Discarica Valle dei fiori: senza pudore

Ci eravamo occupati, con il primo numero di quest’anno, dei chiarimenti pubblicati da Aciam in ordine al bando di gara per l’affidamento dei lavori della discarica di «Valle dei fiori», soffermandoci in particolare su un passaggio – quasi lisergico: dispiegante cioè effetti a metà tra l’assunzione di funghi allucinogeni e di abbondanti porzioni del più consigliabile e tradizionale abbacchio con l’uovo – che nella nostra ingenuità ci pareva abnorme: ovvero che per decine di migliaia di metri cubi di materiale da escavare non si prevedesse un corrispettivo (implicito o esplicito) per il trasporto in altro loco (altresì, l’anonima ditta proponente il quesito alla stazione appaltante Aciam chiedeva «se è stata effettuata una caratterizzazione chimica e chimico-fisica sul terreno da scavare, in più punti dell’area oggetto dell’intervento e soprattutto in corrispondenza dell’area adibita in passato a discarica comunale, dalla quale si evinca che il terreno stesso sia in possesso dei requisiti di cui all’art. 186 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.»: con la qual cosa mostrava di non aver compreso [che non fosse così chiaro nel capitolato?] come dovessero essere considerati e classificati i materiali di risulta, e quindi quali fossero i costi conseguenti per smaltirli: ed allora, ci chiediamo, come si poteva formulare un’offerta competitiva?).
Su tale aspetto è intervenuto un fatto che ci ha chiarito la questione, e confermato in alcune impressioni e previsioni che pure ci eravamo permessi di elucubrare (a pensare male – sosteneva un noto politico democristiano – si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca). All’albo pretorio del municipio di Gioia dei Marsi è comparso, ad inizio febbraio, un avviso della PRS Produzioni e Servizi srl che attiva le verifiche di legge per un «impianto mobile per la triturazione dei rifiuti inerti e la produzione di materia prima secondaria da avviare al riutilizzo» – della potenzialità di 800 tonn/giorno – da installarsi «presso il cantiere della nuova discarica per rifiuti non pericolosi in via di realizzazione in loc. Valle dei Fiori nel Comune di Gioia dei Marsi». Presso il cantiere. Presso. Quindi, si porta via dalla montagna un materiale lavorato ed utile. Geniale. Solo ci chiediamo: tenendo presente che al momento in cui scriviamo (11 febbraio 2011), sul sito di Aciam non è stato pubblicato l’esito della gara per l’affidamento dei lavori (esito che quindi assumiamo non esserci stato), la ditta proponente l’installazione di questo macchinario “presso il cantiere”, lo sta facendo in via preventiva, ovvero senza sapere se l’appalto verrà ad essa o magari ad una ditta amica o collegata? E’ preveggenza o semplice diligenza?
Che cos’è PRS Produzioni e Servizi srl? La firma in calce all’avviso è del geometra Domenico Contestabile. Tanto basta. Le cronache di questi ultimi tempi se ne sono occupate, e non sempre per fatti commendevoli, ma noi – fortunatamente – non emettiamo interdittive o fatwe. Ci torneremo, semmai, al momento opportuno, con il rispetto dovuto alle cose veramente serie.Da anni andiamo recitando da queste colonne, con risultati piuttosto scarsi, la stessa litania: manca la trasparenza, il cittadino non viene debitamente messo a conoscenza di quel che succede. Soprattutto in materie così delicate come quella della gestione dei rifiuti – con tutte le ricadute che implica su salute, ambiente, vivibilità – vi sarebbe la necessità di un surplus di informazioni, e non di un vuoto come quello che abbiamo purtroppo registrato.
Riteniamo che, ad esempio, gli elaborati di un progetto esiziale come quello di «Valle dei fiori» dovrebbero essere resi fruibili a tutti, facilmente, da casa, attraverso i siti istituzionali e da quello di Aciam in particolare, poiché sono le istituzioni ed Aciam che ci stanno dicendo che esisterebbe un’emergenza che legittimerebbe un intervento straordinario come quello che in maniera scomposta quasi tutti gli attori vanno chiedendo si faccia subito, in barba a tutto. Si dirà che la pubblicazione integrale non è un obbligo, e che vi è solo il dovere di mettere a disposizione dei soggetti interessati gli atti; pure, la conoscenza non è un optional, adattabile a seconda della convenienza, e tutti gli attori in campo dovrebbero perseguire l’obiettivo di rendere maggiormente trasparente quel che, nella sfera pubblica, si fa. Ed invece, quando abbiamo chiesto ad Aciam l’esibizione del verbale di assemblea dei soci del 19 ottobre 2010 (che aveva affrontato il tema di «Valle dei fiori»: oggetto: procedura appalto discarica) oltre a negarci il documento, asserendo, dinanzi al Tar, fossero in ivi contenute le strategie di difesa dal ricorso intentato dal Wwf (ed allora avrebbero fatto meglio a convocare i comuni con un bell’oggetto del tipo: informazione/deliberazioni in ordine al ricorso al Tar…), l’Aciam si è soffermata, con una diligenza un poco inquietante, sul nostro povero foglio, incolpandoci, tra le altre cose, di intendimenti veramente nefandi:

