Coronavirus, Abruzzo – Mortalità pari al 10,5% dei contagiati, al di sotto rispetto alla media nazionale

I decessi per Coronavirus in Abruzzo riguardano soprattutto gli uomini per un dato complessivo al di sotto della media nazionale e un tasso di mortalità inferiore rispetto a regioni con simile densità di popolazione. Sono solo alcuni dei dati che emergono dal focus che il Servizio prevenzione e tutela della Regione Abruzzo ha tracciato sui decessi dall’inizio dell’emergenza.

Sono 232 ad oggi le persone che purtroppo sono morte dopo aver contratto il Covid-19: 76 donne e 156 uomini. La percentuale sul totale dei casi positivi, che sono 2245, è pari al 10.3%, un dato inferiore di 2.5 punti percentuali alla media nazionale che si attesta al 12.9%. L’incidenza della mortalità in Abruzzo è inferiore anche a quella di altre regioni con popolazione simile: Liguria (13.6 per cento) e Marche (13.4), mentre risulta superiore a Friuli Venezia Giulia (8.2 per cento) e Trentino-Alto Adige (9.3). L’età media delle vittime di sesso femminile è di 80 anni, che scende a 75 per gli uomini. La media nazionale, indistinta per sesso, è pari a 78 anni. Il più giovane dei deceduti aveva 38 anni, la più anziana 99. Tra i deceduti, 18 sono di età inferiore a 60 anni, 43 di età compresa tra i 60 e i 70 anni, 65 di età compresa tra i 70 e gli 80 anni, 77 di età compresa tra gli 80 e i 90 anni, mentre 29 avevano oltre 90 anni.

Dei 232 decessi, 20 fanno riferimento alla Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, 48 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti, 98 alla Asl di Pescara e 66 alla Asl di Teramo. A incidere sulla mortalità, in Abruzzo concorrono anche una serie di altre concause, spiega il Servizio prevenzione e tutela della Salute . Quasi un quarto della popolazione residente é infatti composta da over 65, con un indice di vecchiaia regionale pari a 191.8 (vale a dire che ogni 100 ragazzi under 14, ci sono quasi 192 anziani). Pazienti più anziani significa anche l’incidenza di più patologie sullo stesso paziente, soprattutto diabete e malattie cardiovascolari, che associate all’età, aumentano il rischio di complicazioni legate al Covid.

Nelle strutture ospedaliere abruzzesi- specifica una nota– l’andamento epidemiologico ha consentito il ricovero (anche in terapia intensiva) per tutti i pazienti le cui condizioni cliniche rendessero necessaria l’ospedalizzazione“.

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