Dopo la batosta elettorale, il PD provinciale resta in silenzio, ma c’è chi pensa a un’autoconvocazione per decidere che fare

Foto Mauro Scrobogna/LaPresse 06-08-2022 Roma (Italia) Politica - Elezioni - Incontro tra Partito Democratico Impegno Civico - Nella foto: Il Segretario PD Enrico Letta 06- 08-2022 Rome (Italy) Politics - Elections - Meeting between the Democratic Party, Impegno Civico- In the photo: the PD Secretary Enrico Letta

Avezzano – C’è fermento in Marsica, nel centrosinistra, dopo la deludente performance elettorale. Se la vittoria del centrodestra era ampiamente preventivata, meno scontato era che il PD sarebbe stato relegato in terza posizione, dietro al Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte.

Ad Avezzano, il partito della Meloni ha superato il 31%, subito dopo il Movimento 5 Stelle col 16,6% e terzo il PD con un deludente 14,8% un dato ben al di sotto di quello nazionale. E non è andata diversamente nei maggiori centri della Marsica.

A distanza di tre settimane dal responso delle urne, nei profili social di molti esponenti del centrosinistra, si leggono analisi che chiedono un deciso cambio di rotta nella gestione del partito democratico a ogni livello. Alfonsino Scamolla, consigliere comunale di Pescina e ex dirigente provinciale del PD, scrive:

«Questa volta la vogliamo fare una seria analisi del voto e chi ha dato vita a questo risultato se ne assume le responsabilità, si dimette e si mette a disposizione di altri per la ricostruzione di un percorso? Si deve tornare in mezzo alla gente, riaprire circoli e sezioni. Oppure anche questa volta si va alla chetichella? Abbiamo perso, ma…Roba da matti!»

Gli risponde Gabriele Mastroddi, altro ex militante del PD: «Mi pare una soluzione Gattopardesca. Si vuole cambiare realmente oppure è un maquillage? Inoltre, se si apre ai non iscritti, poi si applicano le regole esistenti? Ed allora che congresso fondativo è? Mi pare che qualcosa non torni.»

Anche nella valle peligna l’ex dirigente del PD, Teresa Nannarone, consigliere comunale di Sulmona, ha affidato ai social le sue considerazioni: «Tra tutto quello che posso dire, e che dirò, comincio da qui: il disastro del PD a livello nazionale, regionale e locale, era prevedibile e forse evitabile. Certo se lo scopo è un seggio per sé, la candidatura alle prossime regionali, mantenere ruoli, per quanto si sia inadeguati e impreparati, perdere poco importa.

Concorderete con me che l’avanzata di questa destra la dobbiamo a questa “sinistra”. Intanto si viene eletti, si recitano ruoli, si vive di prebende, certo senza gloria e senza onore, ma anche questo poco importa. Giorgia Meloni, prima segretaria donna di partito di destra e prima premier donna di destra, stravince e affonda le unghie nel cuore di chi, per una vera sinistra, ha speso una vita.

E non certo sono i nominati, gli sfaccendati e neppure i faccendieri: sono quelli che dignitosamente si possono ancora guardare allo specchio, anche in una giornata “nera” come quella di oggi.»

Sono solo alcuni dei commenti raccolti in queste settimane post elettorali, ma tutti sottolineano la necessità di un’azione dirompente che riporti il campo riformista ad essere motore del dibattito politico. Non a caso in queste ore starebbe prendendo piede l’idea di un’autoconvocazione degli iscritti ed ex militanti, pronti a rimboccarsi le maniche per lavorare ad una nuova prospettiva del centrosinistra.    

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