Cerchio –Abusi edilizi e conflitti d’interesse: Giunta Tedeschi nella bufera

Tar condanna il Comune, il Tribunale il vicesindaco: una vicenda di abuso edilizio con al centro Mario Mancini, vicesindaco di Cerchio. Sulla Giunta comunale si allunga l’ombra del conflitto d’interesse

di Angelo Venti e Claudio Abruzzo

Una doppia e pesante sconfitta per il Comune di Cerchio che si consuma in due diverse aule giudiziarie: il Tribunale di Avezzano e il TAR Abruzzo. E una riunione di giunta trasformata in una Casa degli specchi in cui si riflettono le tante immagini deformate del vicesindaco Mario Mancini.

Quella che può apparire come l’esito di una qualsiasi diatriba tra confinanti, si rivela invece una pesante sconfitta giudiziaria – gravida di possibili conseguenze politiche – per l’amministrazione comunale di Cerchio guidata dal sindaco Gianfranco Tedeschi.

Una storia sbagliata, che inizia nel 2019 con la denuncia di un banale abuso edilizio. Nonostante la lentezza della giustizia in Italia l’iter giudiziario corre, veloce come un treno, su due binari distinti e paralleli. Un treno che porta – a vario titolo – anche l’amministrazione comunale a sbattere prima contro la giustizia penale e, infine, quella amministrativa.

Le due sentenze

Il primo dicembre scorso il TAR Abruzzo, con la sentenza n. 543, dichiara illegittimo e annulla un Permesso a costruire in sanatoria rilasciato il 25 marzo scorso dal Comune di Cerchio e lo condanna, insieme al controinteressato, al pagamento di 2mila euro in favore del ricorrente per le spese di giudizio.

Il 29 ottobre scorso, intanto, il Tribunale di Avezzano aveva già emesso una sua sentenza, disponendo l’ordine di demolizione delle opere abusive realizzate, il ripristino dei luoghi e il risarcimento dei danni patrimoniali patiti dalla parte civile. Contestualmente, il tribunale condanna i tre imputati anche a 5 mesi di arresto e al pagamento di 15mila euro di ammenda, pena sospesa.

Messa così la vicenda appare come l’esito di una ordinaria lite tra confinanti, anche se a leggere la sentenza del Tar il Comune di Cerchio appare già in un ruolo imbarazzante, quantomeno quello del reggitore di moccolo. La Cosa si complica e diventa però di interesse pubblico quando si leggono i nomi degli imputati: tra di essi, in qualità di proprietario del terreno interessato dall’abuso edilizio, Mario Mancini, vicesindaco di Cerchio. Che, a guardar bene le carte, interviene attivamente nella vicenda anche come membro della Giunta comunale.

Cronaca di un abuso edilizio

Come tutte le storie che si rispettino, anche questa per essere compresa nella sua portata – anche politica – va raccontata per intero e dall’inizio.

Nel 2019 Juri Mancini, figlio del vicesindaco Mario Mancini,in qualità di imprenditore agricolo posiziona a Cerchio, a confine con un terreno di proprietà di Paolo Mario Cipriani, una struttura prefabbricata abusiva e in contrasto con le norme urbanistiche. Il confinante, non ci sta e sentendosi danneggiato deposita una denuncia presso la Procura di Avezzano.

19 febbraio 2021 – Il procuratore Andrea Padalino Morichini emette il Decreto di citazione a giudizio. Per l’abuso edilizio risultano 3 gli indagati: Mario Mancini (vicesindaco di Cerchio) in qualità di proprietario del terreno sui cui viene realizzato l’abuso; il figlio Juri Mancini quale committente dei lavori; il geometra Giuseppe Tucceri, in qualità di tecnico progettista. La prima udienza viene fissata per l’11 giugno 2021.

25 marzo 2021 – Con il processo per abuso edilizio già avviato, l’arch. Gerardo D’Addezio, Responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Cerchio rilascia però a Juri Mancini, per il box prefabbricato già istallato, il Permesso a costruire in sanatoria n. 10/2021: a presentare il progetto è il geometra Giuseppe Tucceri.

Estate 2021 – Il Permesso a costruire in sanatoria si presenta effettivamente come un goffo tentativo per difendersi nel processo penale in corso, ma il confinante non si arrende e contro di esso presenta ricorso al TAR Abruzzo, che fissa l’udienza di merito per il primo dicembre 2021. Nelle more del pronunciamento del Tar, intanto, il processo penale prosegue comunque per la sua strada.

