Autostrade – Il problema dell’Abruzzo è il traffico

Un puntuto intervento di Augusto De Sanctis sul caos in A14

Stamani, sulle colonne delle cronache locali, impazzano gli interventi e gli altissimi strepiti di chi, guardando il dito e non la luna, si duole delle file ingenerate dalle limitazioni al traffico che un giudice – di Avellino – ha imposto sulla A14, in particolare sul viadotto del Cerrano; giudice a ciò determinato e indotto dalle precise richieste del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, e a ciò forzato, pare, dopo il diniego di altra Autorità a provvedervi.

Tra gli altri, il senatore D’Alfonso si è prodotto in un intervento che sembrerebbe essere alla base di diversi malori e svenimenti registratisi tra i linguisti e i cultori della lingua italiana («Al presidente della Regione Abruzzo chiedo: una riunione immediata di tutte le regioni adriatiche interessate dalla sopravvenuta inutilità autostradale, a causa del provvedimento inibitorio in esecuzione») ma che, tradotto, tradisce una grande preoccupazione per le code ed i ritardi.

Nello stesso senso – e quasi con le stesse parole – si è espresso, ieri, il sindaco di Atessa, in un intervento che possiamo ben considerare riassuntivo ed esemplare dell’atteggiamento di una classe dirigente locale il cui pensiero prevalente, se non unico, parrebbe essere quello di curare che la rubrica radiofonica viaggiare informati non ci nomini:

Sequestro viadotti A14, sofferenza per aziende Val di Sangro – Il messaggio del sindaco di Atessa: intervenga la Regione

Roma, 22 dic. (askanews) – “”Disagi, ritardi e code che peggiorano di giorno in giorno. Per la Val di Sangro, cuore pulsante dell’Abruzzo che produce, è diventato una sorta di martirio il sequestro dei viadotti dell’A14 tra la nostra regione e la Marche. Dalla Val di Sangro partono merci e produzioni che, con tir, camion e mezzi leggeri, rimangono imbottigliate nel traffico che va a rilento. Situazione che sta creando malumori e proteste, da parte delle imprese, in sofferenza.

Giulio Borrelli, sindaco di Atessa, ritiene che percorrere la A14 sia “diventato, purtroppo, sempre più faticoso e rischioso per tutti. Il provvedimento del magistrato di Avellino sottolinea la gravità della situazione, ma non la risolve. Occorre che la Regione Abruzzo, d’intesa con le altre Regioni adriatiche e con tutte le forze politiche, si attivi immediatamente per trovare risposte urgenti, pratiche e di buon senso””.

Insomma “”è utile comprendere meglio come intenda procedere il magistrato e se sia disponibile a un dialogo positivo con le istituzioni interessate all’agibilità e alla sicurezza della A14.

Un provvedimento di natura giudiziale, che merita sicuramente il massimo rispetto, deve calarsi nella realtà e evitare di complicare ulteriormente le cose. Il tratto abruzzese-marchigiano dell’autostrada A14 BO-BA, per la città di Atessa e per la zona industriale della Val di Sangro (35% del Pil regionale), è vitale””.

“”È una delle vie di comunicazione principalmente usate dalle aziende di logistica e trasporti. Questo settore è ossigeno per le nostre aziende che, ogni giorno, a centinaia percorrono spediscono e ricevono prodotti e materiali di commercio e produzione. Non secondario è l’impatto sul trasporto di lavoratori e studenti, che talvolta hanno pochi giorni (ore) di ferie per ritornare in famiglia. In un’epoca in cui “”Amazon””, in meno di un giorno, ci recapita un acquisto on-line, è una vergogna impiegare 5 ore tra Pedaso e Pineto””.

Sulla stessa lunghezza d’onda:

(DIRE) Pescara, 23 dic. – Il presidente dell’Anci Abruzzo, Gianguido D’Alberto, chiede ai Prefetti un intervento coordinato con il Mit, le Regioni e l’Autorità giudiziaria perché si trovi una soluzione alternativa al sequestro così da mettere fine al caos che interessa la A14 e i migliaia di cittadini che la attraversano.

Cittadini che si sono trovati a fare file di cinque ore per percorrere 150 km, sottolinea. Una richiesta che intende portare avanti in accordo con le analoghe associazioni di tutte le regioni interessate. “L’Abruzzo – afferma D’Alberto – non merita di essere trattato come una terra residuale, ma meritevole di maggiore giusta attenzione, anche perché già martoriata dal sisma”. Per il presidente Anci la situazione “è inaccettabile” in seguito ai sequestri fatti dal gip di Avellino sfociati in code chilometriche cui si aggiunge il disagio creato dai mezzi pesanti cui è stato vietato il transito intasando la statale 16 nel tratto tra Pineto, Roseto, Silvi.

