Avezzano, la cultura del dispetto

Ho ripubblicato di recente (21-23 marzo) un mio smilzo instant book (2019) sulla vicenda di piazza del Mercato; era ancora attuale. Lo è tuttora, a distanza altre di due-tre settimane? Per molti versi sì, giocavo di rimessa dopotutto. Agli inizi del mese (5 aprile) è uscito un comunicato di Tonelli Ingegneria srl pubblicato da alcune testate giornalistiche locali che ha chiarito molte altre cose su quella vicenda. (In cauda venenum). Si parla di quel «Progetto che alla sua approvazione in sede pubblica fu acclamato dagli [astanti], dall’allora maggioranza e minoranza e dai numerosi media presenti». (Mi si suggerirà: ipocrisia d’ordinanza). Come a dire che in tanti (politici, pubblicisti) hanno rimosso (collettivamente) quell’occasione se, per diversi mesi, si è parlato nei mezzi d’informazione solo di alberi – che, in realtà, non se la passavano bene – e di copertura – «forno a microonde»: era più ampio e complesso quel progetto.

Gli avezzanesi hanno perciò avuto modo di conoscere – da fonte diretta, dopo alcuni anni – alcuni elementi progettuali mancanti o modificati nell’opera realizzata: «Sono stati cancellati dal progetto gli spazi destinati alla socializzazione (panchine con alberature integrate ecc.), il restauro della nostra “Fontanella”, l’Info Point con i servizi alla comunità (bike sharing ecc.), i box espositivi, le sedute i grandi vasi e i gradini su Via Mercato, sostituita la copertura in vetro strutturale con lamiera forata e policarbonato e inoltre aumentate fortemente le dimensioni esterne dei tubi in acciaio delle strutture e modificato il trattamento di verniciatura già previsto, con un ciclo standard. È stato eliminato lo spianamento dell’area coperta della piazza e dei canali di scolo, l’illuminazione dall’alto della piazza (divisa in porzioni autonome) e il collegamento funzionale con Piazza Corbi.».

Leggevo questo, giorni addietro a proposito dell’«infinito cantiere di piazza del Mercato, aperto dall’amministrazione De Angelis, passato (tra modifiche varie) per le mani del commissario prefettizio Mauro Passerotti ed ereditato (e ulteriormente modificato) dall’amministrazione attuale», in e.b., Piazza del Mercato, spunta la ruggine, in «Il Centro» 9 aprile 2022. Eravamo già stati informati che: «Ci fu poi una revisione al progetto nel 2019.», in E. Berardinetti, Lavori finiti, dopo 4 anni rinasce piazza del Mercato, in «Il Centro» 6 marzo 2022. È invece più stagionato questo brano. «il progetto di riqualificazione ha subìto due varianti in corso d’opera: una per abolire i quattro gradini e il muretto di contenimento lato via del Mercato in modo da avere una piazza in piano», in F. Di Marzio, Area pedonale e parcheggi spostati: piazza del Mercato cambia ancora, in «Il Centro» 22 agosto 2021. Non si parlò pubblicamente di modifiche al suo tempo, non ricordando male. (L’amministrazione De Angelis ha chiuso i battenti l’8 luglio 2019).

Rammento due brani non solo per mostrare le vette intellettuali conquistate dalla nostra classe politica. Il primo è firmato Ufficio Stampa Comune di Avezzano: «La parola d’ordine a palazzo di città, infatti, al di là delle riserve sul progetto ereditato che scatenò proteste e petizioni contro il taglio dei platani sostituiti da alberi in ferro», pubblicato su questa testata il 22 agosto 2021. Mario Casale (Articolo 1) ripete lo stesso concetto, circa un paio di mesi dopo: «sono stati tolti alberi veri e sostituiti da alberi finti», in A. Di Battista, Avezzano Bene Comune, Articolo1, Pd, M5S, associazioni e liberi cittadini si confrontano sui temi irrisolti della città, in «TerreMarsicane» 15 ottobre 2021. Orbene, oggi vi sono undici alberi anziché i precedenti sette e si tratta di piante di materiale organico, non metallico. Se si leggono delle simili amenità su una o più testate giornalistiche, è facile immaginare anche le carinerie apparse su Facebook – non a caso, la srl avezzanese (una struttura di lavoro, non l’ennesimo partitino last minute) diffida «coloro che si interessano all’argomento, dal riportare d’ora in poi falsità sul nostro progetto».

