Cartiera Avezzano – La puzza arriva in Procura: in azione Arta e Carabinieri forestali

Dopo il nostro articolo presentati almeno 2 esposti: preoccupazione anche alla LFoundry. Tecnici Arta e carabinieri forestali al lavoro nella Cartiera: segnalati movimenti dal depuratore fino al Madonnone dell'Incile. Il Muro di gomma al Comune di Avezzano. Attesa per i risultati delle analisi e dei controlli

Eppure la puzza si sente ancora. I nauseabondi odori generati dalla cartiera continuano a diffondersi, in orari diversi e secondo la direzione dei venti, da Luco dei Marsi fino ad Avezzano sud e raggiungono persino piazza Torlonia. Pare che, dopo l’esposto in Procura, la puzza iniziano a sentirla anche nel Municipio di Avezzano…

E’ stata per prima la nostra testata ad accendere, il 16 giugno scorso, i riflettori sul fenomeno. Dopo diverse segnalazioni ricevute e alcune settimane di osservazione, abbiamo pubblicato un articolo completo di video in cui documentavamo anche perdite di schiuma bianca dagli impianti. Nell’articolo indicavamo con sicurezza il luogo da cui originava la puzza: le vasche della Cartiera di Avezzano. Leggi l’articolo QUI – Guarda il video esclusivo:

Qualcosa si muove

La Procura di Avezzano avrebbe aperto un fascicolo per accertare l’origine degli odori e la natura delle esalazioni. Certo è che già nei primi giorni di luglio, tecnici dell’ARTA e Carabinieri forestali hanno effettuato lunghi e accurati sopralluoghi all’interno del perimetro della cartiera. Sarebbero stati effettuati anche prelievi di acqua in entrata e in uscita dallo stabilimento, ma non sarebbero ancora noti i risultati delle analisi disposte.

Le indagini continuano. Due giorni fa sono stati invece avvistati uomini in borghese che si muovevano con circospezione anche all’esterno dello stabilimento. Sarebbe stato ispezionato anche il fosso di scolo che dal depuratore della cartiera scende verso l’aglomerato della Ferraria e poi scarica le acque reflue nel canale collettore centrale, a poche decine di metri dal Madonnone dell’Incile. Nella foto di copertina è riportata la mappa dei luoghi.

Abbiamo accertato che il tratto finale del canale di scarico è stato ripulito dalle erbacce e che sono stati tagliati anche gli alberi e i cespugli che ostacolavano il deflusso delle acque reflue. Inoltre, nei giorni scorsi, è stata notata una gru che stazionava proprio sopra la vasca dell’Incile, cioè l’imbocco dell’emissario che con le sue due gallerie scarica tutte le acque del Fucino nel fiume Liri.

Due esposti per la stessa puzza

Dopo il nostro all’allarme del 16 giugno sono arrivate le prime reazioni. Un primo esposto è stato presentato già il 17 giugno, a cui si è aggiunto il 29 giugno quello degli organismi sindacali della LFoundry. Ad allarmare questi ultimi sono gli effetti che tali emissioni odorigene provocano sui loro impianti di allarme, con seri rischi per la sicurezza dei dipendenti.

Il primo esposto

Tecnicamente viene autodefinita come una “Segnalazione”. E’ indirizzata però a Prefettura, Procura, Regione Abruzzo (servizio Aria, Servizio rifiuti e bonifiche, servizio V.I.A.), ASL, INAIL, Comune di Avezzano, ARTA e NOE di Pescara. E conclude con queste parole: “Ovviamente si chiede di accertare l’eventuale sussistenza di reati penali”.

