Covid-19, Infermieri precari – È caos alla Asl 1 l’Aquila Avezzano Sulmona

COMUNICATO STAMPA

Il mancato rinnovo contrattuale di quattro infermieri all’ospedale di Avezzano, riportato da organi di stampa? Una vera e propria beffa. Così Maurizio Sacchetta, segretario regionale Uiltemp, che spiega: “Una decisione simile, se confermata, si configurerebbe come l’ennesimo raggiro per tutti i circa 350 lavoratori tra infermieri, oss, tecnici di laboratorio e di radiologia, amministrativi della Asl di L’Aquila Avezzano Sulmona che, nonostante contratti precari di cui alcuni in essere da un decennio, hanno mantenuto in piedi un servizio essenziale per tutta la popolazione, e che ora potrebbero essere sostituiti da altri lavoratori con contratti a tempo determinato, secondo la triste logica “precario scaccia precario”.

Ma non solo. Sacchetta aggiunge che “negli ultimi giorni abbiamo appreso di un ordine di servizio relativo al recupero di personale per struttura emergenziale Covid-19 in base al quale tale personale deve essere scelto solo tra i lavoratori in somministrazione. Se vera, una simile notizia richiederebbe un intervento della magistratura”.
Il segretario della Uiltemp, quindi, si chiede: “In un momento di crisi come questo non sarebbe stato opportuno stabilizzare, invece, i quattro infermieri già in opera piuttosto che inserirne di nuovi, che potrebbero essere anche neofiti e quindi nemmeno esperti? È giusto lasciare a casa lavoratori che hanno combattuto in trincea senza armi, a stretto contatto con il diffondersi del virus, rischiando anche di infettarsi? Per una struttura emergenziale come quella del Covid-19 non era più opportuno individuarlo, su base volontaria, tra quelli con più esperienza nel settore? Si è deciso scegliere tra i somministrati perché loro non potevano rifiutarsi aspettando un rinnovo contrattuale?”.

Per questo, Sacchetta sottolinea che “tale ordine ha obbligato l’agenzia a spostare sette somministrati (tre sul territorio di Sulmona e quattro sul territorio di Avezzano), dalla sera alla mattina, senza un minimo preavviso, al di fuori dei 50 km previsto contrattualmente, creando panico nelle famiglie e senza possibilità di organizzarsi. Inoltre, abbiamo appreso direttamente da chi ha preso servizio presso la struttura Covid-19 di averlo fatto senza avere i dispositivi di protezione individuale previsti per un reparto come questo, ma lavorando con mascherina chirurgica e camice operatorio. Più in generale, mi chiedo se in una fase in cui nei territori della Marsica e della Valle Peligna stanno aumentando i contagi da Covid- 19, sia legittimo spostare operatori sanitari in altri territori, rischiando di peggiorare l’emergenza e la paura delle popolazioni di questi territori. Purtroppo, dobbiamo ancora una volta constatare, anche in un momento di emergenza come quella che stiamo vivendo, che i lavoratori somministrati, in tutti i settori, vengono trattati come numeri, e non come persone. Infatti, anche nelle aziende private del territorio non seguono la rotazione dei turni per permettere anche a loro di rispettare le direttive del DPCM per evitare il contagio e tutelare la loro salute e delle proprie famiglie: purtroppo per questi lavoratori e lavoratrici una simile possibilità è stata accantonata. Pertanto, chiediamo al prefetto e al presidente della Regione e a tutti gli enti preposti di intervenire per mettere fine a questa situazione e dare invece la continuità occupazionale che tutti questi lavoratori e lavoratrici somministrati meritano per il loro impegno e sacrificio. Se tale richiesta sarà disattesa, come Uiltemp Abruzzo per tutelare i lavoratori che rappresentiamo siamo pronti ad attivare azioni di protesta, nel rispetto delle normative vigenti se dovesse essere necessario”.

Piergiorgio Greco
Ufficio Stampa Uil Abruzzo

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