Discarica di Castellafiume – Consiglio di Stato: Segen deve bonificarla

“Segen dovrà bonificare la discarica comunale dismessa di Castellafiume”. A sancirlo è la Quarta Sezione del Consiglio di Stato che conferma così le conclusioni del Tar Abruzzo del 3 marzo 2021. La denuncia di SITe.it: video e foto

Il Consiglio di Stato chiude con questa sentenza la lunga vicenda giudiziaria relativa alle perdite di liquami e alla bonifica dell’ex discarica di Castellafiume. L’amministrazione comunale vince così contro la Segen, la partecipata pubblica dei rifiuti che aveva gestito l’impianto.

La denuncia di SITe.it

Ricordiamo che le indagini sulla discarica erano partite nel settembre 2019, a seguito della pubblicazione di questo nostro articolo in cui mostravamo foto e video delle perdite di liquame dall’ex discarica di Castellafiume:

La sentenza del Consiglio di Stato

Il collegio giudicante, presieduto dal giudice Vito Poli, ha confermato le responsabilità della Segen (società a capitale interamente pubblico che si occupa di raccolta, conferimento e smaltimento dei rifiuti per i Comuni consorziati, tra i quali anche Castellafiume) che, in quanto gestore della discarica, dovrà provvedere alla messa in sicurezza e alla bonifica dell’area. Nella sentenza n°2191/2022 specificano infatti i giudici:

“ […] benchè la discarica sia stata dismessa nel novembre 2002, la Segen avrebbe continuato a gestire l’impianto […] anche dopo la chiusura definitiva della discarica il gestore rimane infatti responsabile della manutenzione, della sorveglianza e del controllo della fase post-operativa per tutto il tempo durante il quale la discarica può comportare rischi per l’ambiente“.

In particolare la Segen – difesa dall’avvocato Attilio Macchia – secondo i giudici dovrà provvedere allo smaltimento del percolato presente sul sito dell’ex discarica comunale, derivante proprio da una manutenzione non corretta dell’impianto tale da causare un “serio ed imminente pericolo per la salute pubblica“.

La situazione di affioramento del percolato a valle della discarica era stata infatti riscontrata più volte anche dalla Provincia dell’Aquila e dai Carabinieri forestali: la Regione aveva riconosciuto una situazione di “pericolo concreto ed attuale di inquinamento” in seguito al rilevamento di concentrazione di idrocarburi, ferro e manganese oltre i limiti di legge.

Il Comune aveva così emanato un’ordinanza che intimava alla Segen di bonificare l’area, ma l’azienda si era limitata a realizzare solo uno scavo nel terreno per arginare il percolato che però si riversava continuamente a valle, direttamente nel fiume Liri, mentre a monte, all’interno della discarica, erano soliti pascolare tranquillamente vacche e vitelli.

Il Comune ha definitivamente vinto – afferma il sindaco Giuseppina Pirozzila Sentenza del Consiglio di Stato chiude definitivamente la questione Discarica dopo 4 anni di impegno di questa amministrazione per tutelare il proprio interesse e la salute pubblica”. Il Comune di Castellafiume era difeso dall’avvocato Mario Limone.

La storia dell’impianto

La discarica è dismessa da anni. Si tratta del primo impianto consortile realizzato nella Marsica a metà anni ’90, a seguito dell’ondata di sequestri che portò alla chiusura dei vecchi immondezzai di quasi tutti i comuni del comprensorio.

All’origine la gestione fu affidata al Consorzio Segen, che nel 1999 stipulò con il comune di Castellafiume una convenzione per la realizzazione di una discarica comunale. La capacità dell’impianto, a cui conferivano numerosi Comuni marsicani aderenti al consorzio, si esaurì rapidamente e nel giro di alcuni anni fu chiuso. Dal 2003 in poi, così, l’impanto é stato lasciato da Segen in uno stato di totale abbandono e, a partire dal 2019, sono iniziate le prime dispersioni di percolato nel fiume Liri. Sussistono inoltre numerose testimonianze che affermano come in passato sarebbero stati visti, all’interno della discarica, misteriosi via vai di camion con scarichi anche notturni. Una brutta storia alla quale il Consiglio di Stato ha definitivamente posto la parola fine.

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