A24 –A25, Concreto rischio di aumento dei pedaggi, preoccupati i sindaci delle aree interne di Lazio e Abruzzo

RomaStrada dei Parchi impiega circa 1.700 persone e alimenta un indotto che occupa ulteriori 2.300 lavoratori. Secondo fonti interne dell’azienda abruzzese, si sta giocando una partita giudiziaria senza esclusione di colpi sulla pelle di circa 4.000 lavoratori che alimentano una consistente fetta di PIL della Regione Abruzzo, di cui l’8% prodotto dal Gruppo Toto.

In pratica è successo che dopo l’estromissione delle figure apicali di Strada dei Parchi, all’indomani della pubblicazione ufficiale del decreto, gli uomini Anas avevano chiesto alle maestranze di far passare tutte le decisioni al vaglio dei nuovi responsabili indicati.

La sentenza del Tar della Regione Lazio, congelando di fatto l’iter del passaggio alla nuova gestione, ha invece consentito ai dirigenti di Strada dei Parchi di rientrare nel pieno delle loro funzioni, tanto da comunicare tempestivamente ai dipendenti che da quel momento nessuno avrebbe più dovuto rispondere alle indicazioni dell’Anas.       

Insomma un bel pastrocchio che ha mandato su tutte le furie il Presidente del Consiglio Draghi, già alle prese con le fibrillazioni della maggioranza di Governo. Intanto sono partite le schermaglie giuridico-legali che vedono il Governo chiedere un parere all’Avvocatura di Stato, intanto si prepara il ricorso al Consiglio di Stato.

Autorevoli fonti governative ritengono che il decreto emanato dal Governo, come provvedimento immediatamente esecutivo, non rientrerebbe nel perimetro valutativo di un Tribunale Amministrativo Regionale. Secondo queste fonti, Toto dovrà ricorrere alla Corte Costituzionale per via incidentale.

La sensazione è che Toto abbia tutte le intenzioni di vendere cara la pelle a suon di miliardi mentre il Governo punterebbe a chiudere il contenzioso facendo valere le presunte gravi inadempienze di Strada dei Parchi senza essere costretto a spalmare sulle spalle dei contribuenti gli eventuali indennizzi che la controparte potrebbe vedersi riconoscere.

La diatriba fra Governo e Strada dei Parchi potrebbe a questo punto innescare pesanti rincari per via dell’attualizzazione delle tariffe bloccate al dicembre del 2017. La conseguente indicizzazione delle stesse ai parametri Istat, significa che qualcuno dovrà accollarsi il 34-35% di incremento dei costi.

Il blocco delle tariffe è stato possibile fino a oggi, grazie all’intenso lavoro fatto negli ultimi quattro anni dai sindaci delle aree interne di Lazio e Abruzzo, nel tentativo di evitare gli aumenti, in assenza dei Piani economici finanziari, mai più redatti dal 2013, nonostante l’anno precedente, la A24 e la A25 fossero state dichiarate dallo Stato, infrastrutture strategiche ai fini di Protezione Civile.

La formazione delle tariffe autostradali è una competenza dell’Autorità statale di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. ARERA si avvale di un algoritmo che prevede l’indicizzazione delle tariffe ai parametri Istat, ciò vuol dire che, se anche lo Stato coprirà il costo degli aumenti congelati in questi 4 anni, in ogni caso, da quel momento in avanti, essendo le nuove tariffe agganciate ai parametri Istat, aumenteranno comunque.

È facile capire che con un’inflazione galoppante, giunta all’8%, non ci metteranno molto a lievitare. Ne sono ben coscienti il sindaco di Carsoli, Velia Nazzarro e il consigliere comunale di Pescina, Alfonsino Scamolla che ieri, assieme ad altri amministratori delle aree interne, hanno incontrato i gruppi parlamentari del Partito Democratico, di Fratelli d’Italia e del Movimento 5 Stelle.

L’obiettivo è stato quello di sensibilizzare i parlamentari sui rischi che le aree interne di Abruzzo e Lazio stanno correndo a seguito del contezioso aperto fra Governo e Strada dei Parchi. Il Sindaco Nazzarro, è stata ascoltata dall’ufficio di Presidenza della Commissione Lavori Pubblici al Senato, dove, insieme all’assessore ai trasporti del Comune di Tivoli, Gianni Innocenzi, ha relazionato sullo stato dell’arte.

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