Celano – “La via del futuro: Trasversalità e Zone Economiche Speciali”. Gag di Fina, Ministro Provenzano chiarisce – VIDEO

«Io darei subito la parola a Peppe Di Pangrazio»: il segretario regionale del Pd Michele Fina introduce così il Ministro per il Mezzogiorno. Che risponde: «Io non so come parla Peppe Di Pangrazio, però provo a parlare come parla Peppe Provenzano. E lo farò con la chiarezza che di solito cerco di avere».

Sono queste le battute della gag che Fina ha messo in scena sabato scorso a Celano. Gag che forse in maniera involontaria tradisce il retropensiero degli organizzatori dell’incontro con il Ministro per il Mezzogiorno Giuseppe Provenzano. Alla Tavola rotonda con il Ministro – “La via del futuro: Trasversalità e Zone Economiche Speciali” – hanno partecipato anche i tre sindacati confederali, Confindustria, Confesercenti e Cna. GUARDA IL VIDEO

Alcuni dei passaggi dell’intervento del ministro:

Il mio compito è quello di provare a colmare i divari territoriali, e i divari territoriali sono tanti. Noi parliamo di regione cerniera, ed è un prospettiva bella. Ma una regione fa da cerniera se c’è una politica che si pone l’obiettivo di ridurli questi divari. Se invece la politica quei divari li allarga, la ‘regione cerniera’ ci finisce in mezzo.

Questo sta accadendo oggi in Italia: non solo si è allargata la frattura storica tra nord e sud, ma se ne accompagnano altre, La frattura tra est e ovest: questa dorsale appenninica che sta diventando sempre più un fossato che separa i due mari. La distanza tra centro e periferia, quella tra grandi città e campagne, tra aeree industrializzate e quelle montane. Questo è il contorno dentro il quale si trova l’Abruzzo, questa Italia che è un po’ divisa in croce.

Poi c’è un altro tema che interessa l’Abruzzo che ne fa il suo elemento di forza, che è la sua grande vocazione industriale ma che in questo momento di crisi è diventata paradossalmente un elemento di difficoltà.

Come si colloca l’Abruzzo all’interno di questo quadro? Il primo tema decisivo, la vera emergenza sociale, è l’emigrazione dei giovani. Poi c’è la questione decisiva di spezzare l’isolamento delle persone e dei territori. Servizi, scuole, sanità, assistenza, infrastrutture: questo è il primo elemento di una politica di coesione.

Corridoio iberico-balcanico e Zes

Il tema della trasversalità è cruciale. La vicenda del corridoio iberico-balcanico non è un tema che riguarda l’Abruzzo, ma l’Italia. Civitavecchia è un porto a cui voi guardate con grande importanza, può ritrovare un ruolo. La richiesta di fare Civitavecchia porto cor è già partita, perché ad oggi non lo è. E a questo tema si ricollegano poi le Zes, Zone Economiche Speciali.

Ma prima di parlare delle Zes vorrei dire che questa Regione ha una centralità su altre grandi questioni: siete la regione con il maggior numero di parchi naturali, un patrimonio di biodiversità: bisogna che la politica ridia centralità all’industria agroalimentare. Serve un’opera di riassetto del territorio, un grande piano di prevenzione del rischio sisimico e idrogeologico del nostro territorio.

Sulle Zes si sta creando una aspettativa e un’illusione di un potere di palingenesi di queste Zes di tutti i problemi meridionali: non è così. Il mezzoggiorno non deve più campare soltanto di eccezionalità: non possiamo immaginare aree in cui non valgono più le regole perché facciamo tutto eccezionale. Lo sviluppo non si fa così.

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