Africa, Francesco Barone racconta Goma: “qui milioni di bambini sfruttati, privi dei diritti fondamentali e molte volte in balia di adulti senza scrupoli”

54esima missione umanitaria per il professor Fracesco Barone, attualmente a Goma, insieme a Gianluigi Zauri, volontario di Help senza confini. Raggiunto telefonicamente ha spiegato l’importanza della loro attività di volontariato e le condizioni di vita in quella parte dell’Africa.

Qual è la situazione attuale?

La principale novità, rispetto al passato è rappresentata dalla nomina di un Generale, in qualità di Governatore della provincia. Il suo compito sarebbe quello di contrastare con maggiore efficacia, qualsiasi forma di violenza e garantire la giustizia. A seguito dell’eruzione del vulcano Nyiragongo nel maggio scorso, le condizioni di vita di numerose famiglie sono peggiorate. Sono aumentati i prezzi dei beni di prima necessità, conseguentemente alla riduzione dell’importazione dei prodotti alimentari.

Rispetto al covid 19?

Nelle ultime settimane, il numero dei contagi è cresciuto notevolmente. Mancano le mascherine protettive e tutto ciò che può risultare essere utile per contrastare la diffusione del virus. L’informazione è carente, basti pensare che oltre il 70% della popolazione non dispone di mezzi tecnologici, quindi è impossibilitata a ricevere notizie. In alcuni villaggi non si conosce neanche l’esistenza del virus. È sempre lo stesso ritornello: a pagare sono sempre i poveri, vittime innocenti dell’indifferenza di coloro che sono chiamati a governare il mondo. La ferita principale riguarda milioni di bambini sfruttati, privi dei diritti fondamentali e molte volte in balia di adulti senza scrupoli.

Quali sono i vostri interventi umanitari?

Nonostante le numerose difficoltà derivanti dai rischi e dall’insicurezza, stiamo consegnando cibo, medicine, vestiti e scarpe negli orfanotrofi. Inoltre, stiamo provvedendo al pagamento delle spese sanitarie che riguardano i bambini ricoverati e guariti e che non hanno disponibilità economiche per essere dimessi. Stiamo consegnando tonnellate di cibo alle famiglie povere e bisognose presso il nostro Centro “Kwetu-Gli amici di Francesco”. Il sostegno, ovviamente, è rivolto anche ai numerosi bambini di strada e agli ex bambini soldato. La situazione dal punto di vista sanitario e della sicurezza non è delle migliori, i rischi sono tanti, ma noi vogliamo continuare a dare il nostro contributo nei confronti di chi vive in condizioni di vulnerabilità e di emarginazione sociale ed economica.

Desidera inviare un saluto agli amici italiani?

Certamente. Rivolgo un saluto agli italiani, con un pensiero speciale alle numerose persone generose che ci aiutano attraverso gesti concreti e facendoci sentire la loro vicinanza.

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