Avezzano – Ferrovia ex zuccherificio: metadone, rifiuti e tante chiacchiere

di Angelo Venti e Claudio Abruzzo

Flaconi di metadone, siringhe usate e ogni genere di rifiuti abbandonati in un’area centrale della città. Tanto il degrado e diverse le situazioni di pericolo per la circolazione da noi riscontrate percorrendo i 4 chilometri della ferrovia dismessa che collega la stazione di Avezzano con il nucleo industriale.

Altro che “Città bella: la situazione peggiore in cui versa il tracciato è proprio il tratto a ridosso del centro storico cittadino, tra la stazione e via XX Settembre, dove insistono anche una scuola elementare, gli istituti per geometri e ragionieri e un parco frequentato da bambini.

Un degrado che peggiora di anno in anno mentre le ripetute segnalazioni fatte al Comune sono finora cadute nel vuoto: a questo punto non resta che sperare nel Commissario prefettizio Mauro Passerotti,affinché intervenga per ordinare la bonifica dell’area e la messa in sicurezza dell’intero tracciato.

Eppure la vecchia ferrovia è stata oggetto nel corso degli ultimi anni di tante attenzioni e di diversi progetti, tanto fantasiosi quanto vaghi.

Nel corso dell’ultima campagna amministrativa la vecchia strada ferrata è diventata addirittura cavallo di battaglia dei due principali contendenti alla carica di primo cittadino. I due ne parlano nel corso di un video confronto elettorale: Gianni Di Pangrazio in versione romantica promette di realizzare nel primo tratto un “Viale delle stelle”, mentre un ancor meno convincente Gabriele De Angelis promette addirittura di riattivare i binari morti grazie all’intervento di un fantomatico gruppo di imprenditori locali. GUARDA IL VIDEO

Nel finale del video-confronto è Di Pangrazio a mettere il dito nella piaga, quando afferma che “La proprietà di quella ferrovia è della famiglia Piccone” e quando ricorda delle sterili trattative per riacquisire il tracciato al patrimonio comunale.

La ferrovia è quindi privata. Per la precisione è della Rivalutazione trara srl, che il 28 marzo 2006 riacquistò all’asta fallimentare la ferrovia insieme all’area dell’ex zuccherificio di Avezzano e alle sue enormi vasche di decantazione, al costo complessivo di 3,3 milioni di euro.

Quando si parla di qualsiasi progetto di riutilizzo pubblico del tracciato della ferrovia, si tratta quindi solo di chiacchiere elettorali, oppure da bar. Ma nel frattempo chi è – tra privato e Comune – che deve occuparsi della sua messa in sicurezza e, nello specifico, sostenere i costi della sua bonifica dai rifiuti?Il cerino acceso è ora nelle mani del Commissario prefettizio, Mauro Passerotti.

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