Avezzano – Piazza Torlonia: il degrado all’ombra del Coronavirus

Da giardino della città a cortile abbandonato il passo è stato breve. Un articolo che non avremmo voluto scrivere, uno scempio a cui non avremmo voluto assistere. Chi paga?

Sarà una brutta sorpresa, il 4 maggio, per gli avezzanesi rimasti chiusi in casa. Il parco, che fino a pochi mesi fa era il giardino più bello della città versa in uno stato di totale abbandono: aiuole invase da erbacce alte, rifiuti di ogni tipo, siepi secche e minacciate da un parassita, la piralide del bosso. Un degrado preoccupante, con responsabilità precise, coperto dall’emergenza Coronavirus

Nei giorni scorsi abbiamo effettuato un sopralluogo a Piazza Torlonia e lo scenario a cui abbiamo assistito è sconsolante. Scorrendo indietro con la memoria, non si ricorda un simile stato di abbandono dell’area: ci sono voluti mesi di incuria e di mancate manutenzioni per ridurre il parco in queste condizioni. Eppure la manutenzione doveva essere effettuata, come da contratto, da una ditta specializzata vincitrice di un bando aggiudicato nel giugno 2019: ditta che almeno fino a dicembre avrebbe comunque percepito il pagamento delle fatture presentate al comune di Avezzano.

Almeno da quello che risulta dal resoconto video fotografico del nostro sopralluogo, si tratterebbe però di lavori mai svolti o svolti male. Uno scempio consumato nella totale indifferenza degli attuali amministratori e dei dirigenti comunali, quantomeno complici passivi di questo sfregio alla città.

Il progetto di riqualificazione

Risale al 2017 il progetto di riqualificazione dell’area: nuovi alberi, piante verdi, rifacimento dell’impianto di irrigazione, sostituzione delle siepi, nuovo parco giochi, adeguamento impianto di illuminazione e restauro della fontana centrale. Lavori per un importo di 180mila euro.

Ditta appaltatrice, con un ribasso del 25%, è la Saporito Garden di Melito di Napoli. Fiore all’occhiello della discussa e travagliata amministrazione De Angelis, il parco viene restituito alla città, completamente riqualificato, il 13 ottobre del 2018: tantissimi i presenti al rituale taglio del nastro

Contestualmente alla consegna dei lavori, viene indetto un nuovo bando comunale per la manutenzione delle aree verdi urbane, suddiviso in 5 lotti, per un importo complessivo pari ad €. 2.270.396,32: il lotto numero 5 riguarda proprio Piazza Torlonia. Ad aggiudicarselo,con un ribasso del 32%, la Euphorbia srl di Napoli: contratto triennale, scadenza marzo 2021.

Solo due mesi dopo, il 6 giugno 2019, l’amministrazione De Angelis cade fragrorosamente e arriva il viceprefetto Mauro Passerotti: un Commissario straordinario con il compito di garantire l’ordinaria amministrazione della città fino a nuove elezioni, riassumendo in se i poteri straordinari di Sindaco, Giunta e Consiglio comunale. Ordinaria amministrazione che avrebbe dovuto riguardare, presumiamo, anche la manutenzione delle aree verdi.

La copertura del Coronavirus

Succede invece che la cura di Piazza Torlonia, seppur adiacente alla sede municipale, sembra sfuggire sia alle attenzioni del solerte commissario che a quelle dei dirigenti comunali, evidentemente concentrati più sulla ricollocazione, in quell’area, del mercato del sabato.

Non è chiaro il perché dell’abbandono, certo è che la situazione peggiora con l’emergenza sanitaria: a marzo l’area viene “recintata” e chiusa al pubblico, con vigili e forze dell’ordine impegnati a far rispettare il divieto d’ingresso ai cittadini. Così, lontano da occhi indiscreti, le erbacce crescono rigogliose. E i bruchi fanno il loro lavoro. E mangiano.

Danni incalcolabili

E’ difficile calcolare il danno economico che sta subendo il parco: le aiuole dovranno probabilmente subire un trattamento fitosanitario con l’utilizzo di concimi e diserbante selettivo per estirpare le erbacce e ripristinare il manto erboso. Questo, oltre a impattare sulle casse comunali, esporrà il parco e le persone che lo frequentano a un rischio di contaminazione: probabile quindi che la piazza dovrà essere resa di nuovo inaccessibile al pubblico. Il tutto in concomitanza con l’arrivo della bella stagione e la riapertura dei parchi, prevista dai decreti emergenziali.

Ma per le siepi il danno potrebbe essere irreversibile. Nel parco infatti è impiantata da anni una particolare varietà di siepe di bosso, il Buxus Sempervivens o Bosso Comune, considerata la pianta principe dei tradizionali giardini italiani. Da quanto rilevato dal nostro sommario sopralluogo, le piante sembrerebbero attaccate da un micidiale parassita, Cydalima perspectalis o piralide del bosso, particolarmente pericoloso perché può infettare le siepi in tempi brevi e danneggiarle in modo irreparabile.

Ad oggi, quasi un terzo dei bossi attaccati dal lepidottero sembrano compromessi in maniera irreversibile e, se non si interverrà in tempi rapidi, la stessa sorte potrebbe toccare alle restanti piante: per evitare ciò è necessario intervenire pesantemente e in fretta con insetticidi. In caso contrario il danno sarà incalcolabile: l’acrescimento annuale del Buxus Sempervirens è infatti molto lento, circa 10 cm l’anno, e quindi per riportare le nuove piante all’altezza di quelle attuali occorrerebbero almeno una decina di anni.

Oltre il danno la beffa

Che ci troviamo di fronte a un disservizio è evidente. Rumors accreditati all’interno degli uffici comunali confermerebbero che l’azienda che ha in appalto la manutenzione della piazza – e che nel frattempo avrebbe subappaltato il servizio a una ditta locale – sia stata regolarmente pagata dal Comune almeno fino a dicembre. Rimaniamo comunque in attesa di una conferma e comunque di una spiegazione ufficiale.

Una situazione paradossale per la quale auspichiamo che si ponga in fretta rimedio: è vergognoso che un parco urbano dall’importante valenza storica per la città e vincolato dalla Soprintendenza, versi in questo stato di abbandono. Soprattutto dopo i recenti lavori di riqualificazione pagati con i soldi di tutti i cittadini.

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