Immagino – potrei sbagliarmi, ovviamente – che questo signore fosse anch’egli tra gli «astanti» alla citata presentazione del progetto. «[…] Per non parlare”, conclude il consigliere di maggioranza [Roberto Verdecchia], “di piazza del Mercato, dove il suo contestatissimo progetto, modificato per fortuna in corso d’opera, è ancora in divenire.”», in f.d.m., Verdecchia: «Il disastro è stato De Angelis», in «Il Centro» 22 luglio 2021. Tale progetto non poteva essere «contestatissimo», proprio perché i suoi contenuti erano conosciuti – allora, appunto –, sì e no da un 1% della popolazione interessata; può essere confutato ai nostri giorni, basandosi su questa serie di elementi, ma finora non si è sentito nessuno pubblicamente: tutti in vacanza le centinaia di contestatori ‘just for one day’?

(Scrivo qualche considerazione). I posti a sedere o panchine in piazza del Mercato dopo il restyling sono pari a zero, mentre nella zona superiore di piazza del Risorgimento si contano sessantaquattro nuovi posti per sedere dopo un’operazione simile. (Ignoro se sia utile o no sapere che le uniche sedie a disposizione sono quelle dei locali, ma bisogna consumare…). Ciò pregiudica l’utilizzo sociale della piazza. Domanda retorica: è normale o è almeno un po’ strano che un intervento mirato alla rivitalizzazione di uno spazio pubblico non preveda panchine di sorta?

«La copertura delle attività sarà dotata di un impianto fotovoltaico con annesse postazione di ricarica per le auto elettriche.», in F. Di Marzio, cit., in «Il Centro» 22 agosto 2021. Si è passati dalle biciclette alle auto, con il consueto sprezzo del ridicolo, di questi tempi. E poi: non è meglio collocare una postazione di ricarica nell’ampia periferia, dove c’è più gente, perciò più automobili? Ricorda che cosa tutto ciò? «Il Comune ha, inoltre, intenzione di installare una centralina di controllo dell’aria per monitorarne la qualità.», in F. Di Marzio, Ecco il futuro parco da 7 ettari: sport, area cani, giochi e verde, in «Il Centro» 19 febbraio 2022. La citata centralina si troverebbe nel cosiddetto parco periurbano. (In genere, simili strumenti sono collocati lungo arterie – perciò trafficate da mezzi motorizzati – circondate da grossi condomini, da uffici con il riscaldamento a palla, otto-nove ore ogni giorno. Esse servono a monitorare le sostanze inquinanti nell’aria, non ad altro).

Emilio Cipollone: «stiamo valutando se con la nuova copertura l’impianto di illuminazione è sufficiente o se va eventualmente integrato con altri punti luce», in E. Berardinetti, cit., in «Il Centro» 6 marzo 2022. Gli steli sono illuminati dal basso, per il momento – il progetto prevedeva il contrario per la piazza, come s’è visto.

Stesso precedente quesito: ricorda che cosa? Lo rapporto al degrado di piazza A. Torlonia, ben documentato su questa testata, di recente. (Gli avezzanesi devono dimenticare il nome di chi l’ha fatta restaurare, e tenuta bene per un periodo). Si è manomesso, svuotato, azzoppato un progetto – nel caso che tratto – per addossare eventuali problemi o difetti alla precedente amministrazione comunale. Io mi reco in uno spazio pubblico per chiacchierare con un amico e devo rimanere in piedi o vagare finché non mi annoio, perché qualcuno deve ancora vendicare la sconfitta elettorale alle Amministrative dell’11 giugno 2017; bisognerà aspettare molti anni, prima che migliori l’odierna situazione. In breve: la città fisica, i cittadini pagano il prezzo delle faide politiche, in questo paesone. E a lungo. (Tralascio l’insegnamento di tale vicenda a chi, in questo lasso, sta frequentando l’università).

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