29 ottobre 2021 – Il Tribunale di Avezzano, giudice monocratico dott.ssa Camilla Cognetti, emette la sua sentenza. Viene così ordinata la demolizione delle opere abusive realizzate, il ripristino dei luoghi e il risarcimento dei danni patrimoniali patiti dalla parte civile. Contestualmente il giudice condanna i tre imputati dell’abuso edilizio – il geometra Giuseppe Tucceri, il vicesindaco Mario Mancini e il figlio Juri – anche a queste ulteriori pene: 5 mesi di arresto e il pagamento di 15mila euro di ammenda, pena sospesa.

18 giugno 2021 – Chiusa la prima fase penale resta ancora il processo amministrativo incardinato presso il Tar Abruzzo: l’udienza è già fissata e la Giunta comunale di Cerchio decide così di opporsi al ricorso pendente al Tar. Ma quando viene votata la relativa delibera succede un’altra di quelle cose che in una qualsiasi Pubblica amministrazione non deve assolutamente accadere: questo delicatissimo punto, però, lo affronteremo alla fine dell’articolo.

1 dicembre 2021 – Il TAR Abruzzo, accoglie il ricorso proposto dal confinante Paolo Mario Cipriani (difeso dall’avv. Vittorio Rinaldi), dichiara illegittimo e poi annulla il Permesso a costruire in sanatoria che il 25 marzo scorso il Comune di Cerchio aveva rilasciato a Juri Mancini. Il collegio giudicante presieduto dal magistrato Umberto Realfonzo, Con la sentenza n. 543, condanna inoltre il Comune di Cerchio (difeso dall’avv. Mario Petrella) e il controinteressato Juri Mancini (difeso dall’avv. Domenicantonio Angeloni) al pagamento di 2mila euro in favore del ricorrente per le spese di giudizio.

Secondo il tribunale amministrativo “il manufatto non poteva essere collocato ad una distanza di 5 metri dalla costruzione realizzata dal ricorrente […] il box in questione è quindi stato realizzato in violazione delle distanze minime dei fabbricati dai confini urbanistici e di proprietà…”, come peraltro previsto nelle norme di attuazione del Prg del Comune di Cerchio. E i giudici non risparmiano giudizi sferzanti nei confronti dell’Amministrazione comunale: “davvero singolare che il Comune deduca solo oggi, ed in questa sede, l’illegittimità del titolo abilitativo e ne pretenda la disapplicazione incidentale in totale spregio ai canoni fondamentali di buona amministrazione e di tutela del legittimo affidamento, senza che mai abbia attivato nel tempo alcune iniziativa in autotutela tesa a rimuovere gli effetti (a suo dire illegittimi, ma oramai) consolidatisi del predetto titolo edilizio adottato ben 10 anni fa”.

Conflitto d’interessi: la Casa degli specchi

Quello che succede nel corso della seduta della Giunta comunale riunita al completo il 18 giugno 2021 ha dell’assurdo: nella stanza sono presenti il sindaco Gianfranco Tedeschi, il vicesindaco Mario Mancini e l’assessore Cesidio D’Amore.

I tre amministratori pubblici emanano all’unanimità la Deliberazione di Giunta n. 50. Nel documento si legge: “Considerato che non persiste alcuna incompatibilità, con voti favorevoli unanimi, espressi in forma palese, Delibera (…) di Autorizzare il Sindaco a conferire mandato all’Avv. Mario Petrella, per la difesa nel giudizio d’appello proposto dinanzi al Tar (…), al fine di intraprendere ogni azione utile a difesa delle ragioni, dei diritti e degli interessi del Comune di Cerchio; di dare atto che per la prestazione richiesta di cui al preventivo/parcella inviato e citato in premessa per una spesa di euro 2.800….”

Il “giudizio dinanzi al Tar” citato nella delibera – si badi bene – è proprio quello relativo al ricorso di Paolo Mario Cipriani contro il Permesso a costruire in sanatoria rilasciato dal Comune di Cerchio a Juri Mancini, figlio del vicesindaco Mario Mancini.

In quella seduta di Giunta, il municipio sembra una Casa degli specchi: insieme al sindaco Gianfranco Tedeschi e all’assessore Cesidio D’Amore è presente anche il vicesindaco Mario Mancini, ma la sua immagine – come in un lunapark – viene riflessa deformata in mille modi diversi.

Nella stessa stanza, a votare la delibera di giunta all’ordine del giorno – che autorizza una spesa di 2.800 euro di fondi comunali per resistere a un ricorso di un privato cittadino che chiede la revoca di un Permesso edilizio in sanatoria – troviamo vari Mario Mancini: il Mario Mancini vicesindaco di Cerchio, il Mario Mancini proprietario del terreno su cui l’abuso edilizio è stato costruito, il Mario Mancini padre di chi quell’abuso edilizio lo ha realizzato, il Mario Mancini che per quell’abuso edilizio è stato già condannato dal tribunale e infine il Mario Mancini padre di un’altro dei condannati sempre per lo stesso abuso edilizio.

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