Certificati medici falsi – Aratari e Maiello condannati anche in Corte d’appello

Condanna in Corte d’appello per Arnaldo Aratari e Luigi Maiello, il professore di Gioia dei Marsi e l’agente di polizia penitenziaria rimasti coinvolti nel giro di certificati falsi smascherato nel marzo 2018 dalla Guardia di Finanza di Avezzano.

Il giudice della corte d’appello dell’Aquila lo scorso 8 giugno ha confermato la sentenza emessa dal Gup del tribunale di Avezzano, dottoressa Caterina Lauro, che nel giugno 2019 aveva condannato a 2 anni e sette mesi Aratari e tre anni e tre mesi Maiello. I due imputati erano entrambi difesi dall’avvocato Antonio Valentini.

Il processo di secondo grado ha così confermato le gravi accuse di corruzione ai due imputati, accusati di aver pagato un medico per ottenere certificati falsi. I due imputati, che in primo grado avevano optato per il rito abbreviato, sono stati condannati anche al pagamento delle spese di lite in favore della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, costituitasi parte civile nel processo d’appello.

Inchiesta Tutti per uno

La conferma delle condannr in corte d’appello per Aratari e Maiello è il primo punto fermo dell’inchiesta Tutti per Uno, relativa a un giro di certificati falsi, che si è poi divisa in vari tronconi che hanno dato vita a diversi procedimenti tuttora in corso.

Infatti a settembre, presso il tribunale di Avezzano, dovranno presentarsi a dibattimento lo psichiatria Angelo Gallese (difeso dall’avv. Franco Colucci), Maria Palma Di Biase, Paolo Di Bella e Carmine Macerola (difesi dall’avv. Stefano Guanciale), Orlando e Ida Morelli (difesa dall’avvocato Antonio Pascale), il carabiniere in congedo Giuseppe Agostinacchio e il luogotenente della Gdf Gianluca Alfonsi (difeso dall’avvocato Cesidio Di Salvatore), sospettati a vario titolo di reati che vanno dalla corruzione alla violazione di segreto d’ufficio, dal favoreggiamento alla truffa ai danni dello Stato.

Ricordiamo che la clamorosa operazione, avviata inizialmente dal pm Roberto Savelli poi sostituito dal procuratore Andrea Padalino, era scattata all’alba del 24 maggio 2018: i finanzieri di Avezzano avevano scoperchiato un presunto giro illecito di compravendita di certificati medici falsi che vedeva il coinvolgimento di medici, politici, esponenti delle forze dell’ordine e imprenditori locali.

Si tratterebbe, secondo quanto è emerso nel corso dell’inchiesta, di un vero e proprio Sistema illegale: sono infatti diversi i filoni d’indagine che lascerebbero sospettare una vasta e collaudata rete finalizzata a sottrarre illecitamente risorse pubbliche dal sistema sanitario regionale. Punto di snodo dell’inchiesta giudiziaria lo psichiatra Angelo Gallese: secondo l’accusa avrebbe trasformato il Centro di Igiene Mentale di Avezzano in una sorta di emporio di certificati falsi dove venivano venduti certificati sanitari con false attestazioni e, spesso, retrodatati.

Tutti per Uno – Sull’inchiesta l’ombra di Aratari

Un’inchiesta nata per caso. Sembrerebbe infatti che gli inquirenti, sulle tracce di Arnaldo Aratari – ai tempi titolare della struttura sanitaria privata Medisalus srl di Lecce nei Marsi – si sarebbero prima imbattuti nei certificati falsi di Gallese e poi, dipanando il filo, in tutto il resto.

Aratari era infatti uno dei tanti “clienti” del dottor Gallese, ed è stato condannato proprio per aver corrotto lo psichiatra della Asl per l’ottenimento di certificazioni sanitarie retrodatate.

In precedenza Aratari era finito nel mirino degli investigatori per aver chiesto e ottenuto nel 2007 una dispensa dal servizio di professore di educazione fisica per motivi di salute. Si tratta del procedimento penale 558/17, che vede Arnaldo Aratari accusato dalla Procura di Truffa aggravata ai danni dello Stato per aver percepito indebitamente una pensione.

Dopo un valzer di perizie e Ctu che si sono succeduti nel tempo, questo procedimento ristagna ancora nella fase dell’incidente probatorio. Nelle molte udienze preliminari che si sono tenute negli ultimi due anni non sono mancati colpi di scena: dalla richiesta di astensione dal processo avanzata in aula dal Gup, alla contestazione della perizia del consulente scelto del tribunale, il professor Cristian D’Ovidio il quale, sentitosi offeso dalle contestazioni di procura e polizia giudiziaria, ha rifiutato poi l’incarico per una ulteriore perizia. Sembrerebbe ora che il Gup, la dott.ssa Maria Proia, abbia incaricato un nuovo Ctu per la cristallizzazione dell’incidente probatorio, il dottor Francesco Albo (medico operativo presso il Nucleo Sportivo della GdF a Roma) nella prossima udienza che si terrà a settembre presso il Tribunale di Avezzano.

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