Gianfrancone alle elezioni – Cerchio: il mistero del commissariamento della sezione Pd

Con soltanto quattro abbondanti lustri di ritardo, la scorsa primavera il segretario regionale del Pd, Michele Fina, ha finalmente messo alla porta il noto Tedeschi Gianfranco da Cerchio – che peraltro se n’era già andato di suo, arrivando persino a compiacersi di un selfie scattato con il ministro dell’Interno Matteo Salvini (non è peraltro l’unico e neppure il più compromettente dei selfie sfornati dal Nostro) – con parole inequivoche:

«Vorrei chiarire una volta per tutte che Gianfranco Tedeschi non fa parte della comunità politica del Pd, non lo rappresenta in niente, le sue pratiche politiche sono quanto di più distante dalla nostra visione e dai nostri valori».

In tale occasione – forse per sgomberare il campo dal pericolo che qualcuno fosse indotto a sospettare che, nel tempo, fossimo tutti caduti in un colossale equivoco, associando, nelle nostre (non a caso) desolate plaghe il nome del Tedeschi, sin da quando egli era geometra, a quello del maggior partito della sinistra italiana in tutte le sue (tre) trasformazioni – il su citato Michele Fina produceva un’ulteriore precisazione, unita ad una sofferta personale autocritica di ben quattro righe (una riga per ogni siloniano lustro):

«Se in un passato ormai lontano abbiamo lasciato che Tedeschi fosse di questo partito è stato per una grave colpa, dalla quale non mi sento estraneo, che ci ha impedito di separare radicalmente strade e destini. Non commetteremo ancora quell’errore. Prego quindi di non associare più il nome di Tedeschi al Pd».

Bene (così così; insomma). Quando si dice fare i conti con il passato.

Fine dell’antefatto.

Tra circa un mese si voterà per le amministrative a Cerchio, e la campagna elettorale è già iniziata. Pur ritenendo, con Sabino Cassese, che i partiti politici italiani siano morti venticinque anni fa (si ricorderà, i più anziani e ferrei di memoria, oltre duecento Martelli fa, tutta quella molesta insistenza dello scrivente per ottenere la tessera della sezione pescinese dei Ds intitolata a Romolo Tranquilli), e che, nella consultazione di specie, decisa da tutte altre logiche (familiar-familistico-etnoantropologiche) la cosa non possa avere grande impatto, ci è parso bizzarro che nessuno, in quell’ubertoso centro e non solo, si sia posto il problema dell’atteggiamento della locale sezione del Pd dinanzi alla trentacinquesima candidatura del Tedeschi alla guida del municipio. La sezione cerchiese risulta serrata ma i suoi animatori e i già iscritti, come i tesserati attuali al partito, conservano il diritto di voto, e crediamo si recheranno di nuovo alle urne per esercitarlo (ognuno può immaginare come).

Sia come sia, e tornando seri (anche se il tutto si inserisce, sospettiamo, nel filone più sgangherato della commedia all’italiana), abbiamo informalmente appreso che la sezione Pd di Cerchio sarebbe stata commissariata nello scorso mese di giugno, al termine di una onusta procedura statutaria. Di tale notizia non abbiamo però rintracciato il menomo cenno in tutta quella sconfinata congerie di testate giornalistiche locali use a dipingere il Tedeschi, in passato e ancora adesso, quale faro alle genti, come in nessun altro luogo o crocicchio di dibattito pubblico.

Temendo di trovarci al cospetto di una di quelle storie nelle quali i coniugi risultano sposati o di stato libero a seconda che si trovino a casa con la famiglia o in vacanza da soli, ci siamo quindi determinati a chiedere delucidazioni al Pd medesimo, con una sobria richiesta indirizzata al recapito della segreteria regionale dello stesso, chiedendo

cortesemente conferma della circostanza – della quale si vocifera senza che si riesca a rintracciare atti tangibili – dell’avvenuto commissariamento della sezione PD del comune di Cerchio (L’Aquila) operato per decisione delle preposte strutture provinciali e regionali del Partito, nel corso di quest’anno solare; e, in caso affermativo, se lo stesso sia tuttora corrente».

In maniera cortese il segretario regionale ci ha appena risposto, confermandoci

«il commissariamento del Circolo di Cerchio da parte del partito provinciale. Il Commissario è lo stesso Segretario provinciale Francesco Piacente».

Con la stessa missiva lo stesso Fina ci ha scritto:

«confermo anche, se può essere utile, quello che ho pubblicamente dichiarato: la distanza totale ed irriducibile del Pd dal Sindaco di Cerchio Gianfranco Tedeschi».

Però!

Allo scopo di vedere assecondare la preghiera espressa nella scorsa primavera, quella «di non [vedere] associare più il nome di Tedeschi al Pd», e di ostendere vieppiù la (recente) «distanza totale ed irriducibile» da costui, Fina potrebbe, per cominciare, pubblicizzare convenientemente questo commissariamento, anche se gli elettori cerchiesi probabilmente terranno in non cale le sue considerazioni (e quelle di Piacente: chissà se sarà andato a Cerchio a commissariare effettivamente la sezione?); magari a partire dal sito del Pd Abruzzo, ad esempio. Così, tanto per evitare i tanti malintesi del passato.

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