ASL1 – I rischi di contagio in ospedale: dove sta il tampone?

Nella ASL 1 vengono effettuati i tamponi ai pazienti durante il ricovero, oppure prima di essere dimessi?” E’ una domanda inquietante, che sottoponiamo al Direttore generale Roberto Testa, dal quale vorremmo essere rassicurati.

Purtroppo nostre fonti accreditate – che giudichiamo attendibili ma che ci auspichiamo siano smentite ufficialmente dalla ASL1 – ci descrivono un quadro allarmante, sia per la sicurezza dei pazienti che dell’intero territorio. Solo nella nostra Asl, a quanto pare, i pazienti non sarebbero sottoposti a tampone durante il ricovero e nemmeno al momento delle loro dimissioni.

Tampone , Tampone No

Come prescritto dai protocolli anti covid emanati dal Ministero della salute e a cui si attengono tutte le Asl italiane, anche la Asl1 effettua i tamponi in questi due casi:

  • 1) il paziente che si presenta al Pronto soccorso: viene tamponato in caso di ricovero urgente;
  • 2) il paziente che viene ricoverato per una operazione programmata: prima di entrare in ospedale viene sottoposto a tampone.

Ci risulta, però, che per contrastare il contagio, nelle Asl delle varie regioni di norma viene eseguito un secondo tampone o a pochi giorni dal ricovero, oppure prima delle dimissioni.

Ad esempio, già dal maggio scorso, l’Emilia Romagna ha ordinato l’esecuzione del tampone ai pazienti sia al momento del ricovero che in quello delle dimissioni: “Inseguiamo il virus casa per casa – ha dichiarato infatti l’assessore alla sanità Donini – ma è necessario alzare l’attenzione anche negli ospedali, intercettando le eventuali situazioni di positività”.

Parole sante e pratiche di buon senso, che di recente proprio in Abruzzo hanno consentito di individuare un cluster nell’ospedale di Teramo, dove sono poi stati accertati 30 pazienti positivi tra i ricoverati. Il protocollo di sicurezza è scattato grazie al tampone effettuato su una paziente in via di dimissioni, risultata positiva, che ha consentito di spegnere in tempo il pericoloso focolaio.

Una buona notizia, quella di Teramo, che ci spinge però a prendere in seria considerazione la preocupante segnalazione relativa invece per la ASL1. Lo ripetiamo, ci auspichiamo di essere ufficialmente smentiti da Testa ma, a quanto ci riferiscono, nella nostra Asl tali tamponi sui pazienti non verrebbero effettuati né durante il ricovero, né al momento delle dimissioni.

Se ciò fosse vero, questa potrebbe essere una delle possibili cause che, nell’autunno scorso, ha contribuito al collasso dell’ospedale di Avezzano e della sanità marsicana. Collasso che nel nostro territorio ha causato – è bene ricordarlo – il dilagare dei contagi da covid 19 e una lunga scia di morti.

Non solo. Nella malaugurata ipotesi che la segnalazione da noi ricevuta corrisponde al vero, nella nostra Asl questi tamponi non verrebbero eseguiti nemmeno adesso.  In questo caso – lo ripetiamo ancora una volta, ci auguriamo di essere ufficialmente smentiti – la Marsica e l’intera provincia sarebbe tuttora pericolosamente esposta al dilagare della pandemia. Con le stesse conseguenze, se non peggiori, che già abbiamo conosciuto.

Ciò risulta tanto più spiazzante, poiché sembra che nelle altre Asl della Regione Abruzzo tali tamponi sui degenti pare vengano invece eseguiti, sembra dopo 3-4 dal ricovero.

Unità di crisi aziendale

Ieri si è riunita all’Aquila la “Unità di crisi aziendale per la gestione dell’emergenza Covid-19” della Asl 1. Questo l’ordine del giorno in discussione:

Verifica e controllo dell’efficacia degli interventi intrapresi; Applicazione protocolli di sicurezza; Sorveglianza del personale; Misure d’urgenza di contrasto alla evoluzione epidemiologica.”

L’ordine del giorno estremamente sintetico non consente di capire come siano stati approfonditi i vari punti, e non disponiamo ancora di un resoconto ufficiale delle decisioni prese. Ci dicono però che tale Unità di crisi si sarebbe riunita l’ultima volta ad ottobre: particolare questo che, se confermato, non indurrebbe all’ottimismo sulla effettiva operatività di tale organismo, fondamentale nella lotta alla pandemia.

Ricordiamo che la prima delibera con cui il Direttore generale della ASL1 Roberto Testa istituisce L’Unità di crisi aziendale per la gestione dell’emergenza Covid-19, la n. 497, risale al 12 marzo 2020, la cui composizione viene integrata il giorno successivo con la Deliberazione n. 506.

L’Unità di crisi, dichiarata immediatamente esecutiva, risulta quindi così composta: Direttore generale, Direttore sanitario e Direttore amministrativo; Direttore medico del P.O. di L’Aquila; Responsabile distretto sanitario area Marsica; Direttore dipartimento Dea; Direttore dipartimento medico; Direttore Uoc malattie infettive P.O. L’Aquila; Responsabile servizio 118 aziendale; Responsabile Uosd servizio risk management; Direttore dipartimento prevenzione; Direttore Uoc servizio aziendale del farmaco.

Facciamo notare che, tra i componenti di questa Unità di crisi, brilla l’assenza della Direzione dell’Ospedale di Avezzano, paradossalmente la struttura più coinvolta, con conseguenze drammatiche, nell’emergenza sanitaria dell’autunno scorso.

AvezzanoIstallato macchinario per tamponi

Intanto un buona notizia, se non fosse per il troppo tempo impiegato per l’arrivo di tale strumento, fondamentale nel contrasto alla diffusione del virus.

E’ la stessa Asl 1 che nel suo sito aziendale comunica, con tanto di video, l’arrivo del nuovo macchinario. Queste le parole utilizzate:

“Arrivato e già istallato il nuovo apparecchio che permetterà al laboratorio di Avezzano di poter analizzare in proprio i tamponi molecolari anti covid 19. Hanno assistito alla presentazione il Direttore generale Roberto Testa, il DS Alfonso Macitelli ed il Sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio.”

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