Abruzzo – Matrimoni: il 54% in meno rispetto al 2020. Allarme di Confartigianato

In un anno si è registrato in Abruzzo un tracrollo del 54,1% del numero dei matrimoni: dai 3.800 del 2019, si è sceso ai 1.746 del 2020. Nella nostra regione lavorano in questo settore lavorano oltre 15mila imprese. Ecco i dati provincia per provincia

Quello dei matrimoni – e più in generale delle cerimonie – è un settore importante nell’economia regionale che coinvolge numerose categorie di imprese, da quelle per l’organizzazione di eventi a quelle di catering e intrattenimento, dai fotografi e videomaker alle sartorie e alle gioiellerie. A cui si aggiungono 4.471 imprese che operano nella ristorazione e altre 4.284 attive nel settore dei servizi di parrucchieri e di altri trattamenti estetici.

Ecco i dati provincia per provincia, emersi da una ricerca condotta da Confartigianato Chieti-L’Aquila:

COVID: IL MONDO DEL WEDDING IN GINOCCHIO, IN ABRUZZO IL 54% DI MATRIMONI IN MENO

Studio Confartigianato Chieti L’Aquila: nel settore lavorano oltre 15mila imprese

Chieti, 12 giugno. L’emergenza sanitaria da Covid-19 ha fatto crollare il numero di matrimoni celebrati in Abruzzo: i dati confermano la difficilissima situazione vissuta dal mondo del wedding, che sul territorio regionale coinvolge oltre 15mila imprese. Nel 2020, nelle quattro province, sono stati celebrati 1.746 matrimoni, cioè il 54,1% in meno rispetto al 2019, quando erano stati 3.800. E’ quanto emerge da un’elaborazione del Centro studi di Confartigianato Chieti L’Aquila, che illustra i dati proprio nei giorni in cui i matrimoni e le cerimonie ripartono.

Nelle quattro province abruzzesi, lo scorso anno, in media, ci sono state 40 cerimonie a settimana in meno rispetto al 2019. L’Abruzzo, con il -54,1%, registra una variazione peggiore di quella nazionale (-47,5%) e si colloca al sesto posto nella classifica delle regioni, guidata dalla Basilicata (-70,7%).

Le imprese potenzialmente interessate da wedding e cerimonie sono 15.046 e di queste 5.720, cioè il 38%, sono artigiane. Del totale, 4.129 imprese operano nella provincia di Chieti (1.615 artigiane), 3.878 nel Teramano (1.506 artigiane), 3.854 in provincia di Pescara (1.439 artigiane) e 3.185 nell’Aquilano (1.160 artigiane).

Si tratta di un settore trasversale, che coinvolge numerose categorie di imprese, da quelle per l’organizzazione di eventi a quelle di catering e intrattenimento, dai fotografi e videomaker alle sartorie e alle gioiellerie. Ben 4.471 la imprese che operano nella ristorazione e 4.284 quelle attive nel settore dei servizi di parrucchieri e di altri trattamenti estetici.

“Mentre il settore si appresta a ripartire – afferma il direttore generale di Confartigianato Chieti L’Aquila, Daniele Giangiulli – i dati confermano quanto il comparto sia stato colpito dalle restrizioni. Si tratta di un settore dalla forte vocazione artigiana, caratterizzato dalla presenza di imprese che nelle cerimonie vedevano il loro unico business. Attività messe in ginocchio dall’emergenza e, per certi versi, colpite anche più duramente di altri settori, data la complessità dell’organizzazione di un matrimonio e considerato che, nonostante le riaperture, visto il periodo di incertezza, molte cerimonie non sono state ancora riprogrammate. Come avvenuto per altre categorie, gli strumenti a sostegno delle imprese ferme sono stati in molti casi irrisori. L’auspicio – conclude Giangiulli – è che ora si possa riprendere a lavorare serenamente, senza doversi più fermare”.

Comunicazione Confartigianato Chieti L’Aquila

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