C’è vita oltre il PD, pienone all’assemblea autoconvocata dal centrosinistra a Sulmona

Sulmona – È partita ieri da Sulmona la marcia del popolo del centrosinistra, di nuovo in moto, con una spinta che parte dal basso, fuori dagli schemi di partito, e tutta orientata a riconquistare spazi di agibilità per provare a ridefinire una realtà più giusta e più equa, dove le priorità siano riconosciute nei diritti sociali, paletti essenziali senza i quali, anche i diritti civili fanno fatica a trovare spazio nel dibattito pubblico.   

Un’assemblea autoconvocata che ha riscosso moltissime adesioni da parte di tanti appassionati, dalle provenienze più disparate. Diverse le presenze degli ex del partito democratico, affiancati da militanti della sinistra più ortodossa, esponenti sindacali della Cgil, rappresentanti di Italia Viva e di +Europa, semplici cittadini attratti dalla curiosità di capire cosa sta succedendo nel centrosinistra in provincia dell’Aquila.

Sindaci e amministratori in carica, unitamente ad altri esponenti politici con un passato istituzionale fatto di impegno in prima linea, hanno offerto ieri, ognuno il proprio contributo, portando nella discussione la concretezza della politica di prossimità, quella che si fa in mezzo alle persone, quella che si fa caricandosi i problemi delle comunità rappresentate.

Nelle intenzioni degli organizzatori, Alfonsino Scamolla, consigliere comunale di Pescina, Teresa Nannarone, consigliere comunale di Sulmona, Silvano Cappelli, già sindaco del comune di San Demetrio, coadiuvati dal giornalista, Alfio Di Battista, in veste di moderatore dell’evento, l’assemblea doveva essere un momento di partecipazione, con il diritto di tribuna lasciato a chiunque avesse qualcosa da dire. E così è stato.

Dopo i saluti di benvenuto di Teresa Nannarone, i lavori sono stati aperti da Alfonsino Scamolla che ha precisato quale fosse lo spirito dell’iniziativa. Un evento concepito come momento di confronto e di proposta per favorire il dialogo nel centrosinistra al fine di costruire un’idea di società alternativa a quella che propone la destra.  

Gli interventi hanno visto alternarsi diverse persone, ognuna con la propria storia di militanza politica e di esperienza amministrativa. Andrea Fiore, consigliere comunale di Collelongo ha auspicato un ritorno al senso della comunità politica, come fine per tornare a stare insieme e a costruire insieme.

Paolo della Ventura, ambasciatore della commissione europea per il clima, ha introdotto il tema della minaccia ambientale come elemento centrale che ridefinisce alla radice, l’approccio alle questioni primarie delle comunità. Dal lavoro all’istruzione, passando per la sanità e le infrastrutture, non c’è settore primario che non rischia di condizionare in peggio il futuro del pianeta se la politica non interviene a cambiare le cose.

Giovanni D’Amico, Piero Di Stefano, Silvano Cappelli, Lorenzo Berardinetti e Maurizio Di Nicola, ognuno a suo modo ha condiviso con la platea le proprie esperienze politico amministrative. L’idea è di mettere a fattor comune quanto di buono si è imparato, tenendo in debito conto anche gli errori commessi, ma con l’intenzione chiara di favorire un ricambio nella rappresentanza delle idee.

Appassionati gli interventi di D’Aurora, Evangelista e Di Cesare che hanno trasmesso al pubblico tutta l’insofferenza e l’amarezza di chi non ha più una casa politica dove poter dire qualcosa ma che finalmente riesce a trovare un luogo per dire ciò che pensa. Forse è stata proprio la necessità di tornare a confrontarsi senza sovrastrutture e senza remore, la ragione del pienone che ha visto la sala dell’Hotel Meeting riempirsi come non accadeva da anni dalle parti del centrosinistra.    

La buona riuscita dell’evento è il miglior viatico per la prossima tappa prevista a l’Aquila entro la metà di dicembre. Il movimento “CHE FARE”, sulla scorta dei ragionamenti scaturiti a Sulmona, sta lavorando a un manifesto politico, un documento in divenire da integrare di assemblea in assemblea.

L’evento nel capoluogo di Regione, oggi roccaforte della destra, può assumere un importate valore simbolico per il centrosinistra. Non può passare in secondo piano il fatto che oggi l’Aquila è governata da una giunta di centrodestra al secondo mandato, città che esprime due sottosegretari nell’attuale governo, ed è il collegio dove la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è stata eletta.    

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