Corte d’Appello dell’Aquila – assoluzione per cinque marsicani

COMUNICATO STAMPA

La Corte d’Appello di L’Aquila presieduta dal Dr. Alfonso Grimaldi, relatrice Dr.ssa Raffaella Gammarota ed a latere Dr.ssa Mariangela Fuina, quale Giudice di secondo grado ha riformato la sentenza del Tribunale di Avezzano , giudice monocratico Dr.ssa Anna Carla Mastelli del 31.10.2017, che aveva visto condannare Alberico Dario, Di Berardino Walter, Orlandi Rossana, Di Rocco Augusto e Stirpe Lucia, noti imprenditori marsicani, alla pena di anni uno (1) e mesi quattro (4) di reclusione, per il reato di ricettazione, per i fatti relativi all’anno 2006 e aveva inteso assolverli per maturata prescrizione per fatti relativi all’anno 2005.
Il Giudice di prime cure aveva inteso condannarli oltre che alla pena sopra indicata anche al pagamento delle spese processuali ed al risarcimento del danno sofferto dalle costituite parti civili TRENITALIA SPA, POSTE ITALIANE SPA ed ENEL SPA.
La vicenda di cui si tratta trae origine da un’ ampia e complessa operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Siena a seguito di una segnalazione ricevuta nell’anno 2006 dal Direttore dell’ufficio Postale di Siena, che ha consentito di far emergere un traffico di carburante illecito gestito dalla PETROL Pa. 88 S.r.l. di Avezzano che all’epoca dei fatti avrebbe sottratto del carburante dai vari enti per rivenderlo a nero a svariate ditte locali.
A seguito di attività investigativa si evinceva che la Patrol Pa. 88 s.r.l una volta sottratto illecitamente il prodotto petrolifero agli enti, poste italiane, trenitalia ed enel, lo avrebbe venduto “in nero” a terzi, i quali venivano infine identificati mediante l’analisi di agende rinvenute tra i documenti extracontabili occultati, in cui erano annotate le forniture, l’importo e i beneficiari. Tali dati venivano passati al vaglio della Guardia di Finanza di L’Aquila sezione Tributaria che ne ha poi identificato i relativi acquirenti negli imputati sopra riportati.
Il Giudice di primo grado ha ritenuto responsabili gli imputati oltre ogni ragionevole dubbio, ritenendo che dalla documentazione rinvenuta alla Petrol 88 s.r.l vi è era la prova inconfutabile dei pagamenti in nero e che ciò corrispondeva con la contabilità “occultata” rinvenuta presso la sede della stessa.
A seguito della sentenza del Tribunale di Avezzano gli imputati Alberico Dario, Orlandi Rossana, Di Rocco Augusto, Di Berardino Walter e Stirpe Lucia rispettivamente difesi dagli avvocati Romina Cicerone, Giuseppe Viggiani, Sonia Fracassi, Cristian Carpineta e Roberto Verdecchia proponevano appello avverso la sentenza di primo grado, ritenendo che gli stessi dovessero essere mandati assolti sussistendo la prova concreta e tangibile degli acquisti effettuati in perfetta buona fede ad un prezzo più che congruo sul mercato, con il relativo pagamento delle forme e modi consoni.
La Corte di Appello di L’Aquila presieduta dal Dr. Grimaldi Alfonso ha inteso accogliere l’atto di appello dei difensori e riformare la sentenza di primo grado assolvendo gli imputati perché il fatto non sussiste.

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