Emergenza Abruzzo – Marsilio s’incazza, offende, minaccia. Ma non risponde

Covid Hospital di Pescara, il Presidente della Regione si difende: "Bando trasparente!”; minaccia la stampa: “Pronto a querelare"; avverte la sua maggioranza: “Basta campanili!”. Silenzio assordante su tutto il resto

di Angelo Venti e Claudio Abruzzo

E’ una reazione inspiegabile, quella di Marsilio. Finora il centrodestra abruzzese ha sempre evitato di rispondere alle accuse, anche più gravi, che hanno visto coinvolti suoi esponenti. Eppure sulla questione Covid Hospital di Pescara ha invece scelto di reagire: lo fa, però, solo sugli aspetti più marginali. Silenzio assordante su tutto il resto.

E’ un Marsilio vistosamente nervoso e in difficoltà quello apparso in videoconferenza facebook per replicare alle polemiche sul nuovo Covid Hospital di Pescara. La sua reazione si concentra, però, sul punto solo apparentemente più critico ma che in realtà gli è invece più facile aggirare: la correttezza della gara d’appalto. E tuona: “Non ci sono i requisiti per presentare ricorso”.

Il tentativo di Marsilio sembra essere quello di spostare l’attenzione su a chi spetti l’appalto. Noi dichiariamo subito che non ci appassiona il dibattito se sia più Frattale o Colasante a rispettare il codice antimafia. Ci interessa invece sapere cosa sta facendo Marco Marsilio – come Presidente di Regione e come Soggetto attuatore per la sanità abruzzese nell’emergenza coronavirus – del sistema sanitario regionale.

Ma torniamo alla conferenza stampa. L’attacco principale del Presidente della regione è chiaramente rivolto alla società Edilfrair, seconda classificata nella gara per la realizzazione della nuova struttura sanitaria: 214 posti letto, di cui 174 per la degenza e 40 di terapia intensiva. Spesa prevista: 11 milioni di euro, finora.

La Edilfrair aveva posto una serie di interrogativi all’Aric in merito alla correttezza della procedura seguita. In particolare ha chiesto se la Omnia Servitia, riconducibile alla holding del patron Antonio Colasante e aggiudicataria dell’appalto, risultasse iscritta nella white list della Prefettura di Pescara, come richiesto nella lettera d’invito alla gara. Una domanda certamente velenosa. A porla, ironia della sorte, è una società di Gianni Frattale, ex presidente dell’Ance dell’Aquila, dove nel sisma 2009 la White list divenne operativa, nel silenzio generale di politica e associazioni di categoria, solo ad emergenza finita.

Bando trasparente? Pettinari smentisce Marsilio

Per il Vicepresidente del consiglio regionale Domenico Pettinari, sulla gara per il Covid Hospital di Pescara mancano i documenti e chiede alla Regione Abruzzo di mettere le opposizioni nelle condizioni di esercitare a pieno le funzioni di sindacato ispettivo. Denuncia Pettinari:

Sul sito dell’ARIC non si trovano gli elenchi dove sono esplicitati i professionisti che hanno partecipato al bando per la realizzazione del nuovo ospedale Covid di Pescara e dei nominativi che sono stati esclusi dalla gara. Chiedo pubblicamente che questa mancanza sia colmata il piu’ presto possibile e che siano quindi pubblicati gli elenchi affinche’ si possa lavorare al meglio per i cittadini”.

Le minacce alla stampa

Anche nell’attacco alla stampa Marsilio si concentra esclusivamente sulle critiche legate alla gara d’appalto sul Covid Hospital. E lancia minacce scomposte:

Sono pronto a querelare chi continua a gettare fango e a creare una polemica pretenziosa e insidiosa fatta di illazioni che sconfinano nella diffamazione vera e propria. […] A chi tenta di gettare fango e fare illazioni sulla onestà e la trasparenza sulle modalità con cui abbiamo affidato questa opera si sciacqui la bocca e faccia attenzione perche’ e’ gia’ tutto al vaglio dei nostri uffici legali“.

