Avezzano – Elezioni otto/8

In fine, chi l’ha sparata più grossa? Senza dubbio il coordinatore regionale della Lega Luigi D’Eramo: «Avezzano è tornata al centro dell’agenda politica di questa regione, ma soprattutto è tornata al centro del dibattito politico nazionale», IlCapoluogo, 1 agosto 2020.

Almeno un gradino più in basso, pongo Donato Aratari, Alessandro Barbonetti e Vincenzo Ridolfi (Azione civica per Avezzano) per l’obiettivo: «fondamentale recupero del ruolo guida dell’intero territorio marsicano e provinciale», IlCentro, 30 luglio 2020. È comprensibile il primo mentre è almeno velleitario voler scalzare L’Aquila dal suo ruolo considerando che essa è anche capoluogo di regione. (Quando Avezzano, nella sua storia, ha guidato in qualche maniera il territorio provinciale?).

Al suo tempo, apprezzai De Angelis per la sua tessera a Forza Italia – era un partito che poteva aprire le porte dell’Aquila (Regione), Roma (governo centrale) e Bruxelles (Ue). Vale lo stesso per il civico Mario Babbo che imbarca un paio di partiti tradizionali nella sua alleanza elettorale (Pd e Iv siedono nei banchi del governo); ciò facilita per esempio: «avere rapporti con il governo per poter dialogare in forma diretta ed avere risorse del recovery fund», IlCentro, 31 luglio 2020. È incomprensibile perciò la scelta di Di Pangrazio – il candidato tutto civico circondato da aspiranti consiglieri comunali altrettanto civici – da un punto di vista politico ma soprattutto amministrativo. Lui parla addirittura di: «rivalorizzare l’avezzanesità», IlCapoluogo, 19 agosto 2020. (Che sarà mai l’avezzanesità?).

L’incidente «diplomatico» tra Lega Avezzano e Comune di Massa d’Albe ha avuto una coda insopportabile. Antonio Tudico ha difeso a oltranza l’iniziativa del suo partito: «la visita con il senatore Bagnai, a nostro modesto parere, dovrebbe rendere orgogliosa la comunità di Massa d’Albe», MarsicaLive, 9 luglio 2020. Addirittura orgogliosa, e dai…

Tiziano Genovesi in versione vintage: «I cittadini vivono un’inaccettabile percezione di diffusa insicurezza da anni», IlCentro, 4 settembre 2020. Da giovane passavo l’inverno come i ventenni d’oggi: ero poco coperto perché io percepivo il freddo in un certo modo, oggi vado in giro con cappotto e sciarpa perché il mio corpo – quarant’anni dopo – ha una diversa percezione della temperatura esterna.

Aldo Antonelli è intervenuto sulla vicenda dei migranti a Paterno allargando il suo discorso – troppo secondo me – agli «europei», alle «multinazionali»; egli annovera gli italiani «tra i maggiori produttori ed esportatori di armi», cita altre persone (don L. Ciotti, E. De Luca) nel suo breve comunicato, MarsicaLive, 2 settembre 2020. Il locale rappresentante di Libera non è né un competitor diretto di Genovesi, né indiretto non figurando tra i candidati consigliere e non si capisce, perciò, l’utilità del ribattere da parte di un candidato sindaco. Scrive il leghista: «Rispettiamo il pensiero del sacerdote», TerreMarsicane, 4 settembre 2020. (Bontà sua; lui non ha capito minimamente quello scritto, a mio parere). Cambia poi spartito: «la Lega e Salvini, […] sono un po’ la sua psicosi». Ergo, Aldo Antonelli non ci sta di brocca e sul pesante – è sufficiente consultare la voce «psicosi» in un qualsiasi dizionario. Se è vero: perché polemizzare, perderci così tanto tempo? Lo definisce un «vecchio comunista come conferma la sua storia di prete operaio»; non vi è legame tra le due cose, però: quale storia di prete operaio? (Lo conosco da cinquantadue anni). Era preferibile l’usato «zecca comunista» – Ixodida sono minuscoli animaletti. A proposito di Libera: un accenno a qualche relazione dell’Antimafia che riguarda anche il centro marsicano? Giusto per far capire ai concittadini che la mattina, al bar, si va oltre la cronaca locale del Centro. (Vale lo stesso discorso per gli altri cinque candidati). Una chiacchierata di mezz’ora con HRM Luca Morisi avrebbe risparmiato alla Lega – locale, regionale – gaffe a ripetizione, in questi mesi. Che so anche un bravo copywriter della costa adriatica, a quattro soldi…

