’indagine in corso. Anche, e soprattutto, per acclararne l’infondatezza. »

Non è un caso che lo stesso Consiglio di disciplina, nel motivare l’archiviazione nei confronti del giornalista Angelo Venti, scrive:

“Nel merito, il collegio ha rilevato come il senso dell’articolo non intralci in alcun modo il principio del rispetto delle fonti da parte del giornalista né la professionalità di Raschiatore – e continua – Se riferimenti critici vi sono nell’articolo, questi sono rivolti esclusivamente al comportamento degli inquirenti”.

Ma una formula che sia Raschiatore che al quotidiano Il Centro dovrebbero conoscere bene è contenuta nel passaggio finale con cui il Collegio di disciplina motiva l’archiviazione:

« D’altra parte, il fatto che Venti (con gli altri autori) abbia espresso dubbi sulla conduzione delle indagini e sulla loro riservatezza, oltre che sui possibili danni derivanti da fughe di notizie (fino ad auspicare l’apertura di una inchiesta in tal senso) appartiene a un suo legittimo esercizio del diritto di critica. »

Il Pdf del documento completo – che per conoscenza è stato inviato anche al Procuratore generale presso la Corte d’appello dell’Aquila – con cui il Consiglio di disciplina dispone l’archiviazione dell’esposto, è scaricabile a questo LINK., mentre l’articolo contestato è pubblicato QUI

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