3.   IL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI AVEZZANO P.G.91: tipologie costruttive

INGRESSO AL CAMPO

All’interno dei settori erano allineate le baracche, in gran parte realizzate con struttura di legno o mista, destinate al ricovero dei prigionieri; le baracche in muratura erano utilizzate come cucine e vivanderìe, latrine e bagni oltre a padiglioni per la disinfezione.

VEDUTA D’INSIEME
VEDUTA DEL RECINTO EST
INTERNO DEL PRIMO SETTORE

All’esterno del recinto furono costruiti gli alloggi per gli ufficiali, le caserme, i corpi di guardia, un padiglione per la disinfezione, la vivanderìa, la scuderia ed un villino destinato ad uffici del Genio militare. In tutto si contavano 192 padiglioni di legno e/o in muratura, che potevano ospitare fino a un massimo di 15.000 uomini oltre i 1000 tra soldati semplici, sottufficiali e ufficiali del Regio esercito destinato alla sorveglianza.

CASERMETTA PER LE TRUPPE DI SORVEGLIANZA
CASERMA PER L E TRUPPE DI SORVEGLIANZA
PADIGLIONE DI COMANDO E UFFICI
PADIGLIONE DEL COMANDO E UFFICI
PADIGLIONE PER GLI ALLOGGI DEGLI UFFICIALI

Inizialmente tutte le baracche costruite furono realizzate con una struttura di legno, in quanto era l’unico materiale disponibile sul posto; in seguito le costruzioni si realizzarono in muratura con pilastri di blocchi di cemento e tamponatura in mattoni vuoti; non mancarono strutture più articolate come quello del villino degli uffici del Genio militare realizzato fuori del campo.

PADIGLIONE CON GLI ALLOGGI E LE LATRINE DEI PRIGIONIERI
PADIGLIONE DELL’INFERMERIA PER I PRIGIONIERI
CUCINA DEI PRIGIONIERI
PADIGLIONE CON BAGNI E DOCCE PER I PRIGIONIERI
DOCCE PER I PRIGIONIERI

Riferimenti bibliografici:

  • Lodovico Tavernini “Prigionieri austro-ungarici nei campi di concentramento italiani 1915-1920”
  • arch. Clara Antonia Cipriani “Il Campo di concentramento di Avezzano. L’istituzione di un campo di prigionieri di guerra austro-ungarici e la nascita della “Legione Romena d’Italia” ad Avezzano” in Avezzano, la Marsica e il circondario a cento anni dal sisma del 1915 di Simonetta Ciranna e Patrizia Montuori
  • Prigionieri di guerra ad Avezzano – “Il campo di concentramento. Memorie da salvare” di Enzo Maccallini e Lucio Losardo
  • Le fotografie sono tratte dal web
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