Emergenza Coronavirus – Abruzzo, dati aggiornati al 9 marzo. Chiuso ospedale di Pescina

24 pazienti sono ricoverati in ospedale, NON in terapia intensiva, mentre gli altri sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Chiuso il punto di primo intervento di Pescina, dove un medico è risultato positivo al Coronavirus

In Abruzzo, dall’inizio dell’emergenza, sono stati registrati 30 casi positivi al Covid 19, diagnosticati dai test eseguiti nel laboratorio di riferimento regionale di Pescara.

24 pazienti sono ricoverati in ospedale, NON in terapia intensiva, mentre gli altri sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, il laboratorio di Pescara ha eseguito 237 test, di cui 179 sono risultati negativi.

La differenza tra il numero totale e quello degli esiti è legato al fatto che alcuni test sono stati eseguiti più volte sullo stesso paziente.

Complessivamente, infatti, i pazienti sottoposti a test nella nostra regione sono stati 227: nella Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila 30, nella Asl Lanciano-Vasto-Chieti 25, nella Asl di Pescara 144 e nella Asl di Teramo 28.

I dati sono stati comunicati dll Servizio Prevenzione e Tutela della Salute della Regione.

Intanto la Asl 1 ha comunicato la chiusura del punto di primo intervento di Pescina, dove un medico è risultato positivo al Coronavirus e ricoverato con polmonite e febbre all’ospedale di Avezzano.

Il medico sarebbe andato in auto a riprendere alcuni familiari a Milano e sarebbe poi andato al lavoro con la febbre. Questo caso preoccupa il territorio marsicano, in particolare colleghi, infermieri, pazienti e cittadini che sono entrati in contatto con l’uomo.

Il medico ha operato oltre che a Pescina, anche a Tagliacozzo ed Avezzano. Tutti e tre gli spazi sono stati sanificati mentre anche nei due ospedali sono in isolamento coloro che hanno lavorato con il medico.

La decisione di chiusura del Pronto soccorso diPescina è stata adottata per la mancanza di personale visto che quello in servizio è stato messo in quarantena domiciliare dopo che, in seguito alla positività del medico, per alcune ore è stato bloccato nella struttura chiusa.

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