Avezzano – La città ricorda le vittime della II Guerra Mondiale

Per ricordare e onorare le vittime civili dei bombardamenti della II guerra mondiale e la medaglia d’argento conferita alla Città, l’Auser ha voluto un incontro che avesse un forte impatto sulla cittadinanza.

La cerimonia si è svolta alla presenza dell’Associazione nazionale vittime di guerra, dell’Anpi, dell’associazione “Il cammino dell’accoglienza”, dell’Ada, dell’Antheas, della Pro Loco di Avezzano, dell’università Irma Bianchi e dell’Amministrazione comunale.

Alla tristezza del ricordo delle vittime civili dei bombardamenti si unisce la tristezza dell’indifferenza: davvero poche le presenze. Invece, è stata un’opportunità per ricordare quante vite sono state sbranate dalla belva della guerra nel II conflitto mondiale, vittime innocenti, persone che non sono state fissate da alcun cellulare, che non appaiono in alcun video ma che sono ugualmente, ingiustamente e tragicamente morte. C’è ancora chi li piange, chi grazie a loro oggi vive.

Bisognerebbe riflettere che l’orrore delle immagini che ci pervengono di questi ultimi avvenimenti di guerra non sono diverse da nessun’altra, tanto meno da quelle che l’Italia ha subito. L’ incontro per ricordare le vittime civili straziate dalle bombe nemiche avrebbe dovuto coinvolgere le giovani generazioni, i giovani che sono come spugne, che assimilano, che vogliono sapere. Nessuna colpa può essere fatta a loro continuamente, non sono loro che non sono capaci di apprendere, sono gli adulti che non sono capaci di insegnare. Bisognerebbe soffermarsi capire e far capire la tragedia costruita dalla guerra che devasta case, paesi, città e uccide senza pietà. L’assenteismo potrebbe essere motivato dal voler cancellare che a poche centinaia di chilometri lo spettro della guerra scuote il nostro quotidiano. Le parole pace, libertà continuamente ripetute non sono una panacea. E’ necessario rammentare quanto scritto nell’art. XI della Costituzione della Repubblica italiana: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa della libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

E’ stata una manifestazione che ha voluto con rigore e commozione rendere omaggio ai caduti civili, mostrare l’orgoglio e l’onore di essere cittadini di Avezzano città che ha ricevuto, nel 1961, la medaglia d’argento dall’allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi.

Partecipazione oggi non vuol dire solo ricordare il passato, vuol dire prendere consapevolezza delle azioni per il futuro. Partecipazione è stato condividere la sincera emozione di Luigi Vivio, dell’Auser Marsica, leggendo il racconto “8 mesi di ferro e fuoco” tratto dal libro di Antonio Rosini. “..i bombardieri erano tutti per Avezzano, e si disponevano in assetto di distruzione”. Partecipazione è stato apprendere, concretamente, dagli atti comunali cosa è avvenuto nei cieli sopra Avezzano dal 4 novembre al 23 maggio del ’43: “ci sono stati 85 bombardamenti, 1722 aerei incursori, 3884 bombe di grosso e medio calibro, 94 morti civili, 504 feriti civili, 350 case totalmente distrutte, 1 chiesa totalmente distrutta, 3 scuole totalmente distrutte, 1 stazione totalmente distrutta, 2 stabilimenti industriali totalmente distrutte; a scaricare furono dodici bombardieri e 400 fortezze volanti.” Il nome di quei bombardamenti che colpivano di proposito le popolazioni civili, ben pochi sanno che venivano chiamati “moral bombing” (bombardamento morale), meglio dire vigliacco.

Nelle parole di saluto di Nello Simonelli, in rappresentanza della Amministrazione Comunale, emerge un sentimento di quella consapevolezza di cui sopra: “E’ la giornata del ricordo, della commozione, sentimento nobile, espressione di attaccamento alle radici e al senso di comunità che ultimamente purtroppo stiamo un po’ smarrendo. Oggi ricordiamo una medaglia d’argento al valore civile che è stata attribuita alla nostra città individuando come giornata del ricordo il 22 maggio che è stata, ai tempi, la giornata in cui la nostra città ha subito il maggior numero di bombe, bombe che se pure ritenute erroneamente un evento minore rispetto al terremoto luttuoso del ’15, andarono a flagellare oltre il 70% del patrimonio architettonico locale. (…). E’ la dimensione della immane sciagura che è stata, non solo per una città devastata ma per il sacrificio a cui è stata esposta la popolazione civile, inerme di fronte alle bombe. Oggi è una giornata fondamentale per il ricordo. Una iniziativa nobile che punta a voler cercare di costruire un senso di comunità, di collettività, e di protezione nei confronti di tutte le vittime civili delle guerre, perché basta ricordare che la guerra è l’evento tanto più luttuoso quanto più sono indifese le vittime.”

Ha chiuso la cerimonia il Presidente delle Associazioni d’Arma Floriano Maddalena: “ i labari tornano nelle loro sedi.”
Comune di Avezzano 1940-45 Medaglia d’Argento al valor civile:
Sotto l’infuriare dei bombardamenti e delle rappresaglie nemiche, che causavano gravissime perdite umane e materiali, conservò intatta la sua fede nella libertà e nei destini della Patria

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