Avezzano, fare strame della storia locale

SITe.it - Ferrovia Avezzano ex zuccherificio

Mi piace poco guardare le immagini di sacchetti dell’immondizia o varia sporcizia abbandonata per strada, pubblicate nelle testate on-line. In genere, si tratta di qualcuno/a che tornando a casa, dopo una giornata di lavoro, ritrova qualche spiacevole sorpresa nei pressi della propria abitazione; scatta una foto, scrive due righi indignati e invia sicuro della pubblicazione. (È roba da Facebook, in realtà). Non è mai un problema perché nel giro di una giornata rimedia Tekneko. Fila tutto liscio quando si tratta di rifiuti sparsi (abusivamente) sull’asfalto mentre è diverso quando ci si allontana da zone poco praticabili dai mezzi meccanici, come insegnano i rifiuti sparsi nelle aiuole in piazza A. Torlonia dopo il mercato settimanale.

Mi capita di costeggiare un buon tratto dell’ex ferrovia dello zuccherificio, un paio di volte ogni settimana; è ricorrente la sporcizia, i rifiuti di ogni genere abbandonati ormai da anni. Quei binari, invasi dalle erbacce, rappresentano in ogni modo un pezzo importante della storia della città: non vi sono metri e metri di cinta muraria medioevale, né chiese importanti, né tantomeno statue equestri di grandi condottieri ad Avezzano; la strada ferrata riporta a un passato recente in cui l’economia legata al nuovo utilizzo della piana del Fucino era un esempio da seguire, imitare, ripetere per molte aree della Penisola. In breve: non vendi barbabietole al mercato del paese ma zucchero e alcol a un altro imprenditore che è situato a diverse centinaia di chilometri di distanza, casomai. Rientra tutto ciò nella narrazione dell’establishment, una storiella che rimuove il ruolo dell’industria nello sviluppo – anche del benessere – della Piana; dimenticando anche quello a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. I numerosi storici (di corte) locali, i cultori di storia locale (altrettanto di corte) non hanno mai filato quel tracciato; anche per questo, esso è escluso dall’immaginario di oltre 40mila Homo sapiens che hanno residenza nel capoluogo marsicano.

Il pezzo che ho visitato in modo accurato è il più visibile da chi ci passa a piedi, bicicletta, moto o automobile; esso è compreso da via XX Settembre e via C. Corradini, perciò a ridosso del Quadrilatero. I numerosi frequentatori (abituali, occasionali) talvolta abbandonano rifiuti di diverso genere secondo la zona – le siringhe usate nella parte più riparata dagli sguardi indiscreti, per dirne una; la sporcizia ne attrae dell’altra – ci risiamo con piazza A. Torlonia. È una situazione in ogni modo vergognosa secondo me, di là delle responsabilità (dirette, indirette). Il Comune avrebbe potuto o dovuto rilevarlo al suo tempo ma non se ne fece niente; ancora oggi può espropriarlo – la proprietà privata non è sacra né inviolabile, in Italia. Si tratterebbe di evitare il degrado, soprattutto l’oblio di un brano di storia avezzanese – ripeto: importante –, ricavando anche una nuova area verde, interessante per il suo sviluppo all’interno dell’agglomerato. È certo tutt’altro dal cosiddetto «parco urbano più grande d’Abruzzo» o quello «periurbano» anche se interno alla città, che però prevede diverse impermeabilizzazioni del suolo – altro che parco, natura… Come si comporterà l’amministrazione del laissez-faire, laissez-passer?

SITe.it – Ferrovia Avezzano ex zuccherificio
SITe.it – Ferrovia Avezzano ex zuccherificio
SITe.it – Ferrovia Avezzano ex zuccherificio

(Gli attuali amministratori non hanno avuto il senso civico, dello Stato di tacere e meglio, mandare a quel paese le associazioni di categoria che protestavano, di recente, per il loro mancato coinvolgimento nell’organizzazione di un paio di manifestazioni in piazza del Risorgimento – Dolcilandia, Florambiente; di questo si è trattato: una mera manifestazione, non una nuova tassa particolarmente odiosa, un’infelice variazione al Prg o qualche orribile strafalcione nel bilancio comunale. Vale lo stesso discorso per la mancata reazione del consiglio comunale – maggioranza, opposizione. La questione è anche: «Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare», per dirla con don Lisander buonanima… C’è stato un consigliere comunale che ha addirittura sposato la causa delle associazioni di categoria).

È così difficile informare, parlare, confrontarsi con la proprietà da parte degli amministratori locali? È auspicabile la rimozione dei rifiuti, solo in quel tratto di strada ferrata, non un metro di più.

P.S.: per descrivere, per meglio rilevare la situazione e scattare un po’ d’immagini per rappresentare la situazione, ho violato l’altrui diritto di proprietà venerdì 20 maggio 2022 – spero nella comprensione di qualche giudice, in caso il proprietario mi denunci.

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Lavoro come illustratore e grafico; ho scritto finora una quindicina di libri bizzarri riguardanti Avezzano (AQ). Il web è dal 2006, per me, una sorta di magazzino e di laboratorio per le mie pubblicazioni.