«[…] Può dirsi che la finalità del dott. Franco Massimo Botticchio, in qualità di titolare del periodico a stampa “Il Martello del Fucino” ad ottenere l’accesso alla documentazione richiesta è unicamente quello di pubblicare l’intera documentazione, senza autorizzazione alcuna, sul periodico sopra citato e sul sito web www.site.it che riporta la rubrica de “Il Martello del Fucino”. E’ dunque evidente la finalità di utilizzo di parte strumentale e mediatico afferente la richiesta di accesso […], al fine di denigrare e a fornire informazioni al pubblico del tutto tendenziose e spesso non suffragate da alcun documento probante […]».

Nientemeno!
Gli avvocati di Aciam dunque ritengono sia disdicevole il semplice divulgare gli atti e gli elaborati (ma perché?) e concludono peraltro che tutta questa fatica per acquisire la documentazione sia finalizzata a fornire «informazioni del tutto tendenziose» spesso non suffragate dall’utilizzo dei documenti (ed allora perché li avremmo richiesti? E, soprattutto, perché li avremmo pubblicati se incongrui con le nostre finalità tendenziose?). Roba incredibile: con tutto il rispetto, siamo oltre l’abbacchio con l’uovo… E dire che c’è chi sostiene che questo foglio non produca alcun effetto…
Nella stessa memoria – che, ripetiamo, verteva sulla sola richiesta di accesso ad un singolo atto, un verbale di assemblea, formato tra l’altro con la volontà dei municipi che ci rappresentano, e che bene dovrebbero illustrarle, certe loro determinazioni, ai cittadini – è scritto pure: «nonostante la disponibilità iniziale mostrata da ACIAM S.p.A. ad attendere la decisione del Collegio adito [Tar] circa il giudizio di impugnazione […]» e noi ci chiediamo quando mai questa disponibilità ad attendere l’esito del Tar sia stata manifestata… Attendiamo lumi al riguardo. Se cacciano questa carta, andremo vestiti con il saio dal dottor Torelli, scalzi, al nucleo industriale, portandogli doni….
Più oscuramente, con l’utilizzo dell’espressione «nelle more» che potrebbe riferire l’accusa all’anno 2010, ci si imputa di non aver chiesto «la fissazione dell’udienza di trattazione della vertenza». Ebbene, noi questa richiesta l’abbiamo formalmente presentata a metà del mese scorso, e l’Aciam, volendo, può tranquillamente aderirvi…
In realtà, e veniamo all’attualità (i giornali degli ultimi dieci giorni), temiamo che più che vedere discusso il ricorso del Wwf, chi ha interesse a fare «Valle dei fiori» intenda portare innanzi la politica del fatto compiuto, urlando solo una parola, che tutto sana: emergenza!
La portata è molto impegnativa: coda alla vaccinara. A partire della para-assemblea dei municipi soci di Aciam del 5 febbraio scorso (ove il sindaco di San Benedetto dei Marsi pare abbia potuto prendere la parola solo dopo aver assicurato agli astanti di non esserci lui, dietro il Martello – vero!), abbiamo letto solo resoconti che, incuranti dell’affronto del ridicolo (l’affronto è dei politici, ovvio, non di chi riporta le loro parole), suggeriscono alla popolazione che si sia in presenza di un prossimo disastro stile Campania (a questi signori rammento la seguente circostanza, quadro e squadro: per ogni abitante residente nella provincia di L’Aquila, in provincia di Napoli ce ne sono quarantaquattro; considerando che la superficie aquilana è quasi cinque volte quella napoletana, il nostro rischio di vedere Napoli a casa nostra è di 1 a 200, la proporzione sarebbe duecento volte minore), dove nessun ragionamento è stato destinato a confutare i motivi del ricorso ma solo a bypassarlo politicamente. Rende bene l’idea il resoconto de “Il Centro” sulla commissione ambiente del municipio di Avezzano (11 febbraio 2011):

