Emergenza Coronavirus – Il pericolo che viene dal CAM: rubinetti chiusi a migliaia di utenti. Proteste da Luco

E' emergenza nell’emergenza. Il nuovo allarme sono le follie burocratiche: nella Marsica il primo caso si registra al Cam spa. Il Sindaco di Luco si rivolge al Prefetto e al Ministro della salute.

Il Commissario per l’emergenza detta rigide norme in tema di igiene personale e contrasto ai rischi sanitari, ma il Cam come nulla fosse, proprio ora si ricorda di avviare il distacco delle forniture di acqua a migliaia di utenti.

Non è uno scherzo

Il Consorzio acquedottistico marsicano, in piena emergenza sanitaria nazionale, ha avviato su vasta scala le operazioni di distacco delle forniture d’acqua agli utenti morosi. Si tratterebbe di migliaia di utenze nella Marsica, di cui solo 500 a Luco dei Marsi, che conta un totale di circa 2mila famiglie residenti.

Senza entrare nel merito della correttezza legale dell’operazione avviata dal Cam spa contro i morosi, quello che lascia perplessi è la scelta di sospendere le forniture d’acqua potabile a migliaia di famiglie in piena emergenza sanitaria nazionale. Si arriva al paradosso: da un lato si dettano stringenti provvedimenti per il contrasto alla diffusione del Coronavirus, tra cui precise norme sull’igiene personale e degli ambienti, dall’altro il Cam chiude i rubinetti dell’acqua.

Emergenza nell’emergenza

La situazione è molto seria, soprattutto dopo la chiusura di scuole e università, con migliaia di alunni e studenti costretti a rimanere in casa. Il Sindaco Marivera de Rosa non ci sta e si rivolge a Prefetto, Ministro della salute, Commissario per l’emergenza e Direttore generale della Asl, segnalando la sospensione delle forniture di acqua potabile a un quarto della popolazione residente nel suo Comune. E chiede istruzioni su come fronteggiare quella che a pieno titolo può essere definita come una emergenza nell’emergenza. A provocarla, Cam spa.

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