Avezzano – Concorsi in Comune, esposti anonimi, Paciotti e Passerotti: parla Colizza

Un Concorso per 5 assunzioni al Comune di Avezzano. Un singolare esposto anonimo. Il retoscena del verbale negato dal Dirigente comunale Claudio Paciotti. A raccontarlo a site.it è Lorenzo Colizza, candidato escluso dal concorso al fotofinisch

Ombre lunghe sul Concorso al Comune di Avezzano. Ad evocarle è Lorenzo Colizza, escluso all’ultimo minuto dalle prove orali tenutesi lo scorso 18 giugno.

Colizza denuncia di essere stato vittima di presunte irregolarità e riaccende così la polemica sul concorso per il reclutamento a tempo indeterminato di 5 collaboratori amministrativi da arruolare part time nel settore Servizio e Gestione Risorse Umane del Comune di Avezzano.

Ricordiamo che, sui nomi dei partecipanti, si erano già scatenate le allusioni maligne di chi sottolineava come gran parte dei candidati alla selezione finale fossero in realtà ex membri dello staff di importanti cariche politiche locali e regionali.

La storia

Lorenzo Colizza, consigliere di maggioranza al comune di Tagliacozzo ed ex membro dello staff del consigliere regionale Lorenzo Berardinetti, aveva già superato la prova pre-selettiva del concorso indetto dal Comune di Avezzano. Poi però, era stato depennato dall’elenco dei 17 candidati ammessi alla prova finale: mancanza dei requisiti di ammissione previsti dal bando del concorso, la giustificazione fornita.

Colizza ovviamente non ci sta e chiede al Comune chiarimenti sull’esclusione. Scopre così che il 18 novembre 2019 era pervenuto al Commissario Mauro Passerotti uno strano esposto anonimo, indirizzato anche alla Procura e curiosamente anche alla testata giornalistica Il Centro e a Live comunication group srl, proprietaria di marsicalive.it e abruzzolive.it. Nell’esposto, l’anonimo estensore evidenziava che:

sono state ammesse al concorso persone non aventi il requisito di ammissione richiesto, ovvero comprovata esperienza lavorativa maturata presso enti locali con rapporto di lavoro subordinato a qualsiasi titolo per almeno 24. Enti locali per definizione secondo articolo 2 d.lgs. 267/2000 non include la Regione“.

L’esposto, benché anonimo, al Comune viene però preso mooolto sul serio. Anche dal Commissario straordinario. E così, “a tutela dell’immagine dell’Ente e dell’amministrazione“, Mauro Passerotti annuncia in conferenza stampa lo stop della procedura concorsuale e il riesame della documentazione presentata dai candidati.

Terminata la verifica, gli occhiuti e zelanti controllori escludono così dalla prova orale finale alcuni candidati: tra questi Lorenzo Colizza.

Secondo quanto scrive il Dirigente del Servizio gestione risorse umane del Comune Claudio Paciotti, il candidato Colizza sarebbe stato escluso in quanto risultato carente dei requisiti richiesti dal bando. Il solerte e scrupoloso Dirigente comunale di lungo corso, scende ancora più nel dettaglio e supera anche il contenuto dell’esposto anonimo. E precisa: è il gruppo consiliare “Regione Facile” (per il quale Colizza aveva lavorato per 38 mesi con mansioni di assistente), che non sarrebbe un Ente pubblico.

Il punto è che secondo quanto ci riferisce Colizza, la condizione evocata da Paciotti riguarderebbe anche altri candidati, che però sono stati comunque ammessi alle prove orali.

Effettivamente a confermare le dichiarazioni di Colizza è la stessa lettera con cui il Comune, il 25 novembre 2019, gli comunica la sua esclusione dal concorso. Nel documento si specifica, addirittura, che seppur “la Regione stessa non rientra, per definizione, tra gli enti locali“, in seguito a parere richiesto all’avvocatura comunale, venivano comunque ammessi dei candidati che avevano “vantato un’esperienza lavorativa presso la Regione […] ovvero i Sigg.ri Rico Pierpaolo, Riddei Manuela, Catillo Giuseppe“. Ma alla lettera del Comune, però, non viene allegato il pur citato parere dell’Avvocatura.