“A tal proposito – sottolinea D’Alberto – i sindaci si stanno mobilitando e noi siamo al loro fianco”. “Senza un intervento risolutivo questa situazione rischia di protrarsi per un tempo ancora indeterminato – sottolinea – provocando un danno gravissimo ai nostri collegamenti con il resto del Paese con pesanti ripercussioni sulla nostra economia, nonché sulla nostra vita civile e sociale. Il collegamento autostradale adriatico è una infrastruttura nazionale, pertanto il disservizio che si sta producendo e l’enorme effetto sulla circolazione – conclude il presidente Anci Abruzzo – deve essere affrontato come emergenza nazionale”. (Afa/ Dire)

Se la agevole fruizione delle infrastrutture è da auspicarsi, a beneficio di tutti i cittadini e non solo di trasportatori corrieri e produttori, il reclamare di transitare a pieno regime ovunque, senza considerare quanto emerso dalle misurazioni e dai risultati sull’ammaloramento delle strutture, denunzia un preoccupante atteggiamento di sottovalutazione dei profili riconducibili al benessere collettivo e alla tutela della pubblica incolumità.

Doglianze i cui toni tanto più sorprendono, se espresse da chi pure rappresenta le comunità interessate, ma che non è a giorno, o non può esserlo che a grandi linee, della esatta situazione tecnica che ha condotto un gip di Berlino (pardon: Avellino) ad assumere decisioni di tale gravità; e che per reclamare la riapertura sic et simpliciter del transito dovrebbe essere in grado di confutare i risultati emersi, con argomentazioni che non lascino dubbi in linea tecnica. A nostro modestissimo avviso, cotanti amministratori locali non dovrebbero richiedere summit incontri o soluzioni di buonsenso che esulino deflettano o deviino dalla cornice imprescindibile della tutela della sicurezza, e dalla risoluzione delle criticità derivate dalla situazione tecnica; in nome, magari, di una sedicente ragionevolezza che richiama l’attività di certi sensali di paese.

In proposito è intervenuto, sui suoi profili facebook, il noto ambientalista Augusto De Sanctis, che da tempo va seguendo, con la sua proverbiale acribia, la questione delle autostrade; questione che lo ha visto in prima fila nella discoperta della convenzione relativa alla A24-A25, nella denunzia della condizione giustappunto dello stato dei viadotti nonché dei mancati adempimenti in tema di adeguamento delle gallerie delle autostrade abruzzesi e non:

#a14 I PEDAGGI, LA CONVENZIONE CON #AUTOSTRADE E… #MARSILIO
Moltissimi giustamente non vorrebbero pagare il pedaggio visto il “servizio”, se così si può chiamare, allucinante. Peccato che molti partiti italiani, compresi quelli di alcuni dei sindaci che oggi sbraitano a caso senza probabilmente aver letto una carta che sia una arrivando a pensare di scrivere ai giudici per intercedere per il dissequestro, negli anni abbiano operato dando benefici incredibili ai concessionari autostradali, addirittura blindando con l’art.8-duodecies introdotto nel passaggio parlamentare alla legge 101/2008 le convenzioni con un passaggio in Parlamento nel 2008 (tra quelli, #Salvini e la Lega, Forza Italia e anche l’attuale Presidente della nostra regione #Marsilio: QUI LA VOTAZIONE

Fu uno dei primi atti della maggioranza di allora, giusto per capire quali fossero le priorità. Ancora oggi, dopo quanto accaduto, ci sono molte forze in Parlamento che addirittura considerano la sacrosanta revoca della concessione come un sacrilegio contro il libero (ah ah ah: libero di fare qualsiasi cosa per i propri profitti certamente) mercato. Ad esempio, Italia Viva di Renzi e buona parte del PD, partito che (sotto diversa denominazione) ha contribuito non poco alla privatizzazione delle autostrade.
Oppure i sindaci e i partiti, M5S – compreso Toninelli che ha predisposto gli atti –, che propongono l’allungamento della concessione a #Toto per la A24-A25 senza gara dal 2030 al 2040, con una proposta dio Piano Economico Finanziario che prevede, secondo quanto riportato dalla stampa (perché la proposta non è pubblicata) l’aumento delle tariffe del 3,2% annuo e ben 2 miliardi pubblici (cioè delle nostre tasse) dati per lavori.
Convenzioni che, almeno per quanto ho potuto leggere velocemente, non prevedono sconti o annullamento dei pedaggi ma solo sanzioni o penali, in alcuni casi risibili a fronte degli importi riscossi con i pedaggi, che lo Stato può riscuotere per inadempimenti.
La convenzione con Autostrade Spa è QUI . Come sempre, per lottare bisogna aver chiare le carte e avere conoscenza della storia del settore anche per capire come si sono comportati e come agiscono gli interlocutori odierni.

All’intervento il De Sanctis aggiunge due post scriptum, del tutto condivisibili:

PS1: l’unica strada, è il caso di dirlo, è la revoca della concessione sperando che la battaglia legale che ne seguirà sancisca che le condizioni capestro contenute, tra cui quella che imporrebbe di rifondere i mancati profitti anche se la società fosse ritenuta responsabile del crollo del Morandi, non siano legittime.
PS2: ovviamente ben vengano azioni organizzate di protesta dei cittadini.

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