67. LA RIFORMA AGRARIA NEL FUCINO – Borgo Sperone a Gioia dei Marsi

Tra il 1963 e il 1971 gli abitanti di Sperone furono trasferiti a Gioia del Marsi, nel Borgo denominato proprio Sperone ad est del centro abitato. Il nuovo insediamento fu realizzato, anche in questo caso come a Villa San Sebastiano, grazie alla collaborazione tra l’Ente Fucino e l’Ufficio del Genio Civile di Avezzano; oggi l’impianto mantiene quasi intatte le sue caratteristiche originarie. Il progetto fu redatto dall’ing. Tommaso Orlandi del Genio Civile di Avezzano e dai tecnici del suo team. Trattasi di una decina di fabbricati in linea a due piani, a blocchi di quattro alloggi o schiere da otto, tutti con ingressi autonomi, di uguale tipologia edilizia ma realizzati con due tecnologie costruttive diverse: quelli di prima edificazione, fine degli anni ’50, hanno struttura portante in muratura di pietra listata a faccia vista con ricorsi di mattoni al piano terra e al primo piano muratura di mattoni pieni intonacati e tinteggiati; quelli di più recente edificazione, fine degli anni ’60, hanno struttura portante in c.a. con tamponature in cortina di mattoni di laterizio. Al Borgo è annessa la Chiesa di San Nicola antico patrono del paese originario.

Il borgo originario, detto anche Torre Sperone, unitosi amministrativamente a Gioia dei Marsi nel 1840, contava una popolazione di circa 220 unità nel 1869, come si evince dallo storico Andrea Di Pietro; sorgeva in una posizione panoramica nella località denominata “valico della Forchetta”, situata sul monte Serrone a quota 1224 ms.l.m.. Il monte, incluso nell’area del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, separa la valle del Giovenco dalla piana del Fucino. Il nucleo situato sotto la torre medievale fu completamente distrutto dal sisma e ricostruito più a valle, non distante dal paese originario. Le mutate condizioni socio-economiche del secolo scorso, l’inadeguatezza della struttura urbana caratterizzata da un forte pendio, la cronica mancanza di lavoro, le difficoltà di viaggio dell’unico maestro con una pluriclasse che durante l’inverno era costretto a vivere in paese, o nella peggiore delle ipotesi, non teneva lezione nella piccola scuola del borgo vecchio perché poteva arrivarci solo a piedi e con la cattiva stagione le strade, tutt’oggi sterrate, rendevano difficilmente raggiungibile il paese, costrinsero gli abitanti seppure a malincuore ad abbandonare il borgo vecchio. Queste furono le principali cause che determinarono un secondo e definitivo trasferimento degli abitanti a Borgo Sperone. Il centro originario assunse la denominazione di Torre Sperone, mentre il nucleo abbandonato venne identificato come Sperone Vecchio.

TORRE MEDIEVALE

Edificata nella seconda metà del XIII secolo dai conti Berardi per fini militari e di controllo della contea dei Marsi e del territorio del Fucino, presenta le caratteristiche tipiche di una torre di avvistamento: forma circolare con un diametro di circa 8 metri ed un’altezza di circa 16. La torre, gravemente danneggiata dal sisma del 1915, rimase lesionata  per diverso tempo prima di essere messa in sicurezza. Presenta due livelli di cui quello inferiore destinato alla raccolta delle acque piovane, quello superiore dove alloggiavano i soldati, domina l’ampio paesaggio denominato “Anello di Sperone” che offre numerose possibilità di escursioni ed è considerato uno dei balconi più belli della Marsica.

Tutte le foto sono state prese dal web.

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Antonino Petrucci
Laureatosi in architettura presso l’Università La Sapienza di Roma, ha esercitato la professione di architetto per circa trent’anni, oggi insegna alla Scuola Secondaria di Primo Grado presso l’Istituto Comprensivo GIOVANNI XXIII-VIVENZA di Avezzano. Appassionato di storia recente e di politica, è autore di uno studio sulla Riforma Agraria del Fucino, che si articola in 167 tra capitoli e sottocapitoli, pubblicata sui gruppi Facebook “Ortucchio in parole e immagini” e “Luco, ieri e oggi”.