A rimanere escluso rimane così il solo Lorenzo Colizza, che a questo punto vuole vederci chiaro e si domanda: cosa è scritto in concreto su quel parere dell’Avvocatura comunale?

Accesso agli atti

Il contenuto della comunicazione del Comune presenta, quantomeno, una incongruenza logica. E spinge Colizza a fare la cosa più ovvia, presentare cioè al Comune di Avezzano una richiesta di Accesso agli atti: “Datemi copia del parere emesso dall’Avvocatura del Comune di Avezzano“. Colizza così ci racconta la sua storia:

Dopo essere stato ammesso al concorso e dopo aver superato la prova preselettiva, a pochi giorni dalla prova scritta mi è stata inviata una PEC dal comune di Avezzano, con la quale mi veniva comunicata l’esclusione dovuta al riesame della documentazione di partecipazione a seguito di esposto anonimo. Letto il contenuto dell’esposto e le motivazioni dell’esclusione ho fatto richiesta di accesso agli atti per valutare le procedure adottate e tutelare i miei diritti. Dalla presa visione dei documenti è emerso che il servizio risorse umane aveva provveduto a riesaminare la documentazione dei candidati ammessi al concorso chiedendo all’Avvocatura un parere in merito. L’Avvocatura “avrebbe” espresso un motivato parere favorevole (condiviso dal dirigente) in relazione alla posizione di alcuni candidati che, come me,  vantavano un’esperienza lavorativa in Regione. Tuttavia solo la mia posizione non è stata più ritenuta valida per sostenere la prova scritta. Il condizionale “avrebbe” è dovuto al fatto che non mi è stata data la possibilità di verificare il contenuto del parere legale in quanto “secretato” (?!)”

Avezzano 2020

La parte più sconcertante di questa storia è proprio il finale del racconto di Colizza. Il dirigente del Servizio e Gestione risorse umane ha negato di fatto, all’avvocato del candidato escluso, l’accesso al parere legale dell’Avvocatura comunale. Gli ha negato, cioè, di prendere visione del documento decisivo che avrebbe provocato, proprio a detta del Comune, la sua esclusione dal concorso. Un diniego che ha di fatto ostacolato un eventuale ricorso al Tar da parte del candidato escluso.

La questione è seria. Anche perché è lo stesso dirigente Claudio Paciotti, che il 17 febbraio scorso mette nero su bianco – e sottoscrive – il suo diniego alla richiesta di accesso agli atti. E addirittura lo motiva con queste singolari parole:

L’accesso di parere legale di che trattasi è stato negato in quanto è stato espresso al fine di definire/anticipare la strategia sottesa ad un determinato contenzioso o in procinto di essere instaurato. In questi casi, infatti, l’eventuale accesso potrebbe incidere negativamente sul diritto di difesa costituzionalmente garantito“.

Il Dirigente Paciotti, a sostegno della sua tesi, concludendo la sua risposta cita nientemeno che una sentenza del Consiglio di Stato: peccato che tale sentenza sostenga esattamente l’opposto…

Difesa di chi?

Siamo al paradosso. Secondo quanto scritto dall’esperto e navigato Dirigente comunale, per garantire il diritto di difesa al Tar da parte del candidato escluso, si nega allo stesso copia delle motivazioni legali che sono alla base della sua esclusione.

Insomma il Comune – anzi il Dirigente Paciotti – nega a un cittadino la documentazione necessaria a difendere un suo diritto costituzionalmente garantito. Secondo il dirigente comunale, quindi, Colizza avrebbe dovuto avviare al buio il ricorso amministrativo al Tar, senza poter prima conoscere le motivazioni legali su cui poggia la sua esclusione.

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