Achtung Banditen! Impianto irriguo del Fucino

Nei giorni scorsi, la saga sul progetto di impianto irriguo nell’alveo fucense si è arricchita di nuovi entusiastici annunzi dell’assessore regionale preposto al ramo e di Confagricoltura (identico ibrido connubio che Confagricoltura contestava nella scorsa legislatura, quando erano altre associazioni datoriali e di lavoratori ad accompagnare D’Alfonso).

La fumosità degli atti e dei pretesi assensi romani e dell’Autorità di Bacino ai quali fumosamente ci si riferiva non lascia presagire nulla di buono per la procedura di cui trattasi, e conferma l’indirizzo (andazzo), adottato dai nuovi amministratori all’Emiciclo, di pretermettere gli interventi, localizzati tra Pescina e San Benedetto dei Marsi, finalizzati a prevenire il rischio idrogeologico, in favore della immediata realizzazione di una parte di reti e tubazioni (guarda caso, sita in un certo quadrante del prosciugato lago) per soddisfare la sete fisica immediata di pochi ma potenti produttori di insalate.

Tutto ciò, nel terzo decennio del XXI secolo, con la depurazione per come mostrata da note trasmissioni televisive nazionali, fa assumere, al decisore pubblico – e a chi lo esprime; e a chi lo supporta: insensibili ad ogni idea della necessità di dotarsi di un’immagine ambientale, se non proprio di un nuovo approccio – sembianze così rozze e grottesche tali da spaventare e preoccupare più dello stesso ‘scippo’; e se ogni interlocuzione appare inutile, e ogni commento superfluo in ordine alla miopia di una simile scelta in prospettiva futura, speriamo che cotanta inconsapevolezza non la si debba scontare a carissimo prezzo (inteso non solo economico).

fmb

Tratto da: il Martello del Fucino 2019-10 – SCARICA IL PDF


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