Cam – Polemica spese concordato fallimentare: ecco le parcelle

di Angelo Venti e Claudio Abruzzo

«Il conto finale non lo pagheranno gli utenti o i Comuni soci, ma i creditori ». Si è giustificata così l’attuale Presidente del Consiglio di gestione del Consorzio acquedottistico marsicano, dott.ssa Manuela Morgante. Ma intanto, a chi sono state pagate le parcelle?

Dal portale web del Cam, nella sezione consulenti e collaboratori, siamo riusciti a trovare traccia dei pagamenti effettuati ad alcuni dei professionisti del nutrito pool che sta lavorando alla redazione del Concordato preventivo e al cosiddetto risanamento del consorzio acquedottistico, solennemente definito come «Operazione verità» dall’ex sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis.

Le parcelle

Il totale parziale delle parcelle pesanti connesse alle spese per il concordato preventivo – che siamo riusciti a rintracciare sul portale del Cam – ammonta a circa 700mila euro. Eccole con nomi e cifre:

Avv. Valerio Di Gravio190mila euro per “incarico professionale per la presentazione di proposta di concordato preventivo presso il tribunale di Avezzano” (affidamento diretto).

Prof. Alberto Dell’Ostrologo – Totale 260mila euro così suddivisi: 190mila euro per “Redazione sull’attestazione dei dati aziendali e sull’attuabilità del piano contenente la descrizione analitica delle modalità dei tempi di adempimento della proposta di concordato preventivo” (affidamento diretto); 35mila euro per “effettuare l’attestazione relativa ai sensi dell’art. 182 ter L.F. relativa al trattamento dei crediti tributari e contributivi” (come da preventivo prot. 15689-2018); 35mila euro per “attestazione ai sensi dell.art. 182 quinques L.F. relativa al pagamento di crediti anteriori” (come da preventivo prot. 15688-2018).

KPMG Advisory spa – Totale 198mila euro, così suddivisi: 88mila euro per incarico da advisor contabile “per accompagnare il consorzio nel percorso articolato e delicato del concordato con continuità aziendale”; 22mila euro per una estensione dell’incarico precedente; 83mila euro per “certificazione dei conti al 4 marzo 2018” (affidamento diretto); 5mila euro per “verifiche fiscali”.

Avv. Angelita Carruocciolo – Totale 52mila euro, così suddivisi: 32mila euro per “consulenza e assistenza legale”; 20mila euro per “servizio di supporto in materia societarià nonché trasparenza e prevenzione della corruzione nelle società partecipate e/o controllate pubbliche”.

Ricordiamo che a innescare la polemica sulle parcelle ai consulenti è stato un ficcante articolo a firma di Mario Sbardella, pubblicato l’11 gennaio sul quotidiano regionale “Il Centro”. Nell’articolo si dava voce a Simone Angelosante, sindaco di Ovindoli e consigliere regionale della Lega che rilanciava pesanti accuse all’attuale governance di Cam spa. «Intervenga la commissione regionale vigilanza», aveva invocato Angelosante, giudicando eccessivi i 920mila euro di parcelle previste dal Cam per il Concordato fallimentare, a fronte dei 135mila euro previsti invece per i professionisti dal consorzio Aca per una procedura analoga.

«Sul Cam Angelosante sbaglia bersaglio», hanno prontamente risposto al consigliere leghista i membri del consiglio di sorveglianza del Cam Alessandro Pierleoni, Antonio Mostacci e Felicia Mazzocchi. Che così contrattaccano: “Appare anomalo che, nelle vesti di sindaco di un comune socio, Angelosante fosse assente all’assemblea dove si è deliberata l’azione di responsabilità nei confronti di ex amministratori ritenuti responsabili dei debiti prodotti“.

Nella polemica con Angelosante interviene infine anche la Presidente del Consiglio di gestione del Consorzio acquedottistico marsicano, dott.ssa Manuela Morgante, che spiega: “Il costo dei consulenti può sembrare elevato in termini assoluti, ma è in linea con le tariffe professionali, nonché alla complessità e responsabilità personale che alcuni dei singoli consulenti assumono accettando ed eseguendo l’attività affidata”.

La polemica è destinata sicuramente ad aumentare. Le spese per il concordato preventivo al vaglio del Tribunale fallimentare di Avezzano, infatti, si sommano ai 120 milioni di euro di debito finora accumulati dal Consorzio acquedottistico marsicano. Debiti aggiuntivi che – sospettano alcuni – alla fine della giostra potrebbero superare i 2 milioni di euro.

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