Avezzano – Gli ultimi 101 giorni di Di Pangrazio: «Ve la do io la Grande Marsica»

Tempo di bilanci e previsioni: le risposte probabili nelle interviste a cittadini improbabili. Difesa della sanità, politiche di sviluppo, servizi in comune: ora il sindaco di Avezzano punta sul modello della "Grande Pescara".

A voler essere seri, stilare un bilancio dei primi 101 giorni dell’amministrazione di Gianni Di Pangrazio, tornato come “civico” alla guida di Avezzano, è senza dubbio deprimente. Figurarsi se oltre ai bilanci si pretende di avventurarsi a fare previsioni chiedendo proprio a lui.

Invece di intervistare il Sindaco, il cronista di SITe.it ha posto le stesse domande direttamente ad alcuni cittadini avezzanesi che facevano footing sul sentiero che conduce alla Madonna di Pietraquaria. Fosse mai che alla fine le loro risposte risultino più credibili di quelle date da Di Pangrazio? Buona lettura.

Scusi signor Pinco Palla: che giudizio dà per questo primo scorcio di mandato?

«Beh, se si osserva lo stato in cui è ridotta la città, il giudizio è senz’altro negativo. D’altra parte, Di Pangrazio ha vinto le elezioni mettendo insieme liste talmente promiscue che alla fine è rimasto prigioniero dei tanti lacci e lacciuoli a cui lui stesso si è legato.

Inevitabile che una volta eletto, si è ritrovato ostaggio della Corte dei miracoli che lui stesso ha creato: ha idea di quante cambiali elettorali il sindaco sta pagando con i nostri soldi? Provi a leggere Determine, Delibere e Atti pubblicati sull’albo pretorio del Comune e poi ne riparliamo… Mi scusi ma ora devo riprendere a correre, che sono sudato»

Aspetti! Qual è il fiore all’occhiello dell’Amministrazione e cosa non rifarebbe?

«Ho letto il programma elettorale del sindaco. Si era impegnato a intervenire subito per la rimozione dei cordoli delle piste ciclabili e lo spostamento del T-red: i cordoli sono ancora lì. E il semaforo pure. Cosa non rifarei? Fermarmi qui a rispondere a queste domande»

Signora Madama La Marchesa:Che cosa dovrebbe aver insegnato l’emergenza Covid e quali priorità per la sanità?

«Non ha insegnato nuove verità ma ha ricordato tre concetti. Il primo è che il benessere dipende dal buongoverno che deriva dalla qualità del pubblico: requisiti che Di Pangrazio, mi scusi, ha dimostrato di non avere.

Il secondo concetto sta nella collaborazione. Infatti dopo il collasso dell’ospedale di Avezzano, Di Pangrazio ha portato a pascere tutti gli altri sindaci marsicani, salvando dalle responsabilità Regione e Asl 1 e indicando per il futuro il vero responsabile: la Cipollone.

Il terzo concetto è che le vere necessità, a volte, vengono trascurate per i tornaconti del momento: si inseguono promesse di assunzioni e piccole mance, accettando che sanità e trasporti pubblici vanno in malora. La tutela della salute, il nuovo ospedale, la medicina del territorio, l’assunzione del personale sono obiettivi irrinunciabili, ma a quanto pare ci si è rinunciato per molto poco».

Ancora una domanda: Quali progetti per il rilancio del centro e delle periferie?

«Gli stessi che ci vengono riproposti negli ultimi 20 anni. Tranne il forno di Borgo Via Nuova».

Signor Tizio: Come sostenere la ripresa del nucleo industriale e del commercio?

«Servono il treno veloce con Roma, servizi efficaci, digitalizzazione della macchina amministrativa: sulla ferrovia i politici locali sono stati zitti per quattro anni mentre L’Aquila tesseva la sua rete per scipparcela; per il Piano neve il sale per il ghiaccio è stato ordinato solo il 7 gennaio 2021; il servizio fotocopie è stato affidato a una cooperativa esterna costituita pochi giorni prima. Serve altro?».

Aspetti! Quale futuro per il Teatro dei Marsi e la cultura, a due passi da Roma?

«Mi sta prendendo in giro? Hanno detto che ci stanno lavorando. E io devo riprendere a correre…».

Signor Sempronio: Sul Recovery fund quali sono i progetti chiave per Avezzano e la Marsica?

«La gestione dei fondi europei è stata affidata a un assessore sovranista che scrive pubblicamente sui social di fucilare Draghi, vari ex presidenti della repubblica, oltre agli insulta al Papa. Nonostante le proteste di cittadini e vescovo, il sindaco ancora se lo tiene in maggioranza: sono queste le basi solide per la ripartenza del territorio di cui parla il nostro sindaco?».

Un’altra domanda: Quale risposta delle aree interne alla nascente Grande Pescara?

« Una vecchia pubblicità dei pennelli Cinghiale diceva: “Per dipingere una parete grande non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello“. Allora la domanda corretta dovrebbe essere: Abbiamo un grande sindaco sul territorio? Non lo so, intanto Di Pangrazio non si è di certo dimostrato all’altezza di tale compito».

Signor Caio: La città è fuori dalle filiere politiche: punto di forza o di debolezza?

«Parlamento, Regione e Comune cambiano colore politico più volte e difficilmente si allineano. Aggiungi che Di Pangrazio è stato di destra, di centro, di sinistra e ora si proclama addirittura Civico: puntare sulle filiere politiche ha poco senso anche per questo. L’unica filiera che resta è l’intelligenza, il senso dello Stato e il legame con la propria terra: ma, nel caso di Di Pangrazio, manca anche questa».

Un’ultima domanda: Quale futuro per il “parlamentino” dei sindaci?

««L’assemblea dei sindaci dovrebbe essere il luogo di confronto sulla difesa della sanità e sulle politiche di sviluppo unitarie del territorio, ovviamente in collaborazione con le associazioni di categoria e le forze economiche e sociali. Sulla sanità tutti abbiamo già visto cosa Di Pangrazio è stato capace di fare: non credo che i suoi colleghi si fidino ancora di lui. Che dire invece sulla collaborazione con le associazioni di categoria? Con la storia della “Città della patata”, l’Assessore al ramo è riuscito a far incazzare persino Confagricoltura. E il Sindaco muto…».

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