A24 – A25: i tecnici del Ministero delle infrastrutture e della Mobilità Sostenibile incontrano i sindacati di Strada dei Parchi

Roma – Lo scorso 15 luglio, presso il Ministero delle infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, ha avuto luogo l’incontro richiesto dal sindacato nazionale. Ad accogliere i referenti del sindacato, il Capo di Gabinetto del Ministro, Alberto Stancanelli.

In una nota, il sindacato fa sapere che i tecnici del Ministero hanno focalizzato la situazione ripercorrendo le diverse tappe, a partire dal provvedimento di revoca delle concessioni adottato dal Consiglio dei Ministri, per arrivare alla successiva sospensiva intervenuta su istanza al TAR del Lazio, che inizialmente rinviava la definizione del contenzioso sollevato al 7 settembre, per poi anticiparla al prossimo 27 luglio.

Riguardo le diverse istanze rappresentate dalle Organizzazioni Sindacali, il Ministero ha espresso la volontà di pervenire a soluzioni condivise, finalizzate a assicurare la continuità occupazionale, i diritti economici, normativi e retributivi, e le garanzie contrattuali a tutto il personale coinvolto nelle attività, compresi i lavoratori a tempo determinato e quelli stagionali.

Il sindacato riferisce che quando il contenzioso sarà chiarito in via definitiva, il Ministero si sarebbe reso disponibile a definire congiuntamente alle OO.SS., un protocollo per condividere tempi, condizioni, modalità e garanzie per dare concretezza alle istanze presentate.

Le OO.SS., nel sottolineare ancora al Ministero, che il dispositivo normativo attuale necessita di ulteriori elementi di tutela per le lavoratrici e lavoratori coinvolti direttamente e nell’indotto, hanno espresso apprezzamento per la dichiarata volontà della controparte di avviare un percorso condiviso, anche attraverso uno specifico protocollo. La sede ministeriale rimarrebbe perciò la sede naturale in cui regolare gli effetti dei provvedimenti predetti.

«La nostra preoccupazione sulla complessiva situazione di incertezza permane, e pertanto ci riserviamo di dare un giudizio solo in presenza di determinazioni concrete per garantire l’occupazione, la sicurezza sul lavoro, il reddito e la continuità contrattuale di tutte le lavoratrici e lavoratori coinvolti.» Questa la chiosa finale.

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