Avezzano – Il mistero dello spacciatore intorno al Municipio

Insoliti traffici segnalati davanti al Palazzo di città del capoluogo marsicano. Foto esclusive di SIte.it

Cittadino Precedentemente Conosciuto Come Sindaco

Da oltre un mese riceviamo in redazione, da parte di diversi cittadini allarmati, ripetute segnalazioni verbali sulla presenza di un “Tipo sospetto” che con assidua frequenza stazionerebbe, unitamente ad altri soggetti, in vari punti di piazza Repubblica e persino sotto il colonnato del municipio di Avezzano. A detta dei testimoni, atteggiamenti e Modus operandi sarebbero, addirittura, quelli tipici degli spacciatori.

Ma è davvero così? Mettiamo subito in chiaro che ciò che state leggendo, più che un articolo, è una comunicazione di servizio. Dopo attente verifiche, possiamo tranquillizzare tutti i nostri lettori che non si tratterebbe di spaccio: le foto in nostro possesso evidenziano però altri elementi di preoccupazione che giornalisticamente riportiamo.

La segnalazione, diciamolo pure, messa così ha dell’incredibile: il presunto traffico illecito si svolgerebbe nel piazzale del municipio del capoluogo marsicano e non in una ben più nota piazza di spaccio, come ad esempio piazza Torlonia. Vista però l’insistenza dei cittadini in questione, abbiamo chiesto loro qualche riscontro più preciso e concreto e così, punti nell’orgoglio, ci hanno addirittura fornito un album fotografico. Immagini nitide che documentano che sì, effettivamente intorno al Palazzo di città qualcosa di insolito succede.

Ad attirare l’attenzione dei testimoni – rivelatisi però poco avvezzi alle segrete stanze del potere cittadino – sono stati degli assembramenti sospetti di persone che si raccolgono sempre intorno allo stesso “strano personaggio” che, con molta circospezione, si sposta in vari punti della piazza e a volte compie – secondo le nostre fonti – anche fugaci incursioni all’interno dello stesso municipio.

Verificate le varie segnalazioni e controllate le prove fotografiche, il mistero è svelato. Possiamo così tranquillizzare tutti che non si tratterebbe di spaccio e, almeno fino a prova contraria, nemmeno di traffici illeciti: i soggetti immortalati nelle foto insieme allo “strano personaggio” sono perlopiù amministratori e dipendenti comunali. E l’elemento catalizzante di questi estemporanei quanto irrituali assembramenti e addirittura lui: Gianni Di Pangrazio, il “Sindaco fuori dal Comune”.

La cosa ancor più curiosa è che proprio il sindaco sospeso è lo stesso “tipo sospetto” che gli occhiuti cittadini – che evidentemente non lo conoscevano personalmente – ci segnalavano addirittura come probabile “spacciatore”. Effettivamente le varie foto immortalano un guardingo Di Pangrazio che staziona o si muove con circospezione intorno al municipio, non è chiaro per quali motivi.

Si tratta comunque di una situazione, se non ambigua, quantomeno paradossale. E le varie foto testimoniano comunque una situazione imbarazzante: in una addirittura il “Sindaco sospeso” appare sotto il colonnato del municipio in compagnia di un consigliere di opposizione, l’avv. Mario Babbo:

Sindaco fuori dal Comune

Chi conosce la storia del Sindaco sospeso, sa che le cose stanno diversamente: più che a un “Tipo sospetto” Di Pangrazio fa pensare a un’anima in pena. La sua storia politica – al netto dei nostri giudizi sulla Legge Severino – resta comunque una storia triste.

Dopo la condanna inflittagli in primo grado per l’inchiesta giudiziaria nota come Auto blu e il ricorso respinto, è la mannaia della Legge Severino ad armare la mano del Prefetto che ha firmato il Provvedimento di sospensione di Giovanni Di Pangrazio dalla carica di Sindaco per 18 mesi. Provvedimento prefettizio che al Sindaco sospeso vieta di svolgere le funzioni da primo cittadino, impedendogli anche di mettere piede in municipio e inibendogli così anche i contatti con amministratori, dirigenti e dipendenti comunali.

Una sospensione ribadita nei giorni scorsi dalla Corte costituzionale, che ha respinto il ricorso di incostituzionalità promosso dai legali di Di Pangrazio contro il provvedimento di sospensione. Dunque anche per i giudici della Corte Costituzionale per il sindaco di Avezzano, condannato in primo grado per peculato, resta valida la sospensione dalla carica di sindaco per la durata di 18 mesi.

Avezzano resterà così senza guida fino al gennaio 2023. A sostituire per tutto questo periodo Di Pangrazio alla carica di primo cittadino è il vicesindaco Di Berardino che – dicono – non sorrida più: secondo i soliti bene informati, sarebbe di fatto stato ridotto al ruolo di Camerlengo, costretto a firmare “in apnea” i documenti amministrativi per conto del Sindaco sospeso.

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Lapo Kalisse è uno sciamano informatico e guaritore di gadget tecnologici. Dopo una lunga esperienza maturata come consulente ha acquisito la consapevolezza che l’informatica è lungi dall'essere una scienza esatta e, quindi, ha cominciato ad applicare metodologie animistiche all’IT.