L’avvertimento: “Basta campanili

E’ un passaggio criptico quello in cui un nervoso Marsilio stigmatizza le “critiche di campanile“. Critiche che definisce senza mezzi termini come:

Stupide e figlie di questa miopia e grettezza che una parte importante della classe politica del nostro territorio si porta in dote ed é stata per troppo tempo il flagello dell’Abruzzo“.

Però Marsilio non fa nomi. Così il pensiero corre alle dichiarazioni di un suo sodale del centrodestra aquilano, il Vicepresidente vicario del consiglio regionale Roberto Santangelo, che senza peli sulla lingua rilasciò alle agenzie queste dichiarazioni: « Se a Pescara si realizza il nuovo Ospedale Covid 19, a L’Aquila tocca la Centrale operativa del 118 ».

Il depistaggio di Marsilio

La conferenza stampa inscenata da Marsilio ha le caratteristiche del più classico dei depistaggi. Finge di offendersi per le critiche sull’iter seguito nella gara d’appalto e svia così l’attenzione dell’opinione pubblica da temi più seri: ad esempio dalle responsabilità del Presidente di regione nella gestione dell’emergenza sanitaria. Vediamo perché.

La legittimità dell’iter della gara del Covid Hospital, piaccia o non piaccia, è un falso problema, come per certi versi anche quello della sua localizzazione, certamente giustificato dal timore di una seconda ondata. Per l’opinione pubblica sarebbe peraltro interessante conoscere quanto fondato sia questo timore e anche quali siano gli scenari ipotizzati dalla regione.

Ma torniamo alla legittimità della gara. Siamo ragionevolmente certi che anche Marsilio (edotto magari dagli aquilani presenti nella sua maggioranza) sa che le deroghe introdotte dall’emergenza trasformano in legale quello che per le leggi ordinarie è illegale. E siamo altrettanto certi che Marsilio sa anche che, qualora si dovesse riscontrare una irregolarità nonostante le numerose deroghe, è possibile sanare tutto con una ulteriore ordinanza retroattiva, magari dopo che il reato è stato accertato: cose già viste con il Progetto C.A.S.E. a L’Aquila, per esempio. E il Presidente di regione sa anche che a emettere una eventuale ordinanza di questo tipo potrà essere lui stesso. Come?

Presto detto: il Soggetto attuatore per l’emergenza sanitaria in Abruzzo è lui, Marco Marsilio. E’ stato nominato con Decreto del 27 febbraio 2020 del Capo del dipartimento nazionale della Protezione civile. Questo l’articolo 1 di tale decreto di nomina:

Al fine di assicurare il più efficace coordinamento delle attività poste in essere dalle strutture della Regione Abruzzo competenti nei settori della protezione civile e della sanità per la gestione dell’emergenza indicata in premessa, il Presidente della Regione Abruzzo è nominato soggetto attuatore

I silenzi di Marsilio

Il Soggetto attuatore per la sanità abruzzese è quindi Marsilio, a cui sono stati attribuiti tutta una serie di poteri speciali. In questi due mesi di pandemia, tutte le esperienze mediche e scientifiche maturate in Italia e nel mondo consigliano di puntare sul rafforzamento dei presidi medici territoriali: in Abruzzo queste stesse strutture sanitarie vengono invece chiuse o depotenziate. Perché?

In conferenza stampa Marsilio, nella foga, ha finito per ammettere che almeno finora la scelta dell’Abruzzo è stata quella di puntare tutto su nuovi posti di terapie intensive. E anche quella di concentrarli a L’Aquila e Pescara. Contrariamente a quanto consigliano medici e scienziati, l’Abruzzo di Marsilio va quindi nella direzione opposta.

Più che sapere se la gara del Covid hospital spetti a Colasante oppure a Frattale, il problema principale che come abruzzesi abbiamo davanti è in realtà questo: cosa sta facendo Marsilio e la sua maggioranza del sistema sanitario regionale?

Questo il video integrale della conferenza stampa:

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