A Celano si aspettano i fondi per il restauro dei capolavori dell’Aquila Mille opere d’arte messe in sicurezza al Musè

Estratto dalle macerie dell’Aquila, messo in sicurezza al Musè di Celano, l’immenso patrimonio artistico del Museo Nazionale d’Abruzzo e delle Chiese aquilane “violentato” dal sisma, rischia di restare a lungo in quel “tumulo funerario” immerso nel terreno del Fucino.
Qui, nell’ex Museo della Preistoria che custodisce 300mila reperti di età preistorica e protostorica, in un anno e mezzo, gli specialisti di Musè supportati per un periodo dai colleghi dell’Istituto centrale del restauro di Roma e dell’Opificio pietre dure di Firenze hanno quasi assolto alla prima fase di recupero di quelle mille preziose opere. Ora in sala restauro “giace” l’ultimo prezioso dipinto: la Madonna dell’Immacolata Concezione, opera di Severino Galanti recuperata dalle macerie della chiesa di San Marco.
Amore e passione per l’arte hanno fatto un “piccolo miracolo” al Musè dove ora dovrebbe scattare il rush finale per completare il lavoro e restituire agli aquilani quel patrimonio inestimabile, simbolo di quella rinascita reclamata da un popolo che non vuole restare nelle “new town”, ma riappropriarsi dei propri spazi, della propria cultura, del vivere quotidiano. “Abbiamo quasi completato la fase di messa in sicurezza delle opere”, assicura la direttrice di Musè, Geltrude Di Matteo, “poi occorrerà passare al restauro, ma ovviamente i tre tecnici del museo non bastano per un lavoro così importante”. Ma non è solo questione di uomini: occorrono fondi cospicui che non si vedono. E se gli aquilani possono almeno protestare e battere cassa sotto le stanze del potere per ottenere i soldi, quelle opere d’arte non hanno neanche quell’opportunità. Fossero state a Palazzo Chigi avrebbero potuto sperare in un incontro “fatale” con il Premier, come le statue di Venere e Marte oggetto di un discutibile intervento che ha ridato entrambi le mani alla prima, una mano e il pene alla seconda scatenando polemiche a non finire.
Qui, in Abruzzo, dove la partita della “rinascita” si annuncia molto più complessa e difficile le opere d’arte oltraggiate dal sisma devono accontentarsi del bel segnale  arrivato dalla direttrice regionale dei beni culturali, Anna Maria Reggiani, congedatasi dal lavoro con un appello ad amici e colleghi: destinare il regalo per la pensione a un nobile gesto verso una città che la conquistò non appena vi mise piede a metà del 2007. “Mi ha incantato sin dai primi giorni con la sua ritualità antica e attuale insieme – ha scritto – una specie di Brigadoon, il villaggio immaginario trasferito sul grande schermo da Vincente Minnelli, con un musical che ha creato il mito di un luogo bellissimo, quanto misterioso. Perciò in questo momento di mutamento del mio percorso di vita ho deciso di mettere a disposizione un contributo condiviso con voi, affinché la città  incantata sia restaurata al più presto e con lei tutti i suoi preziosi tesori. Così ho pensato di indicarvi un’alternativa al dono che solitamente viene presentato durante una festa di addio, a ricordo del pezzo di vita trascorso insieme: destinare quello che riterrete al restauro di un’opera d’arte del Museo Nazionale d’Abruzzo, che ci auguriamo sia riaperto a L’Aquila nel tempo più breve possibile”.
Mario Sbardella

Tratto da: SITe.it edizione stampata – numero zero dicembre 2010

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