Biometano energy srl: il fantasma dell’impianto del terreno accanto

Due progetti di impianti a biomasse in due Comuni diversi ma su due terreni adiacenti. A presentare il primo alcuni anni fa la Alpalux energy srl, che detiene anche il 40% delle quote della Biometano energy srl, la società che ora presenta il secondo. Le accuse del sindaco Quirino D’Orazio e l’appello di un imprenditore agricolo. VIDEO

Quirino D'Orazio, Sindaco di San Benedetto dei Marsi

di Angelo Venti e Claudio Abruzzo

Due impianti adiacenti con storia e composizione societaria, diciamo, curiosa.

L’iter del primo impianto parte nel 2012 e, a guardar le carte, appare alquanto contorto. L’area interessata è in Comune di San Benedetto dei Marsi, sul confine con il territorio di Collarmele, l’impianto è da 300 kWe alimentato a biomasse. A promuoverlo è la Alpalux energy srl, la stessa società che detiene il 40% delle quote della Biometano energy srl, che ora propone il secondo impianto a Collarmele.

Localizzazione dei due impianti – Primo impianto Alpalux energy srl; secondo impianto Biometano energy srl

La storia del primo impianto

L’Ufficio tecnico del comune di San Benedetto dei Marsi oppone una serie di osservazioni e integrazioni al progetto e la situazione diventa caotica: spunta nelle carte la Project Financing Riqualificazione Pomigliano (P.F.R.P.) srl, che però non ha la disponibilità dei terreni. Anzi, alla fine salta fuori che i terreni in questione dal 2010 erano addirittura soggetti a pignoramento. Per farla breve, il Comune boccia ripetutamente la pratica e di questo primo progetto alla fine si perdono le tracce.

Ma a presentare la richiesta autorizzativa del primo impianto, tramite Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) – è bene ricordarlo – è stata la Alpalux Energy srl, che detiene ora anche il 40% della Biometano energy srl. Quest’ultima è la società che propone il secondo impianto, quello in Comune di Collarmele: le aree dei due impianti, pur ricadenti in due comuni diversi, sono in realtà separate solo da una stradina di campagna.

Video riprese di Marco Di Gennaro

Le accuse del Sindaco Quirino D’Orazio:

Non siamo contro nessuna società, ma ci sono tante perplessità, alcuni aspetti meritano di essere approfonditi. Anche sulla titolarità dei terreni si sta guardando in maniera più dettagliata per controllare i vari passaggi, anche a livello autorizzativo. Questa zona è il confine tra Collarmele e San Benedetto: di fronte a noi c’è il sito dove dovrebbe sorgere il nuovo impianto, dietro a noi c’è invece il terreno dove alcuni anni fa doveva sorgere un altro impianto a biomasse. Impianto che abbiamo bocciato per 3 volte, incontrando molti problemi: ricorsi al Tar, denunce e anche minacce.

Faccio un appello pesante anche ai politici regionali: noi non possiamo tollerare che chi è chiamato a decidere su aspetti importanti della vita delle comunità non prenda in considerazione quelle che sono le volontà delle comunità stesse, come i comuni di Collarmele, Pescina e San Benedetto dei Marsi. Con il sindaco di Cerchio ne abbiamo parlato, ma dobbiamo ancora capire bene le sue intenzioni.

L’allarme di Giammarco De Vincentis:

Un impianto a biogas potrebbe inquinare, oltre all’aria, anche le falde acquifere e creare problemi anche alla mia azienda. Ovviamente i miei sono timori, paure. Chiedo solo di rivedere un po’ tutto il contratto, perché un impianto che a gennaio è stato bocciato dall’amministrazione di allora, è diventato un progetto sicuro a settembre. Beh, qualcosa è cambiato: è cambiata solo l’Amministrazione [ Amministrazione Regionale, ndr ]”

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