(Hors catégorie). Alfio Di Battista chiese a Francesco Eligi (M5s): «Ha visto gli alberi artificiali in Piazza del Mercato?». L’ex consigliere comunale del Movimento 5 stelle rispose: «Sugli alberi artificiali che sono spuntati nella Piazza del Mercato dico solo che non posso sapere cosa passa nella testa di un progettista, ma spendere 600.000 euro è semplicemente assurdo», TerreMarsicane, 17 febbraio2020. Penso ci vorrà ancora qualche settimana prima di vedere in quel posto qualcosa somigliante all’immagine pubblicitaria che ha ispirato sia la domanda sia la risposta.

Ho ripescato questa perla nascosta che ben mostra la pericolosa deriva che stiamo vivendo in Italia, negli ultimi anni: «i portatori sani di interesse» di Luigi D’Eramo, IlCapoluogo, 5 febbraio 2020, è mio il grassetto. I governanti talvolta ascoltano gli stakeholder prima di prendere una decisione: li consultano tutti quando succede. Un sindaco, alla fine di numerose vertenze, finisce per dare ragione – di volta in volta – a tutti i portatori d’interesse: non è obbligatorio mediare tra le parti. (Perché altrimenti farsi eleggere?). Non registro questo ad Avezzano da almeno quarant’anni: passano i desiderata delle solite persone, ormai tradizionalmente. Un passo successivo di tale democrazia alla vaccinara è – con D’Eramo – delegittimare alcuni portatori d’interesse e diventa perciò inutile, una volta che un sindaco o un assessore classifica come insana o malata una qualche associazione, perfino la lettera di protesta inviata al giornalino di paese. (E poi: stiamo parlando di un sindaco in una repubblica democratica nonostante tutto, non del duce o del Führer).

In un paio d’occasioni, l’ex vice-sindaco (Crescenzo Presutti) l’ha presa con Mauro Passerotti. A proposito dei parchi giochi ancora chiusi: «I leghisti che governano la città», Cfr. MarsicaLive, 25 giugno 2020. Ricostruendo la vicenda del piano-antenne: «il commissario prefettizio (leghista) […] che dovrebbe limitarsi ad essere un uomo di Stato», MarsicaLive, 4 luglio 2020. È finita lì in entrambi i casi, non un borbottio di smentita passato sottobanco da chi governa la città ai mezzi d’informazione. È invece intervenuto sull’argomento… il candidato sindaco leghista, che ha negato rapporti di sorta: «non c’è alcun asse politico, essendo un dirigente dello Stato», AbruzzoWeb, 16 luglio 2020. Lo stesso Tiziano Genovesi aveva purtroppo aperto in precedenza una breccia a Presutti affermando in un’intervista: «Il commissario Passerotti ha accolto molte delle istanze che ha portato la Lega», IlCentro, 10 giugno 2020. La Lega non era presente alle Amministrative 2017 e a maggior ragione, nel consiglio comunale che era stato sciolto.

Ho notato che finora non si è minimamente accennato di chiudere la vicenda dell’ex ferrovia dello zuccherificio alla città, al momento in mano a un privato; si tratta di una delle sparute testimonianze che ci restano della città pre-1915. (Tutti ancora in vacanza gli storici di corte? Almeno da marzo 2017…). Manca anche in questa campagna elettorale il tema di una circonvallazione che smaltisca una quota importante del traffico parassitario: oltre un decimo del totale; essa è scomparsa dal dibattito locale dall’inizio degli anni Novanta – si tratta di una faccenda liquidata tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, nella Penisola. C’è da ringraziare Gabriele De Angelis per aver spezzato in due via C. Corradini e aver posto fine alla vicenda – contemporaneamente ridicola e tragica – di un’arteria che passa per la piazza principale di una città di 42mila abitanti, negli anni Dieci del XXI secolo.