Comunque, nella cosidetta Segnalazione, tra le altre cose si richiede la documentazione del procedimento di bonifica attivato dalla cartiera nel 2015 e aggiornato nel 2018, vista la loro “irreperibilità sui siti istituzionali di Regione, Arta e Comune di Avezzano”. Secondo il mittente, nella poca documentazione che è riuscito a reperire, si parlerebbe anche dello “smarrimento di una sorgente radioattiva”, e della presenza di “metalli pesanti” e di contaminazione del suolo. L’autore della Segnalzione chiede poi l’immediata attuazione di “tutte le verifiche di ottemperanza previste dalla legge da parte del comitato VIA e del comune di Avezzano per V.A. e V.Inc.A.” e infine la verifica in sede AIA della “dispersione di sostanze dagli impianti mostrate nelle immagini“, quelle cioè contenute nel nostro articolo.

Il secondo esposto

A firmarlo sono “RLS ed RSU LFoundry Avezzano FIM- FIOM- UILM- FAILMS” e viene autodefinito comeSegnalazione – aria irrespirabile e odori nauseabondi”. E’ indirizzato per competenza a un nutrito gruppo di soggetti: “Direttore Generale della ASL 1 Abruzzo. Roberto Testa, ASL Servizio Prevenzione, Direttore generale dell ARTA Abruzzo Maurizio Dionisio, ARTA L’Aquila, Provincia dell’Aquila settore ambiente, Regione Abruzzo servizio Aria, Prefettura, Procura di Avezzano, NOE di Pescara, INAIL Abruzzo, INAIL di Avezzano”. E’ stata inoltre indirizzata, per conoscenza, anche a: Commissario del Comune di Avezzano Mauro Passerotti, Direzione Aziendale di LFoundry srl di Avezzano Fabrizio Famà, RSPP di LFoundry srl di Avezzano.

Le rappresentanze sindacali denunciano che da settimane, proveniente dall’esterno, nella loro fabbrica si “avverte un forte odore nauseabondo e persistente che provoca bruciore alle vie respiratorie e che obbliga molti dipendenti a ricorrere alle cure presso l’infermeria aziendale. Queste immissioni hanno inoltre provocato alcuni fermi della linea produttiva in quanto la loro intensità ha fatto intervenire i sofisticati sistemi di allarme atti a rilevare eventuali fughe di gas idruri”.

I sindacati sono molto preoccupati e scrivono: “Un odore così forte e con quelle caratteristiche non può di certo essere naturale, è pertanto assolutamente necessario conoscere la sostanza/le sostanze da cui origina soprattutto al fine di poterne valutare la pericolosità per la salute dei lavoratori e di tutti quelli che, nel territorio, sono costretti a conviverci. Nei giorni scorsi anche le testate giornalistiche locali si sono occupate del fenomeno, ora è tempo che intervengano le Istituzioni”.

I sindacati dei lavoratori della LFoundry lanciano infine un accorato appello alle istituzioni: “Il nostro ruolo ci impone di rivolgerci a Voi per chiedere ed ottenere la salvaguardia non solo della qualità della vita e della salute di tutti i lavoratori, trovando risposte e soluzioni al problema evidenziato, ma anche della continuità operativa dell’azienda a garanzia dei posti di lavoro e dell’economia del territorio”.

Insomma la puzza emanata dalla cartiera raggiunge anche lo stabilimento Lfoundry, viene aspirata all’interno e, nonostante i filtri, irrita i dipendenti, fa scattare i sistemi di allarme e mette a rischio la sicurezza e la produzione stessa della fabbrica.

Il Muro di gomma

In un passaggio della Segnalazione dei sindacati, con delicatezza istituzionale si accenna anche alla latitanza degli uffici comunali:

La direzione aziendale, tramite l’RSPP, ha chiesto l’intervento del Comune di Avezzano ma ad oggi non è ancora pervenuta risposta”.

Nostre fonti, che giudichiamo affidabili, ci riferiscono che su questo problema le prime segnalazioni dallo stabilimento LFoundry erano state inoltrate al Comune già il 9 giugno, a seguito di alcuni eventi verificatisi il 4 e 7 giugno, senza ottenere però nessun riscontro. Ora che dalle “vie brevi” si è passati alle “vie formali”, si spera che il Muro di gomma che anche prima di Passerotti cingeva il Comune di Avezzano, inizi finalmente a sgretolarsi.

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