68. LA RIFORMA AGRARIA NEL FUCINO – Il nuovo Palazzo degli Uffici dell’Ente Fucino

Agli inizi degli anni ’70 le crescenti esigenze, dovute all’ampliarsi delle funzioni e delle competenze dell’Ente Fucino, consigliarono ai dirigenti dell’epoca la costruzione di un nuovo edificio per uffici, conosciuto come palazzo dell’ERSA (Ente Regionale Sviluppo Agricolo, in seguito ARSSA – Ente Regionale Servizi e Sviluppo Agricolo). Il progetto fu redatto dagli ingegneri Petruzzi e Moretti di Roma, le indagini geologiche e geotecniche affidate alla società Tecnosol di Roma, direttore dei lavori fu nominato l’ing. Ferdinando Capranica, dirigente dell’ufficio tecnico dell’Ente stesso, appaltatrice dei lavori fu l’impresa Alfredo Cerone di Pescina, che quasi alla fine dell’opera, per motivi di salute, abbandonò l’impegno con risoluzione del contratto in data 12.12.1974. I lavori di completamento furono affidati, in data 20.1.1975, all’impresa dell’ing. Dante Ciocci di Avezzano, per un importo di £. 95.336.000.

PLANIMETRIA SATELLITARE
PLANIMETRIA SATELLITARE INGRANDITA

Il progetto era stato approvato con Delibera n. 20 del 18.5.1971, la spesa complessiva prevista era di £. 360.000.000 cui si aggiunsero, nel corso del 1974 e 1975, due perizie di varianti e suppletive per un importo di £. 200.000.000, i lavori furono ultimati il 30 ottobre 1976. Contestualmente l’Ente Fucino aveva acquistato, nel corso del 1971, Palazzo Torlonia con tutte le dipendenze, i magazzini e il terreno, superficie catastale pari a mq 35.637, al prezzo complessivo di £. 370.000.000.

Il progetto del nuovo Palazzo, caratterizzato da pareti concave, più accentuate nei due lati maggiori, prevedeva quattro piani fuori terra e uno completamente interrato con struttura intelaiata di acciaio; comprendeva 103 vani di cui 78 adibiti a uffici. Per meglio illustrare il progetto fu realizzato anche un plastico dalla ditta Tatarelli.

PARTICOLARI DELLE PORTE

Nel Capitolato Speciale d’Appalto erano previsti scorpori per la realizzazione delle diverse componenti dell’edificio: -gli infissi esterni e i pannelli porcellanati di rivestimento furono forniti e realizzati dalla “Del Vecchio Infissi” di Fano; – i pavimenti dalla “Romana Linoleum” di Roma; – i controsoffitti dalla ditta Sadi di Vicenza; – gli impianti elettrici e telefonici dalla ditta Panella; – i grigliati metallici dalla “Italiana Keller” di Terni; – gli impianti di riscaldamento, condizionamento, idrico e igienico-sanitario dalla ditta “F.lli Cripoli”; – gli ascensori dalla “Sabieri di Bologna”.

Con Delibera n. 163 del 6.11.1986 fu approvato il progetto per adeguare la sala riunioni, l’archivio e il centro di elaborazione dati alle norme di prevenzione incendi per un importo complessivo di £. 35.000.000.

SALA RIUNIONI – A. PICCHI –

Non poche furono le polemiche che seguirono l’edificazione del nuovo palazzo: quella più eclatante fu l’intervento di un giudice del Tribunale di Avezzano che, in seguito ad una denuncia di “presunto abusivismo edilizio”, sospese i lavori inviando diversi “mandati di comparizione”, oggi avvisi di garanzia! Era successo che durante lo scavo in alcuni punti il terreno era “molle”, i progettisti, l’impresa e il direttore dei lavori, furono costretti allora a riprogettare le opere fondaci che comportarono un innalzamento dei plinti di fondazione di circa 15 cm, una difformità che comunque rientrava nei limiti di tolleranza previsti dalla legge, tant’è che il giudice dissequestrò in seguito il cantiere e assolse con formula piena tutti i protagonisti della vicenda. L’edificio è figlio del suo tempo, presenta contenuti tecnici e tecnologici all’avanguardia per l’epoca, risulta ben inserito nel contesto del parco e funzionale alla destinazione d’uso; come si può osservare dalle foto, dopo più di 45 anni di esercizio, è integro in ogni sua componente, a riprova di una buona progettazione ed esecuzione dei lavori, nonché dei buoni materiali utilizzati.

Ad impreziosire e segnare l’ingresso, è stata posta un’opera dell’artista avezzanese Pasquale Di Fabio “Senza Titolo” del 1975, dipendente egli stesso dell’Ente Fucino.

Le foto a colori sono state scattate il 4 giugno 2020; fonte dati ed elaborati grafici – Archivio di Stato Sezione di Avezzano.

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Antonino Petrucci
Laureatosi in architettura presso l’Università La Sapienza di Roma, ha esercitato la professione di architetto per circa trent’anni, oggi insegna alla Scuola Secondaria di Primo Grado presso l’Istituto Comprensivo GIOVANNI XXIII-VIVENZA di Avezzano. Appassionato di storia recente e di politica, è autore di uno studio sulla Riforma Agraria del Fucino, che si articola in 167 tra capitoli e sottocapitoli, pubblicata sui gruppi Facebook “Ortucchio in parole e immagini” e “Luco, ieri e oggi”.