Avezzano – Verdecchia: “Giusto per non dimenticare l’8 giugno 2019”

avv. Roberto Verdecchia

Riceviamo e pubblichiamo

Giusto per non dimenticare l’8 giugno 2019 ricordando alla città tutto il tempo irrimediabilmente perso.

Ad un anno esatto dalla fine di un’amministrazione che ha visto piombare la città nel vuoto più assoluto, è giusto e doveroso ricordare alcuni passaggi fondamentali che hanno profondamente inciso e rovinato il tessuto economico e sociale dell’intera collettività avezzanese:

“la mia amministrazione non offrirà scialuppe salvagente ad alcuno, tantomeno a chi è abituato a salire sul carro del vincitore” anzi no, vedasi le campagne acquisti verso l’ex UDC, ex Lega per poi passare ai civici ex opposizione;

“imporrò un vincolo di mandato <<etico>> alla mia maggioranza: chi verrà eletto in minoranza rimarrà in minoranza” anzi no, la lista è lunga tenetevi forte……… sarebbe inutile e dispendioso citarli tutti;

“basta al pendolarismo politico e al partito unico del potere in cui non si capisce più chi governa e chi fa opposizione”, <<mai con “questi”>>, conferenza stampa del fine febbraio 2018 dove si evoca il Vangelo e la “sua Bibbia”, alias il programma elettorale;

“se il Consiglio di Stato conferma l’anatra zoppa mi dimetto” anzi no, tutti sappiamo come è andata, nessuna dimissione, meglio fare campagna acquisti per essere “disarcionati” con un atto di sfiducia, che formalizzare le dimissioni quale atto dovuto e di umiltà;

“la facoltà di Giurisprudenza bisogna vedere se mantenerla” anzi no;

“la Polizia Locale andrà nei locali dell’ex Arssa” anzi no (parole al vento);

“Domenico Barbati sarà presidente dell’Urban Center”, anzi no, chiedetelo a Rocco Di Micco e se l’Urban Center ha mai prodotto nulla di utile e costruttivo per la città;

“sugli interventi al centro città ci sarà condivisione e partecipazione con i commercianti ed i residenti”, anzi no, basta ricordare l’imposizione della pista ciclabile e la chiusura di Piazza Risorgimento nell’intero periodo estivo dell’anno 2018 per oltre tre mesi, e la trasmigrazione del mercato del sabato altrove. Condivisione e partecipazione, due optional, con una costante di essere nobili sconosciute. “Per il mercato del sabato sono allo studio diverse soluzioni. Lo decideranno gli ambulanti in autonomia e di concerto con l’Amministrazione individuando una soluzione compatibile con le loro esigenze e con quelle della viabilità urbana” (Il Messaggero del 13.09.2018), ciò che era “sperimentale” ha rischiato di diventare definitivo – tutti sappiamo, nessuno escluso, come è andata a finire;

“quest’estate ci sarà Fabrizio Moro”, anzi forse è meglio di no…;

“in tre mesi 2.381 le auto passate con il rosso. Il sindaco difende le scelte: <<i dati dimostrano l’emergenza di sicurezza stradale>> no alla cancellazione delle multe, scatta una verifica sui tempi d’attesa del giallo”, anzi no, la quasi totalità dei multati che hanno proposto ricorso si sono visti “annullare” la sanzione amministrativa irrogata, stante l’illegittimità della sanzione stessa dovuta all’irregolarità nel montaggio e dunque del funzionamento dell’impianto di sorveglianza, denominato T-Red. – I dati parlano chiaro e soprattutto sono impietosi, per chi voleva fare solo cassa, così come era previsto nel bilancio di previsione del Consiglio Comunale del 22.12.2018;

– errata corrige – “per questo ho disposto la sospensione del T-Red, aggiunge[Il Centro del 16.05.2019],bacchettando l’ex assessore Leonardo Casciere e il responsabile della Polizia Locale, il dirigente Luca Montanari, “un provvedimento che avrei assunto prima se fossi stato informato da chi di competenza”, “la situazione esiste e sarà affrontata con serietà e senso di responsabilità.” Di contro, un plauso ai Giudici di Pace territorialmente competenti ed al Prefetto dell’Aquila che hanno effettuato gli annullamenti di oltre il 95% dei verbali impugnati;

Nuovo Municipio “E ora apro il nuovo Municipio” – “Appalto ok per il nuovo Municipio, il sindaco assicura <<a primavera 2019 partiranno i lavori di completamento>>” (Il Centro dell’08.10.2018 e Il Messaggero del 10.10.2018), anzi no, “Nuovo municipio, guai senza fine, Irim vuole danni per 17 milioni di euro” – De Angelis: “è da un anno che cerchiamo in tutti i modi di risolvere bonariamente l’annosa questione che riguarda il palazzo comunale” (Il Centro dicembre 2018), “il Sindaco promette battaglia al Consorzio d’imprese che avviò la realizzazione dell’opera, non aveva titolo per sottoscrivere la convenzione, siamo pronti a rivolgerci alla magistratura.” (Il centro 12.12.2018). Tutti sappiamo come è andata a finire con il lodo arbitrale del dicembre 2019 – prossima udienza in sede di Appello in data 23.06.2020. Amministrazione dichiarata soccombente per oltre un milionesettecentomila euro;

“Gielle restituisca al Comune il milione di euro. La decisione del giudice pone fine alla lunga vertenza iniziata nel 1985 che ha avuto risvolti anche fortemente politici. I consiglieri del PD Verdecchia e Di Berardino <<è ora che si recuperino questi soldi pubblici fino all’ultimo euro>>” (Il Messaggero del 18.10.2018) … e De Angelis? In merito alla questione Gielle non ha osato esporsi, tant’è che non sono state attivate sino in fondo le procedure incisive in merito al recupero della consistente somma di € 1.014.336,80, somma che avrebbe certamente “fatto comodo” alle casse comunali stante anche il periodo di estrema criticità;

e… chi più ne ha più ne metta, non ho la memoria elefantiaca per poter ricordare tutto il resto, ma il narrato penso che possa essere esaustivo per 23 mesi di malgoverno.

Ho solamente avuto il coraggio, l’orgoglio e la coerenza, con altri tredici colleghi consiglieri, di aver liberato la città ostaggio di un personaggio alquanto “distratto” ed a tratti anche sconveniente.

Roberto Verdecchia

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