Corruzione sanità abruzzese – Blitz della finanza, 4 arresti

Corruzione, falso, turbativa d’asta e omicidio colposo per una maxi frode sulla spesa sanitaria. Queste le accuse contestate, a vario titolo, a 4 soggetti residenti in Abruzzo e Marche.

I militari del Comando Provinciale di Chieti hanno dato esecuzione questa mattina all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Chieti. Inoltre, nei confronti di 2 medici, è stata notificata la misura interdittiva della sospensione temporanea per 12 mesi dalla professione sanitaria.

Tutti gli indagati sono stati inoltre sottoposti a perquisizioni domiciliari e personali. Le indagini sono durate circa un anno e riguardano presunte condotte illecite nelle procedure di approvvigionamento di materiali e dispositivi medici utilizzati all’interno dell’Unità Operativa Complessa di Cardiochirurgia dell’Ospedale SS. Annunziata di Chieti.

Gli inquirenti avrebbero accertato un consumo spropositato di protesi cardiache e di altri dispositivi medici che sarebbero stati acquistati dall’Asl 2 Chieti al di fuori di qualsiasi procedura di evidenza pubblica, a prezzi più elevati rispetto ad altre aziende sanitarie e che spesso sarebbero stati lasciati inutilizzati, allo scopo di aumentare le spese della Asl e i guadagni dei fornitori.

La modalità di acquisto fraudolento delle protesi si sarebbero consolidate nel tempo, con ordini di acquisto che si richiamavano sempre ad una delibera del Direttore Generale, risalente al 2011, che consentiva di aggirare il ricorso alle procedure ad evidenza pubblica.

La polizia giudiziaria avrebbe anche accertato che, come remunerazione del patto corruttivo, l’imprenditore aveva provveduto all’acquisto e alla fornitura in favore del funzionario pubblico del mobilio necessario per arredare il suo studio personale presente all’interno del nosocomio, per un valore di circa 27mila euro. Sarebbero stati raccolti elementi che proverebbero anche altre regalie, quali cene, viaggi e soggiorni all’estero.

Nel corso delle indagini sarebbero emersi anche contatti tra il primario raggiunto dai provvedimenti cautelari con un secondo imprenditore, anche lui operante nel settore della fornitura di materiali e apparati medici: tra il 2017 e il 2019, le sue forniture alla cardiochirurgia di Chieti ammonterebbero ad oltre un milione di euro.

Le indagini hanno evidenziato che il primario, nel tempo, aveva beneficiato della fornitura e posa in opera del bagno e della pavimentazione in parquet del suo personale studio ospedaliero (200 mq) per un valore stimato in circa 14mila euro, oltre a diversi soggiorni a Cuba e al pagamento di numerosi incontri conviviali in rinomati ristoranti.

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