Il Comune sceglie la discarica di Valle dei Fiori
«[…] L’assessore all’Ambiente, Aureliano Giffi, il presidente della commissione Ambiente, Alfredo Iacone, e i consiglieri Alfredo Chiantini, Giacomo Di Domenico, Vincenzo Ranalletta, Filomeno Babbo, Luigi Sigismondi, Ignazio Iucci, Innocenzo Ranieri, Franco De Nicola, Lorenzo De Cesare, Roberto Verdecchia, Carmelo Occhiuto, Aurelio Bruni, Gino Di Cicco e l’ingegnere Domenico Palumbo, su suggerimento del consigliere Cipolloni hanno deciso di presentare all’assise civica un ordine del giorno nel quale si chiede al Tribunale amministrativo regionale di rigettare il ricorso presentato dal Wwf Italia e dal periodico “Il martello del Fucino” contro l’apertura della discarica di Gioia dei Marsi» […] Se l’impianto di Gioia dei Marsi venisse aperto garantirebbe dai 5 ai 7 anni di attività e nella discarica, secondo i calcoli, verrebbero smaltite circa 50mila tonnellate all’anno di rifiuti. Nei prossimi giorni sarà convocato dai sindaci dei Comuni associati ad Aciam, società che smaltisce i rifiuti in diversi Comuni marsicani, tra cui Avezzano, un incontro alla presenza dei consiglieri regionali per affrontare il problema».

Naturalmente, chi per primo si duole dell’emergenza – Avezzano – mentre ci ha spinti verso livelli di raccolta differenziata da prefisso telefonico, è lo stesso ente che nel 2009, pur avendo avuto la possibilità di espandere la discarica di «Santa Lucia» di altri trentamila metri cubi, vi ha ben rinunziato (nel sito preposto della Regione è scritto: «richiesta di archiviazione da parte dell’amministrazione comunale»). Appena nel 2007 la stessa maggioranza odierna aveva ritirato il progetto per realizzare la discarica a Valle Solegara di Antrosano, senza farlo nemmeno esaminare, per beghe municipali di livello onestamente non altissimo (ed altro, su cui a richiesta potremmo anche tornare). La domanda per gli amici avezzanesi allora è: ma ora che cosa volete? Appettare l’immondizia agli altri e aspettare che i destinatari vi ringrazino?
Se prima potevamo nutrire dei dubbi sulla nostra azione, i comportamenti di questa politica infame (che nemmeno ha il pudore, constatando il fallimento della gestione dei rifiuti – fallimento del quale si fa invece forte per chiedere l’intervento risolutore a suo favore – di farsi da parte, almeno quello…) ci rafforzano nella convinzione di essere, se non nel giusto, nel ragionevole.
Se non si farà «Valle dei fiori», la Marsica farà come farà Pineto, Roseto, Teramo, L’Aquila…. Magari cambiando il soggetto affidatario del servizio…. perché quello con Aciam non è un matrimonio indissolubile… e non si comprende perché cotanti politici vadano difendendo l’onore del Consorzio più di quello delle loro mogli…

Il Martello del Fucino

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