Ho assistito a uno spettacolo teatrale: entrate scaglionate, disinfettante all’ingresso (via G. Fontana), mascherina, sedie distanziate tra loro; alcune decine gli spettatori e uscita ordinata. Ancora nel centro e nella prima metà di agosto e nell’ultimo week end – bisognava girare con la mascherina dopo le 18 –, si sono susseguite tre manifestazioni mangerecce (street food): era un ambiente completamente diverso. Migliaia di persone accalcate, due su tre senza mascherina: un ambiente pericoloso per la trasmissione del virus che stiamo affrontando da mesi. Ci fosse stata una lista elettorale capace di scrivere due righe d’indignazione su tali incresciosi episodi, tra le venticinque che partecipano alle Amministrative. È imbecillità, ignoranza? (È andata diversamente a Sulmona in un caso analogo, a livello di opinione pubblica – CorrierePeligno, 20 agosto 2020). Una serie di politici (Babbo, Del Boccio, Di Bastiano, Di Pangrazio, Genovesi, Panei, Rosa, Stornelli, Taccone) si è espressa riguardo alla sanità riferita generalmente all’emergenza sanitaria – MarsicaLive, 1 settembre 2020. Disarmanti! Leonardo Rosa racconta – immagino ripresa da Facebook – una sua esperienza al Pronto soccorso ma senza trarne le conseguenze: da svariati anni trovo denunciata l’insufficienza di personale in quel reparto, in diverse testate giornalistiche. La questione, anche in questo caso, non è curare – poi – adeguatamente le persone contagiate in loco, quanto di evitare, prevenire la diffusione del Covid-19 in una zona cui è andata finora bene: c’entra la responsabilità personale. La catastrofe era già avvenuta, in realtà.

Covid-19, come i suoi predecessori, proviene dallo Yunnan (Cina). Vi è stato un incendio nel nucleo industriale alle porte di Avezzano, tra il 14 e il 15 luglio (Centro riciclo Casinelli). Alcuni pannelli ondulati di eternit che bruciavano, apparsi in un video pubblicato da questa testata, mi hanno immediatamente fatto pensare alla dispersione di fibre d’amianto nell’atmosfera. (Quel materiale edile provoca 6.000 morti l’anno, in Italia). La combustione è durata oltre un mese e il contaminante si sarà certo sparso ben oltre la piana del Fucino. Era la classica palla servita per la campagna elettorale degli allora otto (?) candidati sindaco: non ne ha approfittato nessuno; zitti e mosca anche i partiti e le numerose liste mentre c’era da prenderla con diverse istituzioni e di brutto. I soli a intervenire sulla questione – tra i cinquecentottantacinque candidati consigliere –, sono stati Crescenzo Presutti (Avezzano domani) il 20 agosto e Claudio Abruzzo (Avezzano viva) il 6 settembre. La storia non è finita il mese scorso trattandosi appunto di fibre sottilissime e leggerissime perciò mobilissime – ne parleranno nei prossimi anni in caso di asbestosi, carcinoma polmonare o mesotelioma.

Mal sopporto per formazione la presenza delle vele pubblicitarie negli spazi pubblici, perché impediscono di osservarli, soprattutto quelli di un certo pregio. L’ultima volta che ho scritto qualcosa in tal senso riguardava piazza A. Torlonia: «sarebbe saggio almeno contenere la sistematica presenza di vele pubblicitarie lungo il suo perimetro», 24 gennaio 2020. Negli ultimi tre mesi tali mezzi pubblicitari sostano davanti ad alberi bassi posti non solo intorno a piazza A. Torlonia ma anche lungo via XX Settembre spezzando diversi rami. (Le piante più alte e perciò i rami più grossi bucherebbero, invece, proprio le citate vele). È anche tempo di «faccioni», spero che il commissario prefettizio ci butti (finalmente) un occhio.

Gli avezzanesi con queste Amministrative – a leggere certe dichiarazioni sulle testate giornalistiche – hanno una ghiotta occasione per spostare indietro le lancette della loro storia e immagino che ne approfitteranno. (Non me lo auguro). È iniziata la campagna elettorale per le Amministrative 2021 nella Capitale, a metà agosto; io consiglio di seguirla per comprendere il rilevante divario intellettuale tra ciò che dicono o scrivono alcuni cittadini romani e «qualificati professionisti» – anche soi-disant – avezzanesi: i secondi rimediano la figura degli umarell.

‘When the fat old sun in the sky is falling | Summer evenin’ birds are calling | Children’s laughter in my ears | The last sunlight disappears’. (8/8, 7 settembre 2020)

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