Avezzano – “Non detenuto” in attesa di ricovero. Paziente trattenuto in carcere da 90 giorni, Asl risponde: “non è possibile fare previsioni”

Avezzano – Nella Asl 1 Avezzano-L’Aquila-Sulmona succede anche questo. Il tribunale lo dichiara “non detenuto” e dispone il suo ricovero in una struttura sanitaria idonea. Da 90 giorni la Asl 1 risponde laconicamente a tutte le sollecitazioni: “non è possibile fare una previsione rispetto al tempo di attesa!. E il “Non detenuto” – che in realtà è un paziente – attende in carcere.

Sarà la classica storia di ordinaria burocrazia, oppure si tratta degli effetti collaterali dell’emergenza coronavirus. Certo è che quello che sta accadendo tra carcere è Asl1 è intollerabile.

Quello che riportiamo è il dramma di un paziente 32enne marsicano che da più di tre mesi aspetta di essere trasferito in una struttura sanitaria idonea a trattare il suo stato di salute mentale: la Asl 1 non è ancora riuscita a risolvere il problema e il soggetto continua ad essere detenuto ingiustamente nel carcere di Avezzano.

Una storia incredibile

Nei confronti dell’uomo, il 14 ottobre il gip del tribunale di Avezzano, dott.ssa Maria Proia, aveva emesso un ordine di carcerazione per fatti risalenti all’agosto scorso: all’indagato venivano contestati i reati di maltrattamento in famiglia ai danni dei propri genitori e danneggiamento aggravato nei confronti dell’abitazione degli stessi.

Il 17 dicembre il dott. Maurizio Cupillari ha depositato la perizia psichiatrica richiesta dal Pm Ugo Timpano, in cui per il 32enne si riconosceva la “totale riduzione della capacità di intendere e di volere per grave intossicazione da sostanza stupefacenti – oltre a una – pericolosità sociale tale da dover essere inviato presso una struttura idonea” per il trattamento psicoterapeutico, farmacologico e psicoeducazionale.

Il 7 gennaio, in sede di incidente probatorio, veniva riconosciuta al soggetto la qualifica di “non detenuto“: il gip Maria Proia disponeva così l’immediato allontanamento dal carcere e il suo ricovero in una specifica struttura sanitaria. La stessa autorità giudiziaria, congiuntamente alla direzione della casa circondariale di Avezzano, si attivava nella ricerca di una Rems che accogliesse il “non detenuto“, posto in lista di attesa dalla Asl 1 già a partire dal 13 gennaio.

Nel frattempo le condizioni del paziente “non detenuto“, che nei mesi scorsi aveva risposto positivamente alla terapia farmacologica, sono peggiorate: negli ultimi 10 giorni è diventato aggressivo sia nei confronti del personale di polizia penitenziaria che degli altri detenuti… “detenuti“.

Sul caso, così interviene l’avvocato Roberto Verdecchia, difensore del paziente “non detenuto”:

Invitiamo la Asl competente per territorio e le Rems a cui le autorità più volte si sono rivolte, affinché risolvano il problema nel più breve tempo possibile: il ragazzo deve essere scarcerato e affidato a una struttura idonea perchè socialmente pericoloso. Dall’8 di gennaio attende di essere ricoverato in una struttura sanitaria adeguata ma, dopo oltre 90 giorni,è ancora in lista di attesa. Più volte la Corte d’Appello ha sollecitato la Asl competente a reperire posti nella Rems di Barete o in altre Rems fuori regione. Solleciti che hanno trovato sempre la stessa laconica risposta della direzione sanitaria: non è possibile fare una previsione rispetto al tempo di attesa!”.

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